A Biancavilla il Centrodestra si affida ai sondaggi telefonici per la scelta del Sindaco

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Fra le fila del Centrodestra, a Biancavilla, c’è ancora confusione. Non si riesce a trovare un accordo solido  sul nome del candidato sindaco da presentare alle amministrative di maggio. 
Il nome doveva essere diffuso prima di Natale, poi all’indomani dell’Epifania. Adesso, tutto è stato rinviato a dopo le Politiche.
Nel frattempo, ci si organizza, ci si mobilità con uno degli strumenti che risultano più congeniali a certi ambienti del Centrodestra biancavillese: il telefono
In questi giorni, in città si parla di diversi cittadini che raccontano di aver ricevuto chiamate a sfondo politico. Viene chiesto un parere sul soggetto politico più accreditato a ricoprire il ruolo di Sindaco. Dall’altra parte della cornetta, sarebbero alcune giovani voci, di entrambi i sessi, a proporre una rosa di nomi tutti riconducibili –  chi più, chi meno, – all’area del Centrodestra: dall’ex sindaco Mario Cantarella (ex An oggi Fratelli d’Italia) all’ex vicesindaco Salvuccio Furnari (Mpa), dall’ex assessore della giunta di Centrosinistra Antonio Bonanno (ex An oggi Fratelli d’Italia) fino ad arrivare all’ex sindaco diessino Pietro Manna, la cui ricandidatura è (o è stata?) fortemente caldeggiata dall’on. Nino D’Asero, così come lo stesso deputato regionale ha confermato a Video Star. Nello stesso tempo, Manna ha sempre ribadito di considerarsi un uomo di Sinistra.
Si parla di una, al massimo due domande. Il secondo quesito sarebbe quello che riguarda il favorito ad essere eletto sindaco: ai nomi di Cantarella, Furnari, Bonanno e Manna viene aggiunto il quinto, quello del sindaco uscente Pippo Glorioso (Pd) la cui ricandidatura è già stata lanciata dalla segreteria locale e catanese del Pd e sulla quale ricandidatura dovrebbero (condizionale d’obbligo in politica, specialmente in questa delicata fase) convergere anche gli attuali alleati a livello locale Mpa e Udc.
Al momento, non si conoscono i committenti di quelle che potrebbero essere ribattezzate come le “primarie telefoniche”: coloro che pongono le domande non avrebbero fornito alcuna ulteriore indicazione.
Per molti, è evidente che la scelta di sondare il terreno proprio su quei nomi è tutta interna ad ambienti del Centrodestra. Del resto, il Pdl, in particolare, ha già usato questi strumenti in decine di altre realtà dello Stivale. Per carità, nulla da eccepire. Anzi, è sempre importante capire qual è l’orientamento della gente.
Nei mesi scorsi, era stato proprio il Pdl ad aver avviato una indagine esplorativa, sempre al telefono, sul nome del candidato sindaco di Paternò, roccaforte dell’ex ministro Ignazio La Russa. Il nome più accreditato fu quello del penalista Vittorio Lo Presti che, però, non arrivò neppure al ballottaggio.