Il dovere di ricordare

in Riflessioni di
Primo Levi ci esorta al dovere di ricordare per noi, per le giovani generazione. Ricordare una delle più terribili pagine della nostra storia, macchiata dalla barbarie del nazi-fascismo. 
La Giornata della Memoria 2O11 vogliamo ricordarla attraverso l’impegno, il coraggio, la determinazione di Gerardo Sangiorgio, uno dei figli illustri di Biancavilla, che ha vissuto sulla sua pelle l’orrore dei campi di sterminio nazisti. 
Sangiorgio prestava servizio presso la Scuola di Applicazione di Fanteria di Parma, quando, poche ore dopo dalle parole pronunciate alla radio dal maresciallo Badoglio, che, dopo aver sostituito Mussolini al governo, annunciava l’armistizio con gli Alleati, si ritrovò, insieme ai suoi commilitoni, accerchiato dai tedeschi. 
L’Italia era divisa in tre parti: il Nord, con una forte occupazione nazista, si preparava a dare vita alla Repubblica di Salò dei fedelissimi del duce, Roma “città aperta”, abbandonata dal re Vittorio Emanuele III di Savoia e dal Governo, e il Sud con gli Alleati e il Re rifugiatosi a Brindisi.
Gerardo Sangiorgio si rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò e per questa ragione venne internato nei campi nazisti di Neubrandeburg bei Neustrelitz, Duisdorf e Bonn am Rhein in Germania.
La sua unica consolazione fu la forte fede in Cristo, così come spiegherà nelle sue “Memorie dai Lager”. 
Riuscì a scampare la morte perché leggermente sovrappeso. Liberato, tornò nella sua Biancavilla dove riprese gli studi e, una volta laureato in Lettere, cominciò ad insegnare dapprima alla media Luigi Sturzo, poi al Liceo Scientifico Petronio Russo di Adrano e poi all’Industriale di Biancavilla, portando tra i banchi di scuola la sua esperienza, per trasmettere ai giovani quel “dovere di ricordare”.
Infiniti furono i riconoscimenti e gli apprezzamenti per la sua passione letteraria. 
Della sua opera più importante “Memorie dai Lager” scrittori di primissimo piano quali Luca Goldoni, Marco Belpoliti, Roberto Roversi, Cesare Segre, Fiamma Nirenstein, Arturo Schwarz; ed ancora Ferdinando Camon, Luca Canali, Claude Imbert, Maurizio Maggiani, Giorgio van Straten, Abram B. Yehoshua, Ernesto Ferrero hanno scritto testi e commenti. 

In particolare Cesare Segre scrive: “Le pagine di Sangiorgio mostrano i pensieri che lo indussero, insieme a moltissimi suoi camerati, a rifiutare le lusinghe dei tedeschi: è una pagina molto nobile della nostra storia. Ma Sangiorgio faceva di più, tanto che osò persino difendere un camerata destinato a una punizione forse mortale. In un mondo in cui ognuno s’impegnava soprattutto a sopravvivere come possibile, egli obbediva ai dettami dell’altruismo e della fraternità. Si è detto che è infelice il paese che ha bisogno di eroi per mostrarsi al meglio delle sue qualità. L’Italia del 1943 ebbe proprio bisogno di eroi. Uno fu Gerardo Sangiorgio.”

Alla straordinaria figura del prof. Gerardo Sangiorgio verrà reso un piccolissimo omaggio nel prossimo numero del giornale “Symmachia”, che è certamente ben poco rispetto alle tante iniziative che domani si svolgeranno in diversi centri siciliani.