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Vincenzo Ventura - page 8

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Ad Adrano i conti sono Geniali !

in Riflessioni di

Contratto da capogiro nell’era Mancuso, oggi il servizio rimodulato costa 5O mila euro in meno

di Vincenzo Ventura e Antonio Cacioppo

Ci sono voluti 5 anni per capire che il costo del servizio di manutenzione di diversi edifici era un “tantino” eccessivo per le casse del Comune di Adrano, casse ormai fortemente dilaniate a tal punto che, qualche mese fa, si parlò persino di dissesto economico. Oggi il servizio, rimodulato rispetto al passato, costa appena 6 mila euro al mese, contro i 56 mila euro al mese che il Comune ha sborsato dal febbraio 2005 fino agli ultimi mesi del 2010.

Un risparmio di 50 mila euro per le casse comunali per un servizio che, comunque, rimane importante, abbastanza complesso ed articolato.

La risoluzione di questo contratto faraonico non è importante solamente sotto l’aspetto economico-contabile, ma deve necessariamente rappresentare la volontà di sradicare quel circuito perverso sullo sciupio dei soldi pubblici, perpetrato da politiche dissennate, da decisioni scellerate che hanno caratterizzato gli ultimi anni ad Adrano, come testimoniano le eloquenti cifre, facilmente reperibili in molte delibere del passato: carnevali, estati, viaggi, contributi esagerati, consulenze varie. Si è addirittura arrivati a pagare profumatamente un esperto per avviare uno studio sui venti al fine di stabilire se il bruciatore di un particolare stabilimento potesse nuocere, dopo che una manifestazione popolare ne aveva, però, stigmatizzato la pericolosità. O ancora la presentazione degli eventi dell’estate 2005 al Lido San Telmo ad Acicastello o ancora i quattrini spesi per gli allegri soggiorni nella focosa terra brasiliana.

Con l’elezione della nuova Amministrazione ci si aspettava un cambiamento radicale, una rottura chiara e netta col passato. Eppure, la rescissione del contratto faraonico di cui parliamo è avvenuta solo due anni dopo e non è difficile trovare una certa e strana continuità anche su altri fronti, come ad esempio la vicenda Celad-La Villetta. Ma questa è un’altra storia.

L’attuale Amministrazione non brilla certo per intraprendenza e velocità di decisioni, forse perché l’attuale Sindaco ed alcuni esponenti avevano apposto le loro firme su alcuni contratti capestro.

Alla luce di tutto questo, acquista maggiore rilevanze l’azione di qualche funzionario solerte come avvenuto in questa vicenda di cui ripercorriamo le tappe salienti.

Affidamento del servizio di manutenzione

Nel 2005 il servizio di manutenzione venne affidato dall’Amministrazione comunale del sindaco Fabio Maria Mancuso alla ditta Messina, unica partecipante alla gara d’appalto, ditta che è poi divenuta, nel 2006, Genia srl.

Il costo del servizio di manutenzione è stato di 56 mila euro al mese per una spesa annua di 673 mila euro, per un totale di oltre 3 milioni di euro in cinque anni.

A queste cifre deve aggiungersi anche la spesa sostenuta dal Comune per l’acquisto del materiale occorrente per le diverse riparazioni, operate successivamente dalla ditta aggiudicatrice dell’appalto.

Sia chiaro: qui non si punta il dito contro la Genia srl che, legittimamente, ha presentato al Comune la sua offerta. Occorre comprendere, piuttosto, la ratio della scelta della precedente Amministrazione comunale e di quei funzionari che l’hanno avallata, sia sotto l’aspetto tecnico che contabile.

Cosa prevedeva il contratto

Alla Genia srl veniva affidata la manutenzione di circa 35 edifici, come le scuole elementari e medie, il teatro Bellini, alcuni impianti sportivi, i locali del Comune, del Giudice di Pace, della Polizia di Stato e del Tribunale, di Palazzo San Domenico, della Biblioteca comunale, del centro anziani di via Spampinato.

Tra gli immobili, però, è possibile annotare anche edifici chiusi, non utilizzati, o  addirittura, non di competenza del Comune, come, ad esempio, l’autoparco comunale, oggi in vendita, la casa d’ospitalità per anziani, di competenza della Regione, i locali dell’Agenzia dell’Entrate, i locali adiacenti la chiesa di san Francesco, la sede dell’ATO e i locali di via IV Novembre, che al momento del contratto, e fino a qualche mese fa, risultavano chiusi e inutilizzati.

A questo punto, alcune domande sorgono spontanee: 1. come è possibile giustificare il costo di 56 mila euro al mese per edifici inutilizzati? 2. come è possibile che un’Amministrazione comunale possa siglare un contratto così oneroso per le casse comunali? 3. Perché il Comune si è sobbarcato le spese che altri Enti, come la Regione, avrebbero dovuto sostenere?

Eppure il contratto sarebbe dovuto durare quindici anni, se l’attuale responsabile del servizio, l’ingegnere Salvatore Coco, dal mese di giugno dello scorso anno, non avesse messo nero su bianco che “il mantenimento dei contratto con la ditta Genia risulta particolarmente oneroso ed antieconomico per il Comune a fronte delle reali esigenze dell’Amministrazione”.

La risoluzione del contratto

Prima delle parole dell’ingegnere Coco, nessuno, stranamente, si era accorto che mantenere un servizio del genere, così concepito, pesava non poco sul bilancio del Comune.

Il procedimento, che ha sempre ricevuto copertura finanziaria, è stato curato dall’ingegnere Antonino Seminara, che dal maggio dello scorso anno non lavora più al Comune di Adrano perché trasferitosi in altro Comune. Proprio l’Ufficio diretto da Seminara ha “sempre adottato le determine di liquidazione, lasciando così intendere che il servizio è stato regolarmente svolto e quindi meritevole di pagamento”, scrive Coco in una proposta di delibera.

Prima di arrivare alla risoluzione del contratto, l’Ufficio diretto da Coco ha contestato alla Ditta il mancato rispetto di molte clausole contrattuali. Tra le inadempienze vi è quella relativa al numero di personale impiegato dalla Ditta: per il Comune il numero di dipendenti era di “gran lunga inferiore, sia per profilo professionale, che per numero, a quanto prescritto dal contratto”.

Per mettere fine alla querelle il funzionario comunale ha chiesto alla Ditta di rimodulare il servizio, ma dalla Ditta – secondo quanto si legge nelle delibere – non è arrivato alcun riscontro. Per questa ragione si è fatto strada il “recesso unilaterale del contratto”, avvenuto con la delibera della Giunta del 24 novembre dello scorso anno. A questo punto il rapporto con la ditta si sarebbe dovuto concludere in sei mesi, ma l’Ufficio, ravvisando ancora “gravi inadempienze”, a tal punto da non consentire “di poter effettuare il servizio a regola d’arte e in condizioni di sicurezza”, ha proposto alla Giunta la risoluzione del contratto, approvato con delibera del 10 gennaio scorso.

Affidamento del servizio per 6 mila euro

Già da qualche tempo, l’Ufficio comunale si era prodigato nel richiedere offerte a varie ditte per garantire il servizio di manutenzione, rimodulato rispetto al contratto del 2005, sia dal punto di vista della copertura finanziaria, sia per quel che riguarda gli edifici. Infatti, l’ingegnere Salvatore Coco ha provveduto a stilare un capitolato speciale d’appalto, sostituendo gli edifici chiusi e inutilizzati, che figuravano nel precedente contratto, con nuovi edifici, aperti e fruibili, come la nuova Caserma dei Carabinieri, il centro anziani di via Duca di Misterbianco. Alla gara d’appalto si sono presentate 15 ditte e l’offerta più conveniente è stata quella di A&G Impianti srl che

si è aggiudicata il servizio per un importo di 6 mila euro. Per il Comune, quindi, un risparmio di 50 mila euro al mese.

L’operazione portata a compimento è il frutto della caparbietà e della solerzia dell’Ufficio presieduto dall’ingegnere Coco. Un’operazione simile avrebbe dovuto rappresentare un fatto epocale, ma sembra essere stata relegata a semplice atto d’ufficio.

Concludendo, sarebbe più opportuno che coloro che hanno amministrato o che amministrano riducano le presenze negli spazi autogestiti in tv, poiché non è con quei discorsi, in molti casi privi di contenuti, che si misurano la lungimiranza e l’oculatezza di un buon amministratore. E chi definisce questi ragionamenti qualunquisti o è in malafede o si ostina a non prendere atto del fallimento di un’intera classe politica, che ha smarrito, ormai, le coordinate della sana politica, delle scelte, che, con coraggio, possano guardare al futuro.

Del resto, il modello sembra essere diventato Cetto La Qualunque.

Inchiesta pubblicata a gennaio nel numero 1 Anno II del periodico “Symmachia”

 

Incontro con i giovani delle Tre Età

in Generale di

Nuovo invito per l’Associazione Cultura Symmachia rivolto dagli studnti dell’Università delle Tre Età di Adrano. Una lezione tutta particolare con un tema attuale e delicato, scoperto dai giovani studenti solo dopo la lettura di alcuni significativi brani. Si è parlato della condizione dei rom nella società, l’integrazione, il rifiuto di molti italiani. 

Ad intervenire sono stati la presidente di Symmachia Angela Anzalone e Peppino Foco.

Un argomento non facile – si diceva – che ha tenuto particolarmente attivi gli studenti dell’Università, intervenuti con domande e considerazioni. 

“Non tutti i siciliani sono mafiosi, come crede invece qualcuno, e non tutti gli zingari sono ladri”, ha detto Angela Anzalone. 

Sulle usanze dei rom è poi intervenuto Peppino Foco sottolinando usi e costumi nettamente differenti rispetto alla nostra realtà, come “i matrimoni che tra i rom avvengono già in età preadolescenziale”.

Soddisfatto il presidente dell’Associazione adranita Enzo La Mela.

Finale con sorprsa rivolto da un poeta di Adrano, ribattezzato “poeta contadino” Alfio Sciacca:  

[….] Io ho forgiato la mia memoria

E io non dico che non sbaglio mai

Scrivo dei versi e sono contadino

Grazie Maestra, bravo Peppino!

Il dovere di ricordare

in Riflessioni di
Primo Levi ci esorta al dovere di ricordare per noi, per le giovani generazione. Ricordare una delle più terribili pagine della nostra storia, macchiata dalla barbarie del nazi-fascismo. 
La Giornata della Memoria 2O11 vogliamo ricordarla attraverso l’impegno, il coraggio, la determinazione di Gerardo Sangiorgio, uno dei figli illustri di Biancavilla, che ha vissuto sulla sua pelle l’orrore dei campi di sterminio nazisti. 
Sangiorgio prestava servizio presso la Scuola di Applicazione di Fanteria di Parma, quando, poche ore dopo dalle parole pronunciate alla radio dal maresciallo Badoglio, che, dopo aver sostituito Mussolini al governo, annunciava l’armistizio con gli Alleati, si ritrovò, insieme ai suoi commilitoni, accerchiato dai tedeschi. 
L’Italia era divisa in tre parti: il Nord, con una forte occupazione nazista, si preparava a dare vita alla Repubblica di Salò dei fedelissimi del duce, Roma “città aperta”, abbandonata dal re Vittorio Emanuele III di Savoia e dal Governo, e il Sud con gli Alleati e il Re rifugiatosi a Brindisi.
Gerardo Sangiorgio si rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò e per questa ragione venne internato nei campi nazisti di Neubrandeburg bei Neustrelitz, Duisdorf e Bonn am Rhein in Germania.
La sua unica consolazione fu la forte fede in Cristo, così come spiegherà nelle sue “Memorie dai Lager”. 
Riuscì a scampare la morte perché leggermente sovrappeso. Liberato, tornò nella sua Biancavilla dove riprese gli studi e, una volta laureato in Lettere, cominciò ad insegnare dapprima alla media Luigi Sturzo, poi al Liceo Scientifico Petronio Russo di Adrano e poi all’Industriale di Biancavilla, portando tra i banchi di scuola la sua esperienza, per trasmettere ai giovani quel “dovere di ricordare”.
Infiniti furono i riconoscimenti e gli apprezzamenti per la sua passione letteraria. 
Della sua opera più importante “Memorie dai Lager” scrittori di primissimo piano quali Luca Goldoni, Marco Belpoliti, Roberto Roversi, Cesare Segre, Fiamma Nirenstein, Arturo Schwarz; ed ancora Ferdinando Camon, Luca Canali, Claude Imbert, Maurizio Maggiani, Giorgio van Straten, Abram B. Yehoshua, Ernesto Ferrero hanno scritto testi e commenti. 

In particolare Cesare Segre scrive: “Le pagine di Sangiorgio mostrano i pensieri che lo indussero, insieme a moltissimi suoi camerati, a rifiutare le lusinghe dei tedeschi: è una pagina molto nobile della nostra storia. Ma Sangiorgio faceva di più, tanto che osò persino difendere un camerata destinato a una punizione forse mortale. In un mondo in cui ognuno s’impegnava soprattutto a sopravvivere come possibile, egli obbediva ai dettami dell’altruismo e della fraternità. Si è detto che è infelice il paese che ha bisogno di eroi per mostrarsi al meglio delle sue qualità. L’Italia del 1943 ebbe proprio bisogno di eroi. Uno fu Gerardo Sangiorgio.”

Alla straordinaria figura del prof. Gerardo Sangiorgio verrà reso un piccolissimo omaggio nel prossimo numero del giornale “Symmachia”, che è certamente ben poco rispetto alle tante iniziative che domani si svolgeranno in diversi centri siciliani. 

Consiglio provinciale sui rifiuti: Symmachia sarà presente per la sua proposta

in Generale di

Si svolgerà domani, lunedì 17 gennaio, a Palazzo Minoriti a partire dalle ore 16 il Consiglio provinciale in seduta straordinaria ed aperta che analizzerà la vicenda rifiuti nei Comuni della provincia di Catania ed in particolare delle problematiche relative all’ATO Simeto Ambiente.

La convocazione del Consiglio provinciale è stata fortemente richiesta dal Coordinamento Symmachia, costituito dai sindacati Cgil, Cisl e Uil di Adrano, dalla Federconsumatori e da diverse associazioni e comitato dell’intera provincia proprio per trovare una soluzione all’annoso problema dei rifiuti. Era stato il consigliere provinciale Valerio Marletta a portare avanti l’istanza del Coordinamento rifiuti e la convocazione è stata poi firmata anche dai consiglieri Tomarco, Porrovecchio del gruppo Misto, Calogero, Danubio dell’Udc, D’Agata de La Destra – Lista Musumeci, Furnari, Valenti e Abbadessa del Partito Democratico.

Alla seduta del Consiglio provinciale di lunedì prossimo, che sarà possibile seguire anche on line sul sito internet della Provincia, è prevista la partecipazione del Presidente della Provincia Giuseppe Castiglione, dell’amministratore unico dell’Ato Angelo Liggeri, dei Sindaci dei 18 Comuni dell’Ato e delle realtà che costituiscono il Coordinamento Symmachia, che in Consiglio verrà rappresentato dalla prof.ssa Angela Anzalone.

Symmachia ha già presentato un esposto alla Procura della Repubblica e all’Unione Europea che ha risposto sottolineando di aver già avviato un’indagine.

In questi mesi, il Coordinamento Symmachia ha incontrato il sindaco di Biancavilla dott. Giuseppe Glorioso, attualmente unico sindaco ad aver aderito ufficialmente al Coordinamento, gli esperti del Comune di Biancavilla, tra cui il dott. Benedetto Salanitro, e il prof. Vincenzo Piccione dell’Università degli Studi di Catania – Dipartimento di Botanica.

 

SEGUI IL CONSIGLIO PROVINCIALE IN DIRETTA A PARTIRE DALLE ORE 16 CLICCANDO: 

VEDI CONSIGLIO 

Lettera al Premier: non offenda i Siciliani

in Generale di

Al PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

e p.c. al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

ai MINISTRI siciliani

_______________

Signor Presidente,

ho appreso, leggendo i giornali, della sua barzelletta su “Giuda siciliano”.

Io sono Siciliana e mi pregio di essere Presidente di una associazione culturale apartitica il cui nome “Symmachia contro tutte le tirannidi” è già un programma. La sua barzelletta non ha suscitato in me e in tutti gli associati alcuna ilarità, anzi con tutti gli stereotipi negativi sui siciliani – Adamo ed Eva siciliani, Caino siciliano e per finire Giuda siciliano traditore – ha destato in noi sentimenti di acredine e di ribellione specialmente in questi momenti così delicati – il 150° anniversario dell’Unità d’Italia – momenti che ricordano anche il sacrificio di tanti siciliani caduti per costruire questa Nostra Italia.

Signor Presidente, io sono bionda e con gli occhi azzurri e non faccio parte del sistema mafioso, sono orgogliosa di essere siciliana perché la mia “patria”, la Sicilia, ha visto i natali di uomini illustri. Essa era, ieri, la Magna Grecia patria di Archimede, per citarne uno, oggi, patria di letterati come Pirandello, Verga, Quasimodo, Sciacia solo per citarne altri.

La loro cultura è quella del popolo siciliano, uomini che hanno sintetizzato il sentire di questa terra. Sono conterranea anche di Falcone e Borsellino dei quali vado fiera non solo perché sono morti per la giustizia, ma perché in loro vivono tutti gli uomini che in Sicilia sono morti per la giustizia: poliziotti, ragazzi, sacerdoti, gente comune.

Lei, che certamente è esperto in comunicazione, saprà che l’immagine è molto importante, che le idee sono fatte anche di immagini, che le parole sono fatte anche di immagini, che le azioni sono costruite anche sulle immagini. L’immagine che Lei ha dato dei siciliani non si addice a tutti i siciliani. Si chieda, invece, se può un Presidente del Consiglio, che ha scelto Ministri siciliani, Sottosegretari siciliani, financo uno stalliere siciliano, mediare una così deleteria immagine della Sicilia. Non ci basteranno le sue scuse, che ci spettano in quanto cittadini italiani, il cui Presidente non onora una sua Regione. Non basterà ai siciliani la considerazione errata di quella che può sembrare una innocua e semplice barzelletta. Nell’immaginario collettivo di molti siciliani, Lei rimarrà un Presidente che non ha rispettato il  ruolo concessoLe dal Popolo Italiano. Si spera che anche i suoi ministri siciliani deplorino il suo dire.

Cordiali saluti.

Adrano, 13 gennaio ’11

ANGELA ANZALONE

Pres. Associazione Culturale Symmachia

Auguri e grazie

in Riflessioni di
  • Per aver risolto il problema della viabilità e per aver chiuso al traffico il centro storico, ora percorso liberamente da cittadini e da famiglie;
  • Per aver impedito che parentopoli arrivasse anche ad Adrano, ponendo fine ai favori e alle regalie a familiari ed amici che avevano caratterizzato il recente passato;
  • Per l’elezione del nuovo presidente dell’Acoset, non scelto per la propria appartenenza politica, ma per le sue comprovate esperienze in materia.
  • Ai Sindaci, ai Senatori, ai Consiglieri regionali, al Presidente della Provincia, agli Assessori provinciali, ai Consiglieri provinciali per aver reso sicura la superstrada 284, salvando la vita a tante persone che, come loro, ogni giorno, la percorrono.
  • Per quelle meravigliose ed impagabili trasmissioni televisive che si caratterizzano per sobrietà di toni, per mancanza assoluta di autoincensamenti e che sono avulse da discorsi menzogneri e propagandistici;
  • Per aver abbassato i costi della politica in un momento di crisi facendo in modo che i consiglieri comunali prendessero coscienza del grave momento economico e non si impegnassero in riunioni estenuanti di Commissioni inconcludenti;
  • Per aver ridato dignità al Monastero di Santa Lucia, un tempo vilipeso e sfregiato da tendoni, da insegne immonde, da antenne, da parabole e da cavi dell ‘ ENEL penzolanti sopra gli angeli;
  • Per aver fermato l’inquinamento del fiume Simeto;
  • Per non aver finanziato e patrocinato le varie associazioni che si muovono certamente per il bene comune e non per i vantaggi dei propri soci.
  • Perché ad Adrano è nato un partito fatto da personaggi nuovi che mai avevano avuto a che fare con la gestione della politica, animati dalla volontà di sacrificarsi con generosità non per gli amici ma per la comunità.

Infine, Auguri veri e sinceri a tutti noi che, al di là dell’ironia, non demordiamo perché speriamo e vogliamo una Adrano migliore.

 

L’Europa scrive a Symmachia

in Generale di

Unione Europea: aperta indagine sui rifiuti in Sicilia

Symmachia: “E’ la battaglia della gente, altro che demagogia. Adesso accertare tutte le responsabilità”

Anche l’Europa adesso conosce la “vergogna rifiuti” in provincia di Catania.

Sono stati acquisiti dall’Unione Europea l’esposto e il dossier fotografico presentati, nelle scorse settimane, dall’Associazione Symmachia anche alla Procura della Repubblica di Catania e ai Carabinieri.

Si sottolineava il degrado ambientale, persino in aree protette come il Parco dell’Etna, le continue vessazioni e le condizioni di disagio per i cittadini, a causa del continuo stato di emergenza nei Comuni dell’ATO CT 3 “Simeto Ambiente”.

Ieri all’Associazione Symmachia è giunta la risposta ufficiale della Commissione europea all’Ambiente che annuncia di aver già “avviato un’indagine” per “verificare la corretta applicazione in Sicilia della normativa UE sui rifiuti”, in particolar modo per capire se siano state adottate “le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e per l’ambiente”.

“La Commissione europea – scrive Julio Garcìa Bugués della Direzione Generale della Commissione europea – è al corrente dei problemi riguardanti la gestione dei rifiuti urbani in Sicilia. Rispetto alla situazione denunciata, la Commissione verificherà la violazione del diritto dell’Unione Europea”.

C’è di più: la Commissione ha acquisito la documentazione di Symmachia non come semplice sollecitazione individuale, ma come parte integrante dell’indagine avviata dall’Europa.

La notizia viene appresa con gioia da Angela Anzalone e Vincenzo Ventura che hanno promosso anche un grande Coordinamento provinciale che sta vedendo insieme sindacati, organizzazioni dei consumatori, istituzioni, associazioni e comitati civici per chiedere, tra le altre cose, la rimodulazione del servizio nei 18 Comuni della Simeto Ambiente, a partire da gennaio 2011, affinché possa essere un servizio economicamente sostenibile sia per i cittadini, chiamati a pagare bollette eque, sia per i Comuni, chiamati a coprire il costo del servizio effettivamente reso.

“L’intervento dell’Europa sia un chiaro segnale per tutti perché si metta fine a questo disastro – spiegano Angela Anzalone e Vincenzo Ventura dell’Associazione Symmachia – attendiamo fiduciosi anche il riscontro della Procura perché vengano accertate tutte le eventuali responsabilità.

Altro che azioni populiste e demagogiche come le definisce qualcuno, – continuano Anzalone e Ventura – questa è una grande battaglia della società civile che, stanca di una situazione vergognosa, vuole partecipare attivamente, così come peraltro previsto dalla Costituzione e dal diritto europeo”.
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