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Biancavilla e il Consiglio “ispettivo”, interviene il presidente Furnari: “scelta dei capigruppo, terrò conto delle osservazioni”

in Biancavilla/News/Politica di

A Biancavilla c’è chi si è irritato e fra i corridoi del Palazzo esterna il suo malessere: Symmachia ha osato interrogarsi ed interrogare la città sulla “seduta ispettiva” del Consiglio comunale dei giorni scorsi per la trattazione di due interrogazioni consiliari (una di Opposizione e una di Maggioranza).

Addirittura, ci sarebbe chi dai banchi della Maggioranza con la sponda di qualche giovane Consigliere di Opposizione starebbe svolgendo quasi una funzione “sindacale” a tutela dei sacrosanti diritti dei Consiglieri comunali. In merito, vedremo cosa accadrà.

Frattanto, sulla questione è intervenuto il presidente del Consiglio comunale, il dottor Placido Furnari che ha affrontato la vicenda in modo assolutamente garbato e preciso, secondo le sue note doti di equilibrio.

Riportiamo, integralmente, la dichiarazione del presidente Furnari pubblicata dal quotidiano “La Sicilia”, rinnovando la nostra disponibilità ad ulteriori suoi interventi anche su questo sito o nel nostro periodico. 

«La seduta ispettiva è stata concordata in una conferenza dei capigruppo, la procedura è prevista dal regolamento» – spiega Furnari – «Va detto che, inserendo le interrogazioni in una riunione ordinaria (che inevitabilmente avrà altri punti e prevedrà votazioni) non avremmo risparmiato il gettone. Terrò comunque conto di queste osservazioni, pur di contenere i costi. Lavoro già su questo, anche se non è facile».

Per quanto ci riguarda, confidiamo nelle aperture del presidente Furnari che assicura di tenere conto delle nostre osservazioni e – aggiungiamo – nei prossimi giorni invieremo una nota ufficiale al Presidente con ulteriori nostre considerazioni, in particolare per quel che riguarda la pubblicazione integrale dei verbali delle Commissioni consiliari e la ripresa televisiva o in streaming del Consiglio comunale. 

Rimane inspiegabile il silenzio assordante dei consiglieri vecchie e nuovi di Opposizione e di Maggioranza che, ribadiamo, sembrano ritrovarsi in queste circostanze amorevolmente concordi. 

A seguire, pubblichiamo il servizio televisivo di TVA.

 

Biancavilla, Consiglio comunale in seduta ispettiva, stratagemma per salvare il gettone di presenza ?

in Biancavilla/News/Politica di

Sarà una seduta inedita nella forma ma uguale nella sostanza, quella del Consiglio comunale di Biancavilla, in programma questa sera, alle ore 20.

All’Ordine del giorno sono previste due non meglio precisate interrogazioni al Sindaco proposte dall’Opposizione.

A prima vista, tutto si ridurrebbe alle peculiari funzioni di un civico Consesso, come il controllo degli atti amministrativi. Ma per i Consiglieri comunali non sarà una riunione ordinaria, piuttosto il Consiglio comunale si riunirà – nientepopodimenoche – in “seduta ispettiva”, una formula di convocazione legittima, prevista dal Regolamento, ma, probabilmente, irrituale per il Consiglio di Biancavilla. Infatti, in altre circostanze, l’attività ispettiva dei Consiglieri comunali è stata prevista in sedute ordinarie, con le interrogazioni e le mozioni inserite fra i diversi punti all’Ordine del giorno.

Questo genere di seduta servirebbe a separare l’attività ordinaria del Consiglio dall’iniziativa ispettiva sugli atti amministrativi. In questo caso, però, non si comprende da cosa debbano essere distinte le due interrogazioni, dal momento che non risulterebbe una così gravosa attività consiliare, anche perché, in questo periodo, non vi sono scadenze impellenti.

Per la cronaca, occorre dire che il Regolamento del Consiglio di Biancavilla prevede la convocazione in seduta ispettiva quando sussistono “almeno due interrogazioni”, ma la prima convocazione del Consiglio di stasera ne prevedeva soltanto una, salvo poi giungere l’integrazione con la seconda interrogazione sul “bilancio di previsione 2014” che, sempre per la cronaca, non è stato neppure redatto dalla Giunta municipale.

I più maliziosi non si fanno attendere e fra di loro c’è chi sostiene che la seduta ispettiva del Consiglio comunale potrebbe trasformarsi in un sottile stratagemma per assicurare ai solerti Consiglieri comunali il gettone di presenza. A Biancavilla per percepire il gettone di presenza occorre l’ “effettiva partecipazione” ai lavori consiliari e, cioè, la votazione ad almeno una proposta di delibera. E qui sta l’inghippo: per le interrogazioni consiliari non è previsto alcun voto e, di conseguenza, i Consiglieri comunali tornerebbero a casa senza gettone di presenza. Una grave ingiustizia! Del resto, il problema si era già posto quando il Consiglio comunale di Biancavilla ha affrontato questioni che alla Camera dei Deputati si sognano di affrontare, uno su tutti il drammatico fenomeno del “femminicidio”.

In un certo senso, l’ostacolo è stato aggirato, nell’agosto 2012, dai lungimiranti Consiglieri comunali che hanno ammesso  la corresponsione del gettone di presenza proprio per le “sedute ispettive”. La convocazione di oggi, quindi, è solo una coincidenza? Perché non si è proceduto come in passato? E’ possibile che nessuno, fra i vecchi e nuovi Consiglieri di Maggioranza e di Opposizione si sia accorto di quest’aspetto? E la pungente Opposizione del web vede solo ciò che vuol vedere?

L’appello che ci sentiamo di rivolgere a tutti i Consiglieri comunali di prodigarsi affinché nella prossima Conferenza dei Capigruppo consiliari si possano preparare meglio i lavori del Consiglio comunale e, magari, si preveda la pubblicazione integrale dei verbali delle Commissioni e la ripresa in streaming dei lavori del Consiglio comunale, come suggeriamo ormai da tanto tempo.

Botta e risposta Cacioppo – Mancuso. I tre stadi del “mancusismo”. L’ex Sindaco scrive a Symmachia: “dal mancusismo al cacioppismo”

in Politica di

Come annunciato da Symmachia, è stato diffuso un volantino dall’ex sindaco, ex deputato regionale, ex Maresciallo Fabio Maria Mancuso in risposta all’articolo del prof. Antonio Cacioppo pubblicato nell’ultima edizione del nostro periodico (leggi qui) su quello che viene definito il “fenomeno mancusismo” nei suoi tre stati: mancusismo laico-festaiolo-godereccio al mancusismo mistico-religioso fino all’ultima straordinaria trasformazione: il mancusismo legalitario. Non sono mancati i riferimenti all’ultimo Consiglio comunale in cui si sarebbe dovuto dibattere di “legalità” e, invece, protagonista indiscusso di buona parte della seduta consiliare è stato il nostro periodico.

All’articolo è seguito un volantino di replica che reca la firma di Fabio Mancuso. In anteprima, siamo riusciti a proporre ai lettori del nostro sito web il testo integrale dell’intervento dell’ex Sindaco di Adrano, prima che finisse sui social network.

 

Ecco il botta e risposta

tra Antonio Cacioppo e Fabio Mancuso.

 

INTERVENTO ANTONIO CACIOPPO.

La sgradevole sensazione di trovarsi di fronte ad uno spettacolo come il Consiglio comunale del 31gennaio scorso ha lasciato sgomenti molti. Il sus­seguirsi delle parole lette in aula dal capogruppo di “Magnifica gente” (scusate l’ironia perché non è vo­luta) ha indignato molte persone, ha creato nausea, senso di rivolta, espressioni del tipo “da chi viene la predica”, ma a nostro avviso tutte queste sensazioni sono errate, tutto questo e semplicemente lo “spirito dei tempi”. Le forme politiche sono sempre il rifles­so di tipi umani che sono loro propri. Il tipo umano di questo momento politico è per alcuni il mancusi­smo. Un osservatore poco attento potrebbe pensare che questo termine indichi una persona, un politico che tutti conoscono. Non è cosi, il mancusismo non è un individuo, è un habitus mentale, è una subcultura, uno stile per molto tempo vincente ma che, ora, inco­mincia a declinare, battuto nel 2008, battuto di nuovo nel 2013 da una vera e propria “rivolta popolare” e da una onda di indignazione perché ormai questo mo­dello politico ha palesato delle crepe. Ma malgrado le sconfitte il fenomeno continua a persistere. Perché?

Rispondere non è facile, ma ci proveremo. Forse la vera risposta sta nelle condizioni culturali, psicologi­che, morali, economiche della nostra comunità.

Queste condizioni hanno sviluppato un sentimento avverso allo spirito pubblico e hanno portato molti a cooperare solo in virtù di un proprio tornaconto, se­guendo la regola delle regole; incassare eventuali van­taggi materiali della propria cerchia di sodali parten­do dal principio che tutti agiscono allo stesso modo.

Questo sentimento porta e porterà all’autoassoluzione per cui tutti saremmo gli stessi.

La convergenza tra il personaggio preso in esame e questa realtà socio-economica adranita ha creato, a nostro avviso, il mancusismo incarnato in questo mo­mento storico dall’ex Maresciallo, personaggio abile, (s)pregiudicato e capace di interpretare perfettamente tutti gli aspetti, i ruoli e gli umori peggiori della socie­tà adranita:

1) Scarso o assente senso civico;

2) Il disprezzo degli interessi comuni;

3) Atteggiamento di “familismo amorale”;

Ma anche quando la sua parabola sembra declinare, lui politicamente sopravvive. Come può riuscirci ? Forse, la risposta si trova nella sua capacità incarnare tre dei mali della politica italiana:

IL TRASFORMISMO

C’è qualcuno che ricorda bene i cambi di casacca dell’ex deputato? Proviamo ad elencarli.

1) Rinascita per Adrano (1997)

2) Lista Civica 2000 (1997)

3) Forza Italia – Cdu (2000)

4) Udc (2001-2005)

5) Pdl (2008)

6) Impegno e territorio (2012)

7) Mpa (2012)

8) Magnifica Gente (2013)

9) Forza Italia o Partito Democratico? (2014)

IL VITTIMISMO

Fa parte di una “strategia comu­nicativa”. La strategia prevede l’immagine di un uomo che vive in permanente stato d’assedio, di­sprezzato, attaccato. Il vittimista si lamenta di essere l’unico a cui non si perdoni niente, oggetto di gene­rale ostilità, di mancanza di equità di trattamento.

Questi argomenti adoperati vengo­no rilanciati, detti, comunicati con periodicità ossessiva all’insegna del repetita iuvant.

L’INTIMIDAZIONE POLITICA

L’intimidazione politica, masche­rata spesso da presunta goliardia, si materializza nei comizi e nelle apparizioni televisive quando l’ex Maresciallo fa nomi e cognomi, li indica, li evidenzia come “nemici”, li etichetta, li minaccia di querele con il chiaro intento di intimidire politicamente, avvertire, ammoni­re, affinché chi è oggetto dell’attac­co si intimorisca e sia “costretto” a desistere.

Ma, secondo noi, il vero capolavo­ro è il trasformismo umano,che si caratterizza attraverso tre stadi:

L’eterno carnevale, è simboleggiato da un racconto che ha visto l’ex Marescaillo arringare la folla festante bran­dendo un’ anguria, circondato da ballerine in abiti succinti. Questa è forse la forma primitiva e primigenia del personaggio-camaleonte; ma se si riflette già allora era presente qualcosa di metafisico e di religioso in quell’at­teggiamento. Assomigliava infatti ad un cavaliere medievale che arringava la folla brandendo la Bibbia e la spa­da per convincere i fedeli a partire per liberare il Santo Sepolcro. Allo stesso modo l’ex Maresciallo motivava la folla per coinvolgerla e liberarla dai propri freni inibitori e accompagnarla alla terra promessa: la festa eterna.

La campagna elettorale del 2013 è stata un autentico capolavoro. Dismessi i panni del laico-festaiolo-godereccio si è trasformato, come per magia, in Enrico IV al cospetto di Gregorio VII. Ha indossato il saio francescano, si è cosparso il capo di cenere, si è convertito ai valori cristiani della fratel­lanza, del perdono e dell’umiltà. Miracolo! Una vera e propria illuminazione sulla via di Damasco. Anche in questo secondo caso, l’aspetto religioso, come è ovvio, ha il sopravvento. Vestito ora da prete, anche se laico, l’ex Sindaco prima si autoassolve e poi officia sull’altare (il palco del comi­zio) la messa per chiamare a sé i convertiti alla nuova “magnificafede.

Questa fase si apre con processi alle intenzioni, commistioni, stravolgimenti di articoli di “giornalini”, accuse senza prove. Questo l’armamentario del neolegalitarioNessun mezzo è troppo sporco per un fine così puro.

Carmelo Pellegriti, capogruppo di “Magnifica Gente”, (scusate di nuovo per l’involontaria ironia) nell’ultimo Consiglio comunale accusa la maggioranza di volerlo imbavagliare, non permettendogli di parlare di lega­lità (incredibile si oltrepassa l’ilarità per sfociare nel grottesco). Finalmente gli viene concessa la parola per leggere delle paginette “sicuramente” scritte da lui me­desimo. La lettura è seria, toccante, carica di pathos, si scandiscono bene le parole, si sillaba, piano piano si arriva “la dove il tanto affaticar fu volto”: gli atti.

Le “prove” incontrovertibili delle “illegalità”, grazie alle quali finalmente si scoperchia il verminaioTutto questo alla presenza della Polizia, dei Carabinie­ri, della Tv locale. Romanzando sulla scena, pare che qualcuno dal pubblico gridi: fuori i nomi! Eccoli!

1. Pippo Ferrante: capo di una non me­glio precisata banda di “personag­gi impresentabili” poco raccomandabili. Qual è la sua colpa? L’aver pronunciato la parola fatidica: “condizionamen­to”

2. Antonio Cacioppo: leader di un noto “gruppo di potere”, ma responsabile soprattutto di essere marito del vicesindaco. Qual è la sua colpa? L’aver scritto sul periodico “Symmachia” le seguenti parole: “il P.R.G., ad Adrano, è stato tenuto nei cassetti da un sistema di potere, da oligarchie impenetrabili per oltre 20 anni”. Secondo quale logica si ci deve giustificare per un’affermazione del genere? Non sarebbe stato più opportuno che a questa doman­da avessero risposto coloro i quali hanno Governato negli ultimi 20 anni?

3. Carmelo Salanitro: l’espressione più chiara ed alta “del complotto ordito contro il bene”. Qual è la sua colpa? L’essersi spinto, -udite udite-, fino a produrre dei do­cumenti che attesterebbero le inadempienze di certi uffici.

Infine il neogiustizialista Pellegriti sfodera la prova delle prove, la pistola fumante: un assessore della precedente giunta ha avuto l’ardire, tenetevi forte, di essersi interessato per far sistemare una strada.

Finalmente il buon Pellegriti finisce la “terribile” re­quisitoria, si vede è provato, “l’atto di gran coraggio” lo ha messo a dura prova, anche se sorge un dubbio: forse è provato perchè si è accorto che tutti i suoi con­siglieri, quatti quatti, sono usciti dall’aula? Non importa, ecco che scatta la dura reazione.

Il Vicesindaco, con sfacciataggine, chiede al neogiu­stizialista Pellegriti se egli si senta rappresentato da un leader che dovrebbe essere un modello per il loro gruppo e che è, invece, un pregiudicato (sentenza di condanna n.39439).

Segue la reazione di Salanitro che con “supponenza” snocciola dati su dati e si permette, “gran maleducato”, di ricordare al neolegalitario che sulle vicende dell’a­busivismo il Pellegriti sedeva in passato in Consiglio comunale.

Alla fine ecco intervenire i “picchiatori”, uno armato di fioretto, Alessandro Zignale, l’altro di scimitarra, Enzo Maccarrone.

I due consiglieri ricordano al buon Pellegriti di avere egli stesso delle pendenze con il Tribunale della Corte dei Conti. Accidenti! Erano convinti di dare botte e le hanno prese. Erano andati in consiglio comunale per denunciare le “ma­lefatte” della maggioranza, che ha ricordato i loro non trascurabili “piccoli” nei.

Il pubblico ministero PellegritiMancuso si trasfor­ma in imputato, nell’ilarità generale.

Il capogruppo di “Magnifica Gente” si vede costretto a trasformarsi da attaccante in attaccato, obbligato a di difendere il suo leader e se stesso, scena gustosa ed esilarante se non fosse per la drammaticità del mo­mento.

Andiamo, signori neolegalitari, concentratevi!

Chi fra noi segna a dito, denuncia, diffama, incita all’odio? 

Andiamo, “magnifici” neopoliziotti, perché vi com­portate così?

Forse, perché appartenete al partito della delusione?

La delusione di chi è stato sconfitto e non riesce a far­sene una ragione?

La delusione di chi non ha come interesse la città ma il proprio tornaconto?

La delusione di chi trasforma in odio la politica alla perenne ricerca di un capro espiatorio?

La delusione di chi alimenta l’insinuazione da cui de­riva il dubbio che genera il sospetto?

La delusione di chi vuole a tutti i costi fare a gara per chi è più servo nel compiacere il capo?

La delusione di chi è incapace di capire il senso di un atto,di un discorso, di uno scritto?

La delusione di chi sente il panico tipico dei deboli di fronte ad una realtà che non li accetta?

Dovete sapere cari censori che le denigrazioni non ci impediranno di operare e agire, non abbiamo paura, perché dovremmo averla?

La sola possibilità del cambiamento terrorizza la “mala-politica”: gli ultimi conati della loro “magnifi­ca” natura vendicativa sono le ultime convulsioni del­la loro agonia politica.

INTERVENTO FABIO MANCUSO. 

Leggi il giornale Symmachia – clicca qui

“Senza impresa non c’è Italia”, Confcommercio a Roma. Vicesindaco Anzalone:”vicini alle imprese”

in Adrano/News di

confcommercio adrano

“Senza impresa non c’è Italia, riprendiamoci il futuro”. Con questa slogan anche la Confcommercio di Adrano si appresta ad “invadere” Roma il prossimo 18 febbraio per la manifestazione nazionale promossa da Rete Imprese Italia. L’evento è stato presentato oggi pomeriggio anche ad Adrano dal locale direttivo della Confcommercio, guidato dalla presidente Letizia Strano, che parteciperà alla mobilitazione generale delle imprese. Imprese che adesso vogliono fare sentire la loro voce con la partecipazione di tutte le associazioni di categoria. Il direttivo della Confcommercio chiede anche il sostegno dei cittadini e dei commercianti locali, chiamati ad esporre nei loro negozi la locandina della manifestazione nazionale.

“Le Istituzioni devono stare dalla parte delle imprese e dei lavoratori, specialmente a coloro che operano nelle piccole realtà, come Adrano – dice il vicesindaco di Adrano Angela Anzalone che mantiene la delega allo Sviluppo Economico – con la Confcommercio abbiamo già avviato un percorso nella nostra comunità perchè siamo convinti che le Istituzioni, oggi, devono far sentire la propria vicinanza e devono fornire strumenti utili per promuovere concrete politiche di sviluppo e di rilancio. Auspichiamo – conclude la prof.ssa Anzalone – che a Roma si possano trovare le giuste soluzioni e per questa ragione confidiamo che il nuovo Governo che si insedierà mettà al primo posto il lavoro, lo sviluppo e le politiche sociali”.

 

(Notizia e foto – TVA)

Sì alla rateizzazione della Tares. Accolta proposta di Symmachia. Contraria l’Opposizione

in Battaglie/News/Politica di

Via libera del Consiglio comunale di Adrano alla proposta di rateizzazione della Tares 2013, annunciata nelle scorse settimane dal gruppo consiliare di Symmachia, immediatamente sposata dal gruppo consiliare “Adrano è migliore” e poi condivisa dalla Maggioranza. Sono stati 15 i voti a sostegno dell’atto di indirizzo approvato dalla Giunta comunale che prevede la dilazione del pagamento del tributo in 4 rate.

L’Opposizione ha votato in modo contrario alla proposta, alla faccia di chi, anche con improvvisati movimenti politici, fatti passare per “civici”, aveva auspicato la rateizzazione del tributo: messi di fronte alla proposta, l’unica formalmente presentata e, di conseguenza, l’unica ad aver ricevuto il parere tecnico favorevole, l’Opposizione ha preferito la strada della demagogia e del populismo

Di certo, la rateizzazione della Tares non rappresenterà una soluzione radicale all’annoso problema dei rifiuti, la cui competenza, in questi anni, è stata dell’ATO “Simeto Ambiente”, ma sarà di una boccata d’ossigeno per i contribuenti di Adrano. 

Inoltre, questo provvedimento non è rivolto agli evasori, ma a tutti gli onesti cittadini che, seppur in un momento di forte crisi economica, intendono mettersi in regola.

Adesso, gli Uffici comunali di via Spampinato si doteranno degli strumenti necessari per andare incontro alle richieste di informazioni dei cittadini. Infatti, i cittadini dovranno recarsi al Comune per richiedere la rateizzazione della Tares in 4 rate. La prima rata dovrà essere pagata entro il 28 febbraio 2014, la seconda entro il 31 marzo, la terza entro il 30 aprile e la quarta entro il 31 maggio 2014.

“Per noi di Symmachia è un obiettivo raggiunto – spiega il capogruppo Salvo Coco – la Maggioranza vuole stare dalla parte dei quei cittadini onesti di Adrano, con proposte serie e ponderate, affinché tutti possano mettersi in regola con il pagamento del tributo. Adesso, la classe dirigente tutta, senza distinzioni, dovrà collaborare affinché si possa giungere ad una bollettazione meno pesante sul fronte rifiuti nel 2014, anno in cui la gestione dei rifiuti torna al Comune”.

I 100 anni del “nonnino” Angelo Impellizzeri

in Adrano/News di
100 anni sull’asse Adrano-Troina. Ieri sera in un locale della zona, il signor Angelo Impellizzeri ha festeggiato i suoi 100 anni, con lui anche la moglie Giovanna Vinci di 93 anni, e i 4 figli (una coppia di gemelli, 2 maschi e 2 femmine) e i tanti nipoti. Il centenario è originario di Troina ma è residente ad Adrano da alcuni anni (dove risiedono le due figlie). A celebrare il secolo di vita di Angelo Impellizzeri anche il vice sindaco di Adrano, Angela Anzalone, l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Troina, Giuseppe Macrì, il consigliere comunale troinese Angelo Impellizzeri, parente del festeggiato. A Impellizzeri è stata consegnata una targa ricordo con la scritta “Saggio è colui che fa tesoro degli anni passati e che conta su quelli futuri”. (fonte: TVA)
100 gruppo

PRG: sbloccare l’edilizia, produrre una nuova economia dal territorio

in Bacheca di
Adrano è un’opera d’arte straordinaria, frutto della perfetta combinazione fra il dono della creato e l’ingegno dei nostri padri. Questi, interagendo con il territorio, si sono sforzati – e ci sono riusciti – nel lasciarci un ambiente in cui natura e uomo non si scontravano a vicenda.
A noi, il compito di difendere questo patrimonio. Per questa ragione, vi è la necessità di dover reagire per scongiurare l’incuria e il pressapochismo che hanno messo in difficoltà il fragile equilibrio raggiunto negli anni.
Malgrado i colpi ricevuti recentemente, il nostro territorio riesce a sopravvivere, come per miracolo. Siamo di fronte ad una realtà ancora viva, pulsante, ferita ma viva, che, forse, siamo ancora in tempo a rianimare.
In un tempo di tagli indiscriminati – e in qualche caso criminali – da parte dello Stato e della Regione, convinciamoci che l’unico strumento di ricchezza per la nostra città è il tentativo di produrre una nuova economia dal territorio, puntando soprattutto su un’agricoltura di eccellenza e sul recupero e la valorizzazione del centro storico e non solo.
Tutto questo si può realizzare attraverso la difesa ad oltranza dei nostri luoghi, visti ora come patrimonio economico affinché si possa puntare su una produzione agricola di qualità, su un territorio pulito e su prodotti tipici che si possano imporre nei mercati.
La capacità di trasformare i luoghi in risorsa e ricchezza passa attraverso il tessuto urbano che si deve sentire come bene comune fatto di storia, di arte ma anche di straordinaria opportunità di lavoro, mediante il suo recupero e la sua valorizzazione.
Per poter cominciare questo lavoro c’è però la necessità di dotarsi di uno strumento, il Piano Regolatore Generale. Inspiegabilmente, il Prg, ad Adrano, è stato tenuto nei cassetti da un sistema di potere, da oligarchie impenetrabili per oltre 20 anni per poco chiari interessi tenuti nascosti e pur palesi a tutti.
Il Prg non è “uno” lo strumento ma “lo” strumento. E’ il volano dell’identità del nostro territorio, della nostra cultura, della nostra economia. Tutti sono chiamati ad assumersi delle responsabilità, se veramente si vuole pensare al futuro della città. Se esiste davvero quel senso di bene comune da molti sbandierato, allora occorre rimboccarsi le maniche, assumendo scelte coraggiose.
Per questo motivo, Symmachia ha fatto una scelta contraddittoria per qualcuno, sconcertante per altri, e cioè quella di entrare a far parte di quest’Amministrazione comunale con deleghe specifiche (Urbanistica, Sviluppo economico, Sport, Turismo, Beni Culturali, Servizi cimiteriali) e lo ha fatto perché Symmachia non poteva (e non voleva) tirarsi indietro davanti al disastro.
Sarebbe stato più conveniente da un punto di vista elettorale e
Il periodico “Symmachia” è tornato e, subito, ha fatto parlare. Ha sollevato un dibattito. Insomma, ancora una volta sono stati offerti degli spunti di riflessione. Fra questi, vi è senz’altro l’annoso problema del Piano Regolatore Generale del Comune di Adrano.
A tal proposito, pubblichiamo a seguire l’articolo “Prg: sbloccare l’edilizia, produrre una nuova economia dal territorio” di Antonio Cacioppo, pubblicato nella prima edizione 2014 del nostro periodico.
Lo facciamo proprio perche, su questo argomento, rileviamo una certa attenzione e non soltanto perchè il Prg rappresenta lo strumento principale su cui si fonda l’identità del territorio. Forse, c’è di più. Probabilmente, qualcuno non riesce a sopportare che Symmachia si stia occupando di questo tema, anche e soprattutto dal punto di vista amministrativo.
Ci chiediamo: perchè?

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Adrano è un’opera d’arte straordinaria, frutto della perfetta combinazione fra il dono della creato e l’ingegno dei nostri padri. Questi, interagendo con il territorio, si sono sforzati – e ci sono riusciti – nel lasciarci un ambiente in cui natura e uomo non si scontravano a vicenda.
A noi, il compito di difendere questo patrimonio. Per questa ragione, vi è la necessità di dover reagire per scongiurare l’incuria e il pressapochismo che hanno messo in difficoltà il fragile equilibrio raggiunto negli anni. Malgrado i colpi ricevuti recentemente, il nostro territorio riesce a sopravvivere, come per miracolo.
Siamo di fronte ad una realtà ancora viva, pulsante, ferita ma viva, che, forse, siamo in tempo a rianimare.

In un tempo di tagli indiscriminati – e in qualche caso criminali – da parte dello Stato e della Regione, convinciamoci che l’unico strumento di ricchezza per la nostra città è il tentativo di produrre una nuova economia dal territorio, puntando soprattutto su un’agricoltura di eccellenza e sul recupero e la valorizzazione del centro storico e non solo.

Tutto questo si può realizzare attraverso la difesa ad oltranza dei nostri luoghi, visti ora come patrimonio economico affinché si possa puntare su una produzione agricola di qualità, su un territorio pulito e su prodotti tipici che si possano imporre nei mercati. La capacità di trasformare i luoghi in risorsa e ricchezza passa attraverso il tessuto urbano che si deve sentire come bene comune fatto di storia, di arte ma anche di straordinaria opportunità di lavoro, mediante il suo recupero e la sua valorizzazione.

Per poter cominciare questo lavoro c’è però la necessità di dotarsi di uno strumento, il Piano Regolatore Generale. Inspiegabilmente, il Prg, ad Adrano, è stato tenuto nei cassetti da un sistema di potere, da oligarchie impenetrabili per oltre 20 anni per poco chiari interessi tenuti nascosti e pur palesi a tutti.

Il Prg non è “uno” lo strumento ma “lo” strumento. E’ il volano dell’identità del nostro territorio, della nostra cultura, della nostra economia. Tutti sono chiamati ad assumersi delle responsabilità, se veramente si vuole pensare al futuro della città. Se esiste davvero quel senso di bene comune da molti sbandierato, allora occorre rimboccarsi le maniche, assumendo scelte coraggiose.
Per questo motivo, Symmachia ha fatto una scelta contraddittoria per qualcuno, sconcertante per altri, e cioè quella di entrare a far parte di quest’Amministrazione comunale con deleghe specifiche (Urbanistica, Sviluppo economico, Sport, Turismo, Beni Culturali, Servizi cimiteriali) e lo ha fatto perché Symmachia non poteva (e non voleva) tirarsi indietro davanti al disastro.
Sarebbe stato più conveniente da un punto di vista elettorale e di consenso restare a guardare, piazzarsi all’Opposizione.
Al contrario, Symmachia ha fatto la scelta sicuramente più difficile, quella di assumersi delle grandi responsabilità, trasformandosi in forza di Governo.
Per noi è una sfida, una scommessa: analizzare, capire i motivi della mancata applicazione del Piano Regolatore. Di chi sono le responsabilità? E perché generare sofferenze nei cittadini e nei tecnici che restano impigliati in una rete burocratica lenta, sorda e, forse, anche impreparata o comunque insensibile al dolore che si è trasformato nel tempo in rabbia?
Symmachia, forza seria e responsabile, non si tirerà indietro, ma se ci si accorgerà che il nostro sforzo non sarà accompagnato dalla volontà politica e dalla buona fede Symmachia ne trarrà le dovute conseguenze.

Su questi temi caldi si sta lavorando intensamente per smuovere le acque fin troppo stagnanti dello Sviluppo e dell’Urbanistica.
Crediamo che sia giunto il momento di mettere insieme proposte possibili e praticabili. L’appello è rivolto a tutti, specialmente ai tecnici, agli architetti, agli urbanisti, agli ingegneri.
Nel frattempo, la Politica continuerà ad impegnarsi per fornire le soluzioni possibili da un punto di vista normativo e di obiettivi da realizzare.

L’Associazione Symmachia e il movimento Azione Civica si faranno promotori di un incontro già nelle prossime settimane per poter cominciare a ragionare seriamente, tutti insieme, per giungere ad una proposta condivisa.
Noi, una strada percorribile l’abbiamo già tracciata nel nostro programma elettorale di cui proponiamo ai nostri lettori uno stralcio significativo.

Antonio Cacioppo

 

 

Riqualificazione urbana sostenibile e adeguamento degli strumenti urbanistici

(dal programma elettorale di Symmachia e di Azione Civica)

Pensiamo ad una revisione degli strumenti urbanistici per focalizzarli su punti quali il no al consumo del suolo, la ristrutturazione e il recupero di edifi¬ci ed aree esistenti, già a vocazione edi¬ficatoria, secondo pratiche di bioedilizia per avere edifi¬ci passivi o a basso consumo energetico, la tanto auspicata «Architettura in equilibrio».

Pensiamo ad un efficace utilizzo dei Piani di recupero, da applicare nelle zone ove si rende opportuno il recupero del patrimonio edilizio esistente mediante interventi rivolti alla conservazione, al risanamento, alla ricostruzione e alla migliore utilizzazione del patrimonio stesso.Le conseguenze dell’approvazione di un Piano di recupero sono quelle dell’immediato rilascio delle concessioni edilizie in sanatoria degli immobili ricadenti nella suddetta zona, nonché della realizzazione e cessione all’Ente pubblico delle opere di urbanizzazione finalizzate alla riqualificazione urbanistica dell’area quali strade, aree a parcheggio e aree a verde pubblico e attrezzate.

Pensiamo ad attuare un sistema di invio telematico delle pratiche edilizie, per la gestione dei procedimenti autorizzativi in materia edilizia (Denunce di Inizio Attività, Permessi di Costruire -SCIA-SUAP) e di Lavori Pubblici, che consente al Professionista di attivare e definire i procedimenti presso le Pubbliche Amministrazioni, di predisporre la documentazione secondo i dettami normativi e di inoltrarla all’Ente attraverso posta elettronica certificata.

Occorre un nuovo Regolamento edilizio che dovrà svecchiare totalmente quello vigente prevedendo un nuovo testo “universale”, ovvero adattabile a qualsiasi Piano regolatore generale. Il nuovo testo dovrà normare lo Sportello Unico per l’Edilizia, e lo Sportello Unico per le Attività Produttive, quale punto privilegiato di contatto tra l’Utente e gli Uffici deputati al rilascio di pareri, nulla osta e autorizzazioni, proponendosi come garante di tempi certi e procedure semplificate.

Si impone l’adozione di specifiche misure per stimolare l’adeguamento degli edifici alle più recenti normative in tema di efficienza energetica.

6 mesi di attività amministrativa di Symmachia, Anzalone e Zignale parlano alla città

in Iniziative/Politica/video di
Nel rispetto del programma elettorale e degl impegni assunti in campagna elettorale, l’Associazione Culturale Symmachia ha voluto realizzare una “finestra d’informazione” sull’attivita’ politico-amministrativa del vicesindaco di Adrano Angela Anzalone e dell’assessore Maurizio Zignale svolta in questi sei mesi.
A seguire pubblichiamo il video integrale dello spazio autogestito andato in onda nei giorni scorsi su TVA.

Torna in distribuzione il periodico Symmachia LEGGI ON LINE IL GIORNALE

in Giornale 2014 di
Torna in distribuzione questa domenica il periodico d’informazione “Symmachia” che avvia il quinto anno di presenza nel territorio, grazie all’impegno di tanti ragazzi di Adrano e Biancavilla.
La prima edizione del 2014 verra’ distribuita gratuitamente domenica mattina, a partire dalle ore 11 in piazza Umberto e, successivamente, sarà disponibile in diversi negozi, edicole, centri ricreativi del territorio.
Diretto da Vincenzo Ventura, il periodico “Symmachia” traccerà un bilancio dei sei mesi di attività amministrativa della delegazione assessoriale e del gruppo consiliare, le proposte  come: il defibrillatore nelle strutture sportive, la pubblicazione dei verbali delle Commissioni consiliari di Adrano e Biancavilla, internet gratis nelle piazze a cura di Calogero Rapisarda e Pietro Santangelo, il focus sull’emergenza educativa e formativa dei giovani a cura di Agnese Alberio, Agata Foco e Pamela Farinato e, ancora, analisi e considerazioni su temi di attualità.
Hanno collaborato: Antonio Cacioppo, Sara Ricca, Lorenzo Di Bella, Massimiliano Scalisi, Giovanni Liotta, Vincenzo Russo, Sergio Pignato, Carmelo Russo, Piera Anzalone, Nicola Ricca.

 

Torna in distribuzione il periodico d’informazione “Symmachia” che avvia il quinto anno di presenza nel territorio, grazie all’impegno di tanti ragazzi di Adrano e Biancavilla.

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Questi alcuni luoghi dove è possibile trovare questa edizione di “Symmachia” interamente dedicata ad Adrano: Edicola via Catania – piazza Eurelios, Edicola Cappuccini, Tabacchino Abate, Edicola La Mela, Bar Sonia, Bar Red Cafe, Ideal Carni, Tabacchino via Vitt. Emanuele, Edicola via Roma, Edicola Lucifora via Garibaldi, Bar Grifo’, Bar Europa, Macelleria Virgillito, Circolo Operai, Circolo Progresso, Corda Fratres, Sindacato Uila piazza Umberto. 

Il periodico “Symmachia” traccerà un bilancio dei sei mesi di attività amministrativa della delegazione assessoriale e del gruppo consiliare, le proposte  come: il defibrillatore nelle strutture sportive, la pubblicazione dei verbali delle Commissioni consiliari di Adrano e Biancavilla, internet gratis nelle piazze a cura di Calogero Rapisarda e Pietro Santangelo, il focus sull’emergenza educativa e formativa dei giovani a cura di Agnese Alberio, Agata Foco e Pamela Farinato e, ancora, analisi e considerazioni su temi di attualità. 

Hanno collaborato: Antonio Cacioppo, Sara Ricca, Lorenzo Di Bella, Massimiliano Scalisi, Giovanni Liotta, Vincenzo Russo, Sergio Pignato, Carmelo Russo, Piera Anzalone, Nicola Ricca.


 

Da venerdi 24 gennaio il giornale sarà consultabile anche on line su questo sito web.

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