
“Sono morti per noi e noi abbiamo un grosso debito verso di loro. Questo debito dobbiamo pagarlo, giosamente, facendo il nostro dovere, continuando la loro opera, rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici che è possibile trarre, gli aiuti, le raccomandazioni i posti di lavoro.
Ricordo la felicità di Falcone quando egli mi disse: “la gente fa il tifo per noi” e con ciò non intendeva riferirsi al conforto che l’appoggio morale della popolazione dà al lavoro dei giudici. Significava qualcosa di più. Significava che il nostro lavoro stava smuovendo le coscienze”
Paolo Borsellino ricorda l’amico e collega Giovanni Falcone un mese dopo la strage di Capaci