Il giorno delle mozioni-farsa. Il Pdl in aiuto di Ferrante

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Quello che doveva essere il giorno della svolta della politica di Adrano rischia di tramutarsi nell’ennesimo teatrino a cui la politica ci ha abituato. Cosa ci riserveranno? 
L’appuntamento è per questa sera, a partire dalle ore 20, quando al Municipio di via Aurelio Spampinato verrà discussa la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Pippo Ferrante, presentata nelle scorse settimane dalla maggioranza dei Consiglieri comunali, 20 su 30 consiglieri.
Si sono ritrovati insieme due fronti che, in questi quattro anni, se le sono dette di santa ragione: da un lato, gli ex Pdl oggi “Impegno e Territorio”, fedelissimi dell’ex sindaco ed ex deputato regionale Fabio Maria Mancuso, e dall’altro quelli del Pd passando per alcuni centristi che strizzano l’occhio sia all’Udc (corrente di Lino Leanza) che al Mpa. 
L’operazione – lo abbiamo detto in più occasioni – vede tanti registi, tra volpi, volpini e vecchi lupi. Da capire, però, quale soggetto politico uscirà vittorioso dall’eventuale approvazione della mozione. Per riuscire nell’impresa, occorrono almeno 20 voti favorevoli. Poi, Sindaco a casa insieme ai Consiglieri comunali. Si passerà la mano ad un commissario straordinario che dovrà gestire il vuoto politico-amministrativo fino alla primavera quando gli adraniti saranno chiamati a scegliere i nuovi rappresentanti istituzionali, peraltro alla scadenza naturale del mandato elettorale del 2008.
Sulla carta, i numeri ci sarebbero. Ma già all’indomani dalla presentazione della mozione, diversi fra i firmatari manifesterono interesse a recuperare un rapporto privilegiato con il sindaco Ferrante. Anche perchè, c’è ancora da fare la Giunta, quantomeno sei-otto caselle da riempire dopo l’azzeramento voluto proprio dal Sindaco alla vigilia delle Regionali. Gli ambasciatori si sono messi subito in movimento. Fra i dubbiosi, anche coloro che hanno appreso in ritardo che con la sfiducia al Sindaco, anche il Consiglio comunale verrebbe dichiarato decaduto. 

In campo sono scesi anche big della politica provinciale e regionale, con una schiera di deputati regionali pronti a trattare e a trovare un accordo per salvare il Sindaco. In prima linea c’è il Popolo delle Libertà del senatore Firrarello, dell’ex presidente della Provincia di Catania, Castiglione. Noi, lo avevamo già annunciato, come indiscrezione, nel post di una settimana fa, quello del 14 novembre, quando parlammo di ammiccamenti fra esponenti del Pdl e fedelissimi del sindaco Ferrante.
Ovviamente, nelle prossime ore faremo nomi e cognomi. 
In questo momento, tentiamo di comprendere le ragioni politiche che spingono il Pdl a salvare il Sindaco. 
Da un lato, c’è la rivalsa proprio del gruppo Firrarello nei confronti dell’ex deputato Mancuso, dall’altro il tentativo di rimanere in piedi per le prossime elezioni, ricostruendo l’area di Centrodestra che potrebbe includente il Pdl insieme all’area vicina ad Adolfo Urso, rappresentata proprio da Ferrante, passando per La Destra e raggiungendo anche l’Udc con una parte di autonomisti. E’ questa, in estrema sintesi, la via di fuga per il Pdl, il modo ritenuto più oppurtuno per giustificare un così clamoroso dietrofront. Quattro Consiglieri comunali potrebbero ritirare le loro firme. Ulteriore condizione, sarebbe quella di invocare le primarie di Centrodestra per la scelta del candidato sindaco, con un conseguente passo indietro di Ferrante nella sua ricandidatura automatica da Sindaco uscente. 
Ma dietro quest’operazione di facciata, potrebbe celarsi una ulteriore azione prettamente politica che riguarderebbe equilibri ed assetti che vanno oltre Adrano, a cominciare dalle imminenti scelte da dover compiere su Enti (dal Parco dell’Etna all’Acoset), nevralgici per mantenere un ruolo di prestigio. Anche su quest’aspetto torneremo più dettagliatamente. 

Per i firmatari della prima ora, in particolare i Consiglieri del Pd e di Impegno e Territorio potrebbe figurarsi un grande flop. Se il gruppo di Impegno e Territorio non ha molto da perdere dall’esito negativo dell’operazione, il Partito Democratico, invece, rischia una pesante scottatura. 
Infine, c’è anche la mozione di revoca nei confronti del presidente del Consiglio comunale Pippo Brio. Qui, i firmatari potrebbero aumentare (sulla carta sono 22), anche se per l’approvazione non è richiesto un quorum specifico come per la sfiducia al Sindaco. In questo caso, non è chiaro cosa possa accadere in caso di approvazione della mozione. E’ automatica la rimozione di Brio? Si sussurra che Brio potrebbe dimettersi all’ultimo minuto, evitando la sfiducia.
Vedremo. Vi informeremo.