Al PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
e p.c. al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
ai MINISTRI siciliani
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Signor Presidente,
ho appreso, leggendo i giornali, della sua barzelletta su “Giuda siciliano”.
Io sono Siciliana e mi pregio di essere Presidente di una associazione culturale apartitica il cui nome “Symmachia contro tutte le tirannidi” è già un programma. La sua barzelletta non ha suscitato in me e in tutti gli associati alcuna ilarità, anzi con tutti gli stereotipi negativi sui siciliani – Adamo ed Eva siciliani, Caino siciliano e per finire Giuda siciliano traditore – ha destato in noi sentimenti di acredine e di ribellione specialmente in questi momenti così delicati – il 150° anniversario dell’Unità d’Italia – momenti che ricordano anche il sacrificio di tanti siciliani caduti per costruire questa Nostra Italia.
Signor Presidente, io sono bionda e con gli occhi azzurri e non faccio parte del sistema mafioso, sono orgogliosa di essere siciliana perché la mia “patria”, la Sicilia, ha visto i natali di uomini illustri. Essa era, ieri, la Magna Grecia patria di Archimede, per citarne uno, oggi, patria di letterati come Pirandello, Verga, Quasimodo, Sciacia solo per citarne altri.
La loro cultura è quella del popolo siciliano, uomini che hanno sintetizzato il sentire di questa terra. Sono conterranea anche di Falcone e Borsellino dei quali vado fiera non solo perché sono morti per la giustizia, ma perché in loro vivono tutti gli uomini che in Sicilia sono morti per la giustizia: poliziotti, ragazzi, sacerdoti, gente comune.
Lei, che certamente è esperto in comunicazione, saprà che l’immagine è molto importante, che le idee sono fatte anche di immagini, che le parole sono fatte anche di immagini, che le azioni sono costruite anche sulle immagini. L’immagine che Lei ha dato dei siciliani non si addice a tutti i siciliani. Si chieda, invece, se può un Presidente del Consiglio, che ha scelto Ministri siciliani, Sottosegretari siciliani, financo uno stalliere siciliano, mediare una così deleteria immagine della Sicilia. Non ci basteranno le sue scuse, che ci spettano in quanto cittadini italiani, il cui Presidente non onora una sua Regione. Non basterà ai siciliani la considerazione errata di quella che può sembrare una innocua e semplice barzelletta. Nell’immaginario collettivo di molti siciliani, Lei rimarrà un Presidente che non ha rispettato il ruolo concessoLe dal Popolo Italiano. Si spera che anche i suoi ministri siciliani deplorino il suo dire.
Cordiali saluti.
Adrano, 13 gennaio ’11
ANGELA ANZALONE