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Riflessioni - page 1

Le Suore lasciano dopo 50 anni di straordinaria opera sociale, nel disinteresse delle Istitutizioni

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ADRANO A LUTTO
E’ ormai definitiva la soppressione della comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Adrano. 
Oggi è andata via la Direttrice, suor Nunzia Cirami. Lunedì partirà anche suor Angela Vitanza, l’ultima suore a lasciare Adrano. 
Si sbriciola il sogno educativo dei Sangiorgio Gualtieri che hanno voluto proprio le suore ad Adrano.
La città è a lutto. 
Evidente a tutti è stato il disinteresse e il silenzio assordante delle ISTITUZIONI  e della FONDAZIONE.
“Un’altra vergogna per Adrano”

Paolo vive

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NOI RICORDIAMO PAOLO BORSELLINO

“La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”

Sei piccole perle

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  • Codardi si nasce 
 Minacce, interventi ,invettive, bisbigli, amari sorrisi. 
Rilassatevi, 
la paura è solo in voi.      

  • Non guardate ! Non chiedete ! Non dite ! 
 Solo per noi frivole sedute,
commesse a pagamento,
per inutili Consigli.       

  • I Consigli di Ieri
Temono di più la perdita del patrimonio 
che quella della dignità.      

  • Lecca lecca di carta
Ridacchiavan fra i trenta, 
forti dell’anonimato
presaghi di “deliziose” notizie
….ma il tempo veloce trascorreva.
Al risveglio un’amara verità.
La pena sol per lor scatterà.
Pena indicibile… 
ma ancor più forte l’indistinta paura di proprie notizie,
voluttuose per altri.
E’ tempo di chiare leccornie!

  • Tavole rotonde
E’ proprio vero, intorno a un tavolo si ritrovan tutti.

  • Poesia
Poesia, libera, forte
che ti scuoti di dosso 
i nomi e le parol.
Ogniun sa riconoscer in essa 
il proprio color.

Il Comune di Adrano dica sì all’acqua pubblica e dichiari il territorio “denuclearizzato”

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La battaglia per l’acqua pubblica e per fermare il nucleare deve essere condivisa da quelle Amministrazioni comunali che hanno a cuore la sicurezza e il futuro dei cittadini.

E’ quanto ritiene l’Associazione Culturale Symmachia di Adrano e Biancavilla che ha inviato al Comune di Adrano due distinte richieste per chiedere al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e ai Consiglieri comunali di adottare alcuni atti affinché il Comune di Adrano dica sì all’acqua pubblica e dichiari il territorio comunale “denuclearizzato”.

“Il Comune di Adrano prenda una posizione chiara sul futuro dei cittadini – spiega la prof.ssa Angela Anzalone, presidente di Symmachia – abbiamo chiesto che possa essere modificato lo Statuto comunale affinché venga riconosciuta l’acqua come bene pubblico per evitare qualsiasi forma di privatizzazione.”

Symmachia ha chiesto anche che l’Amministrazione comunale e il Consiglio comunale possa dichiarare il territorio comunale “denuclearizzato”, per evitare qualsiasi forma di insediamento per la produzione di energia nucleare.

“Non vogliamo che si ripeta ciò che la città di Adrano ha già vissuto alcuni anni fa – sottolinea la prof.ssa Anzalone – qualcuno voleva realizzare nel nostro territorio un impianto di stoccaggio di rifiuti speciali e pericolosi, la “fabbrica dei veleni”, fermata grazia alla significativa e determinante presa di posizione dei cittadini”.

Symmachia ha sempre informato i cittadini dei documenti presentati a vari Enti. Per questa ragione cliccando sui link a seguire è possibile scaricare le istanze presentate al protocollo del Comune di Adrano.

symmachia – comune denuclearizzato

symmachia – modifica statuto acqua

 

Giovanni vive

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“Sono morti per noi e noi abbiamo un grosso debito verso di loro. Questo debito dobbiamo pagarlo, giosamente, facendo il nostro dovere, continuando la loro opera, rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici che è possibile trarre, gli aiuti, le raccomandazioni i posti di lavoro.

Ricordo la felicità di Falcone quando egli mi disse: “la gente fa il tifo per noi” e con ciò non intendeva riferirsi al conforto che l’appoggio morale della popolazione dà al lavoro dei giudici. Significava qualcosa di più. Significava che il nostro lavoro stava smuovendo le coscienze”

Paolo Borsellino ricorda l’amico e collega Giovanni Falcone un mese dopo la strage di Capaci

Il patto rotto: storia di un tradimento

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Il PD stacca la spina all’agonizzante Giunta Ferrante. Anche gli autonomisti dell’Mpa e molti altri stanno meditando proprio in queste ore di mettere fine a questa esperienza politico-amministrativa.

Sembrerebbe una delle tante banali crisi politiche, determinate dalle solite beghe e dalle frequenti dispute sulla spartizione degli assessorati. In realtà, se il susseguirsi di notizie verrà confermato, ci troveremmo di fronte a quello che può essere considerato un fallimento del progetto politico, da qualcuno un tempo ribattezzato come “alleanza etica”. Ma, cosa ancor più grave, si parlerebbe di vero e proprio tradimento.

Un tradimento consumato non tanto sul piano strettamente politico, ma un tradimento consumato sulla pelle dei cittadini che avevano creduto al progetto, e che si erano  lasciati trasportare dal forte desiderio di cacciare il tiranno. Chi governa oggi aveva ed ha stipulato un patto con la città, per una svolta radicale, per il tanto aspettato cambiamento, quello vero, per voltare definitivamente pagina sulla vergognosa gestione della città da parte della vecchia amministrazione.

La crisi politica attuale assume ancora più rilievo se guardata da un altro punto di vista, ancora più importante.

Il tradimento del mandato popolare non si è consumato oggi con l’uscita dalla Giunta di significative forze politiche, come il PD, che sono state protagoniste del sogno della rinascita di Adrano. Il malcontento dei democratici era palpabile già da tempo, per alcune scelte del Sindaco: dalle attribuzioni delle mansioni superiori ad alcuni dipendenti comunali fino all’ultima delibera sulla Pasqua. Questo sarebbe l’ultimo anello di un processo di sfaldamento che è stato avviato poco tempo dopo dall’insediamento.

Tutto parte dall’emarginazione, dall’espulsione, dalla cacciata di giovani, uomini, donne e assessori. In una sola parola, sono stati messi alla porta i tanti che avevano contribuito in maniera determinante alla vittoria. Conseguenza di questa cattiva politica è la situazione, paradossale, di vedere come gli uomini funzionali al sistema di potere della passata amministrazione sono stati riciclati e riverniciati, tentando di dare loro una patina di perbenismo e di verginità, per essere presentati alla città questa volta dall’altra parte.

Forse Ferrante e qualche suo amico si sono convinti di avere avuto l’esclusivo merito della vittoria. Non si spiegherebbe altrimenti ciò che è avvenuto appena dopo pochi mesi: la distruzione della squadra di assessori che avevano messo la loro faccia, scendendo in campo in prima persona nonostante lo scontro – per chi lo avesse dimenticato – fosse stato durissimo.

Una domanda a questo punto sorge spontanea: questi scienziati della politica dove andranno a parare?

Fatta fuori la società civile, fatti fuori i partiti e gli uomini che avevano vinto la battaglia non gli resta che l’abbraccio con la loro interfaccia e il mondo politico da cui provengono: il mancusismo.

D’altronde come meravigliarsi, eventualmente, di questa possibilità che solo due anni fa risultava essere fantascientifica.

E’ da ricordare come il solerte Ferrante, durante la campagna elettorale per le Europee, sebbene sconsigliato vivamente, si presentava gioioso al cospetto di coloro (Firrarello, Castiglione, Mancuso, Bulla) che avevano intrapreso una battaglia all’ultimo sangue contro la Primavera adranita, rimanendone, però, nello stupore del mondo politico provinciale e regionale, sonoramente battuti. E come non ricordare il solerte Pogliese, storico punto di riferimento politico del Ferrante, presentarsi, probabilmente su suggerimento di qualcuno, a Tva per ringraziare – udite, udite – proprio Mancuso per alcuni finanziamenti destinati al Teatro Bellini. Da molti quel passaggio venne ritenuto quasi un segnale politico per una eventuale e possibile – come dicono i politici – convergenza.

In questo stato di assoluta confusione è chiaro che il Sindaco – speriamo di transizione – si è dimostrato incapace di governare, nel rispetto dei patti nobili siglati con la città, una comunità difficile come Adrano. Ed è chiaro che non bisogna demordere, non bisogna scoraggiarsi. Ad Adrano sono presenti uomini e donne con le doti culturali ed etiche capaci di riprendersi la speranza e coltivare il sogno di una Adrano migliore

Antonio Cacioppo

 Pubblicato a pag. 6 del numero di Marzo 2011 del periodico Symmachia

I Consiglieri col carbone bagnato

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Inspiegabilmente agitati, ferocemente incazzati, paventano “querele” ma, forse, non sanno di cosa parlano

 E’ un susseguirsi di voci tra i corridoi del Municipio di Adrano.

Tizio dice a Caio: “oh, ma hai visto cosa hanno chiesto quelli di Symmachia?!”. Caio risponde: “ma questi…!, ma come si permettono a chiedere le carte…”

Le “carte” a cui farebbe riferimento il nostro Caio sono semplici e normali richieste protocollate per chiedere, nelle dovute modalità d’accesso agli atti pubblici, informazioni sulle partecipazioni dei signori Consiglieri comunali alle sedute del Consiglio e delle Commissioni consiliari, sulle eventuali missioni fuori porta, sugli eventuali rimborsi per quei Consiglieri che risiedono altrove, anche a molti chilometri da Adrano.

In un paese normale nessuno griderebbe allo scandalo. Ma per i politicanti della Repubblica delle Banane di Adrano, evidentemente, non è così.

Dicono che molti di loro sono “ferocemente incazzati” e che, adesso, paventano persino “querele” nei nostri confronti.

Siamo convinti che si tratta di stupide “dicerie”, perché non è possibile immaginare (neppure lontanamente) che questi Consiglieri comunali “agitati” siano così spaventosamente ignoranti (nel senso di “ignorare” qualcosa).

Infatti, non è possibile che i Consiglieri comunali non conoscano le elementari regole della Pubblica Amministrazione: il Palazzo comunale dovrebbe essere un “palazzo di vetro”, dove tutto ciò che accade al suo interno viene visto anche da fuori. Insomma, il Comune non è un’abitazione privata. Del resto, non è un caso che nel nostro Paese esistano delle leggi sulla trasparenza degli atti amministrativi: ciascun cittadino può chiedere accesso ad un atto della Pubblica Amministrazione.

Risulterebbe, dunque, incomprensibile l’atteggiamento di questi Consiglieri, se non fosse che “il familismo amorale” è riuscito a penetrare nella coscienza di molti, politicanti inclusi.

Infatti, il familista amorale non comprende che un privato cittadino si interessi seriamente a un problema pubblico (nel nostro caso, il costo della politica in tempi di crisi), anzi è è considerato anormale e perfi

no sconveniente.

Oltre che doppiamente ignoranti (sempre nel senso di ignorare qualcosa), sarebbero anche politicamente mediocri se non perdono quel dannato vizio grottesco ed idiota, tipico dei non-politici, degli abusivi insomma, di puntare il dito contro i cronisti, contro quei cronisti non allineati, che si rifiutano di confezionare articoli e servizi propagandistici e demagogici. In quei casi si parlerebbe di marchette, non di giornalismo.

Se davvero i Consiglieri comunali in queste ore stanno discutendo delle nostre legittime richieste, anziché occuparsi del Piano Regolatore Generale, di un piano per contrastare la illegalità quotidiana, di risanare i conti comunali, di mettere in sicurezza le scuole, di tappare le voragini delle strade, di predisporre un nuovo piano della viabilità, di salvaguardare l’ambiente, di mettere fine al degrado del centro storico… saremmo davvero alla frutta.

Inoltre, questi Consiglieri comunali sarebbero ancor più ignoranti quando farebbero allusioni a “querele” nei nostri confronti. Fa davvero sorridere: per cosa dovremmo essere querelati? Per ciò che non esiste? Per ciò che non è stato scritto?

Una curiosità, a questo punto, sorge spontanea: come hanno fatto i nostri Tizio e Caio ad essere a conoscenza delle nostre richieste? E’ possibile la richiesta indirizzata al Sindaco e al Direttore-Segretario Generale sia stata visionata da altri soggetti?

Ovviamente, siamo convinti che ciò non sia avvenuto, anche perché il garante della privacy si è espresso in modo chiaro e preciso in merito. In poche parole, nel malaugurato caso che le richieste siano state diffuse a terzi, avremmo noi elementi per sporgere una formale querela…

In Paesi normali Tizio e Caio auspicherebbero il confronto, anziché fare comunella. Ma Adrano – evidentemente – non è un paese normale.

Abbiano, quantomeno, l’accortezza di ammettere a se stessi di aver detto qualcosa di troppo, lo facciano pure nel segreto delle loro stanze.

Magari tra una Commissione e l’altra.

Vincenzo Ventura 

Pubblicato a pag. 5 del numero di Marzo 2011 del periodico Symmachia

Amministrazioni in fibrillazione: in attesa di svolte radicali

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E’ partito il conto alla rovescia per quella che viene definita la “fase 2” dell’esperienza politico-amministrative dei sindaci di Adrano e Biancavilla Pippo Ferrante e Pippo Glorioso.

Per chi conosce i retroscena della politica nostra sarebbe ormai questione di giorni, al massimo una settimana, per altri, invece, soltanto di alcune ore.

 

C’è fibrillazione in quel che rimane delle segreterie dei partiti politici ad Adrano e a Biancavilla. Si preannunciano, infatti, svolte decisive nelle Giunte di Ferrante e Glorioso, entrambi eletti nell’estate del 2008, al turno di ballottaggio, con un notevole risultato.

 

Adrano. Sempre più sfaldata la maggioranza consiliare che ha sostenuto, fino ad oggi, il sindaco Ferrante. Risicata sin dalle prime battute, la maggioranza in Consiglio ha vivacchiato con uno scarto di due, tre consiglieri comunali. Adesso, però, uno scenario nuovo potrebbe delinearsi.

E’ ormai certa la rottura definitiva tra il Sindaco e il Partito Democratico, risultato determinante al ballottaggio per l’elezione di Ferrante. Il PD attualmente esprime in Giunta due assessori: Mario Vadalà, vicesindaco, e Angelo Cunsolo. In prima battuta a rappresentare il PD c’era anche Marica Terranova, silurata da Ferrante dopo l’ennesimo scontro.

Indiscrezioni si susseguono proprio tra i “democratici”: gli scontri non sarebbero ormai ricucibili, anche in seguito ad una riunione fiume della maggioranza che si sarebbe tenuta, ieri sera, a Palazzo Bianchi.

La fine di quella che è stata battezzata l’ “alleanza etica”, che ha visto insieme Destra e Sinistra, vedrebbe così la conclusione anticipata di un progetto partito bene, approvato dal consenso del corpo elettorale, e che aveva la legittima presunzione di durare nel tempo.

Anche in casa Mpa non mancano i malumori. Proprio in questi giorni si parlerebbe delle dimissioni dell’assessore Salvatore Rapisarda. In passato, si è fatto riferimento ad indiscrezioni che vedevano Rapisarda uscire da un momento all’altro dalla Giunta Ferrante. In uno spazio televisivo anche Rapisarda aveva fatto capire che un “avvicendamento” in casa Mpa era possibile. In quel caso si parlava appunto di “avvicendamento” il che vuol dire che il partito di Lombardo potrebbe restare in seno alla Giunta, ma con un altro assessore. Attualmente l’Mpa esprime anche un altro assessore, Alessandro Di Gloria, vicino a Lino Leanza.

Compatto, stretto attorno al sindaco è il gruppo di assessori composto da Aldo Di Primo, Salvatore Sidoti e Tina Di Primo, fedelissimi di Ferranti, riconducibili al Fli.

Anche in Consiglio si potrebbe assistere ad un ulteriore sfaldamento: alcuni consiglieri dell’attuale maggioranza potrebbero dichiararsi “indipendenti”, uscendo dagli attuali gruppi e avere così “mani libere” sugli atti dell’Amministrazione.

Sconvolgimenti interesserebbero anche l’Opposizione, il Pdl che potrebbe vedere alcuni consiglieri avere anche in questo caso “mani libere” e sostenere per alcuni atti l’attuale Amministrazione. 

Biancavilla. Ieri sera, in Consiglio comunale tutti i gruppi politi presenti, maggioranza ed opposizione, hanno manifestato “apprezzamento” al sindaco Glorioso per il “coraggio di aprire a tutte le forze politiche”. Una dichiarazione d’amore bipartisan, senza precedenti. Si potrebbe determinare una strana coalizione che mette insieme PD-PDL-MPA.

Proprio l’Mpa di Lombardo, ieri sera, in Consiglio ha definitivamente aperto al possibile ingresso in Giunta, prendendo il posto dei due assessori Pdl Liborio Scaccianoce (vicesindaco) e Placido Santanocita, che hanno rassegnato le dimissioni ormai quindici giorni fa.

In Consiglio si determinerebbe, quindi, una maggioranza unanime, di 20 su 20 consiglieri, ad eccezione di Lino Sergi della Lista civica delle Libertà che rimarrebbe all’Opposizione.

Verrebbero così superate le divisioni che hanno visto contendersi la poltrona di primo cittadino al ballottaggio Pippo Glorioso e Salvuccio Furnari. Non solo si raggiungeranno gli equilibri regionali (PD+Mpa) ma addirittura verrebbero superati con la permanenza del Pdl.

Dal partito di Berlusconi si aspettavano dichiarazioni di fuoco, anche per agitare le acque dopo le dimissioni di Scaccianoce e Santanocita. I due – lo ricordiamo – parlarono di “turnover interno al Pdl” e non di rottura col sindaco Glorioso.

Infatti, non è un caso che Antonio Bonanno, altro esponente del Pdl, sieda ancora in Giunta, al fianco di Glorioso. Il capogruppo del Pdl in Consiglio Vincenzo Amato ieri ha confermato “piena fiducia” al sindaco Glorioso e il “sostegno del Pdl al programma elettorale”.

E’ già partita una nuova stagione politica?

A Biancavilla tornano i testi di Antonio Bruno

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La notizia era stata data già nel numero di giugno del nostro giornale Symmachia, adesso, però, è ufficiale. L’eredità letteraria di Antonio Bruno, il poeta e scrittore futurista di Biancavilla, tornerà a casa.

Nella foto che vi proponiamo (in esclusiva) il momento della firma dell’atto di donazione del fondo custodito, in questi anni, dal pronipote di Bruno, il dott. Alfio Fiorentino. L’atto è stato firmato dinnanzi al notaio Stefano Bandieramonte a Venezia dal sindaco di Biancavilla Pippo Glorioso, dall’ing. Placido Mancari e dal prof. Placido Antonio Sangiorgio a cui si deve la realizzazione dell’inventario di tutto il patrimonio che tornerà a Biancavilla.

Fanno parte del fondo carteggi, fotografie, riviste futuriste, testi inediti, come i temi del Liceo, e la fitta corrispondenza tra Bruno e i più grandi del Novecento: Marinetti, Ungaretti, Verga, Balla, De Robero, Deledda, Papini, Campana.

(E’ assolutamente vietata la riproduzione delle fotografie pubblicate, senza previa autorizzazione di Symmachia)
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