Ha cominciato a muovere i primi passi il 3 marzo scorso Calipso, il centro antiviolenza per donne e bambini, affiliato alla Rete Centri Antiviolenza di Raffaella Mauceri, inaugurato a Villa delle Favare, a Biancavilla. Da allora non si è più fermato.
Cos’è Calipso? Anzi – come piace dire a me – chi è Calipso?
Calipso è una nereide, una ninfa del mare che insieme alle altre nereidi facenti parte della Rete mette in atto il principio fondamentale della solidarietà fra donne.
Calipso, di cui io mi pregio di essere fondatrice e presidente, è un abbraccio che un team di professioniste, prime fra tutte, le psicologhe Laura Mirona e Sonya Terranova, rivolge alle donne dell’etneo vittime di violenza.
E’ quell’abbraccio che noi operatrici rivolgiamo alle donne e ai bambini assicurando loro un’assistenza a tutto tondo da un punto di vista legale, psicologico, pedagogico, socio-assistenziale.
Purtroppo, anche nelle nostre zone, come in qualsiasi altra parte del mondo, imperversano tristemente gli episodi di violenza sulle donne e sui bambini.
E su tutti prevalgono i casi di violenza domestica perpetrata sotto qualsiasi forma: fisica, sessuale, psicologica, economica.
Ad oggi abbiamo registrato un notevole interesse da parte delle donne rispetto alla nostra attività.
Si avvicinano a noi, si informano e ci raccontano episodi di violenza. In molti casi preferiscono, raccontare episodi accaduti alle “amiche”. Alcune poi spariscono. Altre, invece, ritornano, raccontano la verità e si fanno aiutare.
Il caso più eclatante che Calipso sta seguendo è un caso di stalking perpetrato sul luogo di lavoro. Un luogo di lavoro “eccellente” dove i protagonisti sono laureati e lo stalker è la classica persona della quale nessuno immagina che possa aver perseguitato per anni una sua dipendente.
E lei, la dipendente, o per meglio dire, la vittima, è stata messa all’angolo, isolata, umiliata, insultata, dequalificata, importunata, minacciata e molestata in ogni modo.
La vittima, dopo anni di silenzio, si è rivolta a Calipso e Calipso l’ha accompagnata nel percorso di denuncia del suo carnefice il quale si giustifica dicendo di essere… innamorato!
Dopo il passo della denuncia sporta in mia presenza e dopo estenuanti ma puntigliose, attente e lodevoli indagini della Compagnia dei Carabinieri di Paternò, la svolta è arrivata: il “povero innamorato incompreso” o, per meglio dire, lo stalker, è stato raggiunto dalla misura del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima, compreso il luogo di lavoro.
E questa è stata una grande vittoria perché finalmente la ragazza è potuta tornare al suo lavoro senza l’incubo di incontrare il suo carnefice che la sottoponeva, ogni giorno, ad ogni tipo di vessazione.
Questa triste vicenda (le indagini sono ancora in corso, ndr) conferma ciò che è nei fatti quotidiani e cioè che il fenomeno della violenza sulle donne riguarda ogni ambiente, anche i più elevati dove abbondano soldi e cultura.
Gli uomini violenti non sono soltanto dei perdigiorno, sono anche professionisti, professori, dirigenti, manager, impiegati. La violenza non entra solo nelle case dei poveri ma entra anche nelle case apparentemente dorate.
Gli altri casi di cui ci stiamo occupando sono casi di “ordinaria amministrazione”: mogli picchiate, per anni, dai mariti, le quali donne non hanno il coraggio di lasciare la casa coniugale perché non hanno né un lavoro per poter mantenere se stesse e i propri figli né un posto dove andare.
Inoltre, non hanno fiducia nella giustizia. Perché la giustizia, notoriamente lenta, non sempre risponde sollecitamente alle denunce delle donne, incluse quelle che rischiano la vita.
Ma c’è di più: molte donne temono anche di non essere credute e questo a causa dei pregiudizi che continuano ad imperversare e che contribuiscono a far sentire la donna sola e disperata.
Ebbene, Calipso crede alle donne! Le donne che si sono rivolte a noi hanno trovato sostegno, conforto e coraggio perchè sono state credute, ascoltate e sostenute dalla solidarietà femminile.
E’ questo il messaggio che voglio trasmettere alle donne: abbiate coraggio, denunciate ogni forma di violenza subita. Credete in Calipso, perché Calipso si stringerà a voi per aiutarvi a superare l’incubo che avete vissuto.
Colgo l’occasione per informare i lettori che, a breve, Calipso avrà una propria sede stabile presso i locali di Villa Delle Favare che il Sindaco, dott. Giuseppe Glorioso, ha messo a disposizione del nostro Centro.
Ai tantissimi uomini sensibili e intelligenti, primi fra tutti, ai nostri compaesani biancavillesi, voglio dedicare alcuni versi del grande Shakespeare che riassumono in modo magistrale la violenza subita nei secoli dalle donne, affinché essi si impegnino a combattere i soggetti violenti, insieme a noi di Calipso.
“Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni, per la sua intelligenza che avete calpestato, per il suo corpo che avete sfruttato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete imbavagliato: In piedi, Signori, davanti a una Donna!”.
Pilar Maria Dolores Castiglia,
presidente Centro Antiviolenza Calipso