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Una piazza o una strada a don Pino Puglisi

in Battaglie/Comunicati Stampa/Iniziative di

“Dedicare una piazza o una strada di Adrano e Biancavilla a don Pino Puglisi, vittima della mafia”, è questa l’iniziativa lanciata dal periodico d’informazione Symmachia per ricordare il sacerdote di Brancaccio, barbaramente ucciso, sotto la sua abitazione, la sera del suo compleanno, il 15 settembre 1993.

“Lunedì presenteremo due lettere aperte ai Sindaci di Adrano e Biancavilla, Ferrante e Glorioso, – spiega Vincenzo Ventura, direttore di “Symmachia” – chiederemo che si tenga viva la straordinaria testimonianza di fede e di impegno civile e sociale di don Puglisi, attraverso l’intitolazione di una piazza o di una strada delle nostre città, puntando soprattutto ai luoghi maggiormente frequentati dai giovani. E’ ai ragazzi – sottolinea Ventura – che don Puglisi ha dedicato la sua vita, invitando tutti a “lasciare perdere chi ci porta a mala strada””.

Già nelle prossime settimane, l’Associazione Symmachia promuoverà alcune iniziative nelle scuole di Adrano e Biancavilla per far conoscere ancora di più ai giovani la figura di don Pino Puglisi.

Biancavilla – Cantarella tornerà assessore, lascia il presidente del Consiglio Tomasello

in Politica di

Vincenzo Cantarella da due giorni non e’ più assessore della Giunta del sindaco Pippo Glorioso. L’esponente del Partito Democratico di Biancavilla, nominato il 31 gennaio scorso, ha consegnato nelle mani del primo cittadino le sue dimissioni al termine di una riunione politica tra i componenti della Giunta del Pd. Non una rottura, ne’ la fine di un rapporto politico e fiduciario tra Sindaco ed Assessore. Semplicemente, la disponibilità dell’area che Cantarella rappresenta nel Pd e, cioè quella dei Riformisti, insieme al dimissionario Presidente del Consiglio comunale Nicola Tomasello, a dare seguito ad un accordo politico di fine legislatura con gli alleati del Movimento per l’Autonomia.

Tomasello e’ stato presidente del Consiglio comunale dal 2008 e la maggioranza consiliare, prima Pd-Pdl poi Pd-Mpa, lo ha sempre sostenuto. Adesso, il ricambio è da tutti considerato fisiologico. Si pensi all’era di Pietro Manna quando i presidenti del Consiglio ruotavano quasi di mese in mese. Negli ultimi anni, l’unico ad essere rimasto aggrappato saldamente allo scranno più alto del civico consesso e’ stato Antonio Portale durante l’ultima amministrazione di Mario Cantarella.

E proprio qualche settimana fa, il turn over per la Presidenza del Consiglio comunale era ormai cosa fatta, dal momento che lo stesso Tomasello aveva dato la sua disponibilità a dimettersi per fare posto ad un altro Consigliere comunale, questa volta in quota Mpa. Poi, forse, l’improvvisa marcia indietro. Alla fine, Tomasello alle dimissioni è giunto solo ieri mattina con una brevissima nota indirizzata al Sindaco e protocollata al Comune. Le dimissioni di Tomasello sono giunte dopo le altre dimissioni, quelle di Cantarella, sodale di Tomasello nella lunga militanza politica. Ma se Cantarella e’ uscito dalla porta potrebbe rientrare dalla finestra. Infatti, dopo le attese dimissioni del Presidente del Consiglio, adesso Cantarella si prepara a tornare in Giunta, già, forse, lunedì mattina, con le medesime deleghe.

Sull’altro fronte, per un giorno, la segreteria del Mpa si e’ trovata a discutere della possibile nuova nomina di un assessore non previsto. Nomina che, adesso, potrebbe rientrare, puntando nuovamente sulla Presidenza del Consiglio comunale. Il presidente in pectore e’ il dottor Dino Furnari, eletto nella lista Biancavilla Azzurra e poi, dopo il famoso ribaltone, resosi indipendente insieme al consigliere Salvatore Mancari. Ormai da tempo, Furnari strizza l’occhio al Mpa, oggi Partito dei Siciliani.

Insomma, questione di ore e le caselle (presidenza o assessorato) verranno riempite, quasi a suggellare l’alleanza Pd-Mpa per le amministrative del prossimo anno.

Avanti tutta!

in News/Politica di

La corsa per le Regionali: tra uscenti e (pochi) volti nuovi, alleanze locali, numeri e voto di protesta.

Stanno per cominciare le frenetiche operazioni per tracciare la rotta che dovrebbe prendere la Sicilia a partire dal 28 ottobre, quando i Siciliani saranno chiamati alle urne per scegliere il nuovo Presidente della Regione e i novanta Deputati regionali che sederanno a Palazzo dei Normanni.

Ancora una volta, alle elezioni regionali viene dato un significato simbolico, legato al tanto auspicato riscatto di quella che Paolo Borsellino ribattezzo’ come “terra bellissima e disgraziata”.

Due Giunte regionali sfasciate per la terribile ombra della Mafia che ha spedito in carcere per sette anni Totò Cuffaro ai più noto come “Totò vasa-vasa” e che aleggia nei frequentazioni del dimissionario Raffaele Lombardo, attualmente al centro di una inchiesta insieme al fratello, Angelo, deputato alla Camera.

Per non parlare poi degli Onorevoli regionali, molti dei quali hanno avuto disavventure con la giustizia: c’e chi e’ stato arrestato, chi colto in flagranza di reato, chi ai domiciliari e chi e’ tornato libero, rioccupando la poltrona dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Visto lo scenario attuale, e’ proprio vero che le prossime elezioni dovrebbero essere decisive per il futuro della Regione. Eppure, le solite facce sono pronte a tornare. Sono pronte a conquistare nuovamente le loro poltrone, le posizioni di prestigio e di potere, elemosinano una ricollocazione in una lista forte, abbandonano i partiti in forte crisi per abbracciare nuove esperienze che, comunque, rimangono incerte. Sono pronti a tornare per le strade e per i quartieri popolosi per fare breccia nei cuori della gente, con giacca e cravatta. Più che riforme, sviluppo, crescita ed occupazione, promettono buste della spesa, pagamenti delle bollette della luce e della spazzatura e un “sicuro” posto di lavoro in un call center per i più giovani. Avanti tutta e in barba al cambiamento, al risveglio e alla rinascita. Inutile abusare di queste parole. La smettano di ripeterle a sproposito, facendosi gioco della intelligenza e della buona fede dei Siciliani.

Avanti tutta, per la carica di sindaci ed assessori pronti ad abbandonare le loro Giunte comunali per tentare la corsa alle Regionali. Così, il sindaco di Mascalucia, Salvatore Maugeri, il sindaco di Belpasso, Alfio Papale, l’assessore di Adrano, Tina Di Primo. In quest’ultimo caso, le dimissioni della dottoressa Di Primo hanno aperto le porte all’ingresso in Giunta ad Antonio Di Marzo della squadra del sindaco Pippo Ferrante. Un turn over in quota Futuro e Libertà, il partito del Primo cittadino di Adrano. “Sara’ il Fli a decidere sulla candidatura di Tina Di Primo”, hanno fatto sapere dalla locale sezione. Attualmente la candidatura ritenuta forte tra gli amici di Fini e’ quella del coordinatore provinciale Puccio La Rosa.

Ad Adrano le candidature potrebbero essere altre, oltre a quella già scontata del deputato uscente Fabio Maria Mancuso, presidente della quarta commissione regionale Territorio ed Ambiente. L’ex Sindaco di Adrano tenterà di tornare a Palermo per la sua quarta legislatura, con un nuovo simbolo di partito. Eletto nel 2001 con il partito dell’allora presidente Cuffaro, l’Udc, e’ tornato nel 2008 con il Pdl e, adesso, si presenterà con una lista che potrebbe chiamarsi “Impegno e Territorio” oppure “Cantiere regionale”. Ma presto potrebbe arrivare anche l’adesione a Grande Sud, il partito del candidato alla Presidenza della Regione, Gianfranco Micciche’, meglio noto per le sue ammissioni relative all’uso di droghe pesanti durante la sua giovinezza e per la sua apertura alla legalizzazione delle droghe leggere. Con Mancuso, abbandonano Firrarello e Castiglione anche gli amici di sempre il sindaco di Acicastello Filippo Drago, l’assessore provinciale Giovanni Bulla e il consigliere provinciale Carmelo Pellegriti. Novità si registreranno anche in Consiglio comunale ad Adrano dove si spappolerà il gruppo consiliare del Pdl: solo in tre dovrebbero rimanere tra i berlusconiani e cioè Giosuè Gullotta, che dovrebbe tornare capogruppo, Salvo Coco, figlio di Mario, fedelissimo di Mancuso nella prima esperienza amministrativa, e Paolo Politi vicinissimo ad Ignazio La Russa e, sembra, al candidato paternese Salvo Panebianco, già vicesindaco nella Giunta di Pippo Failla. Anche il Coordinamento del Pdl resisterà,così come assicura il coordinatore Pino Liggeri, uomo di fiducia e amico personale del Presidente della Provincia. Quest’ultimo potrebbe garantire il sostegno all’attuale deputato e prossimo candidato Nino D’Asero. Ma c’e’ già chi parla di una possibile discesa in campo di un consigliere comunale, rimasto fedele al partito. Sarebbe comunque una candidatura di servizio, voluta direttamente da Bronte, per tentare di strappare qualche voto a Mancuso. Si parla dello stesso coordinatore Liggeri, di Giosuè Gullotta, di Mario Coco.

Ciò mancherà più di ogni altra cosa ai cittadini e soprattutto ai telespettatori di Video Star e Tva sarà il duo Salvo Italia e Pino Liggeri, firmatari di decine e decine di comunicati stampa congiunti.

A Biancavilla, invece, la novità riguarderà il Partito Democratico per il quale correrà l’avvocato Giuseppe Furnari. La candidatura dell’attuale Capogruppo del Pd al Consiglio provinciale e’ sostenuta da buona parte della sezione locale del Pd che fa capo al sindaco Pippo Glorioso. La restante parte del Pd sosterrà l’attuale deputata e certa candidata Concetta Raia (espressione della Cgil), l’attuale deputato Giovanni Barbagallo (se scioglierà la riserva sulla sua ricandidatura) e il consigliere provinciale Giuseppe Galletta, sostenuto dal gruppo Liberal di Enzo Bianco. A proposito di Bianco, in campo dovrebbe esserci anche Daniele Capuana che a Biancavilla dovrebbe essere sostenuto dal ristretto e frammentato gruppo di Scelta Giovane.

Questa e’ la parte che sosterrà l’ex sindaco di Gela, Rosario Crocetta, come candidato alla Presidenza della Regione. A sostegno di Crocetta anche l’Udc che a Catania porterà sicuro consenso con la candidatura di Lino Leanza a Biancavilla sostenuto dall’attuale assessore Pasquale Lavenia e ad Adrano dall’ex assessore Alessandro Di Gloria.

Tra le altre ricandidatura certe c’è anche quella di un altro biancavillese d’origine, Nino D’Asero del Pdl che dovrebbe tornare per la sua terza volta all’Ars. Anche in questo caso, i voti dei berlusconiani saranno ripartito anche al deputato uscente e ricandidato Salvo Pogliese e Salvo Panebianco. Tutti saranno compatti a sostenere l’ex presidente della Provincia di Catania Nello Musumeci alla presidenza della Regione.

Per Sinistra Ecologia e Libertà si vocifera anche la candidatura di un altro biancavillese, Antonio Bonanno, segretario locale di Rifondazione Comunista. Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà sosterranno il candidato Claudio Fava.

I lombardiani, invece, sia ad Adrano che a Biancavilla ripartiranno i loro voti tra diversi uscenti e un volto nuovo, il figlio di Raffaele Lombardo. Il presidente del Consiglio comunale di Adrano, Pippo Brio, dovrebbe sostenere Giuseppe Arena, l’ex assessore all’Ambiente di Adrano Salvatore Rapisarda e l’ala che fa riferimento a Biancavilla al neo- commissario del Parco dell’Etna, il dottor Giuseppe Calaciura, potrebbero sostenere la candidatura di Toti Lombardo, il figlio del governatore, Raffaele Lombardo.

Sul fronte del Movimento cinque stelle il candidato presidente e’ Giancarlo Cancelleri verso il quale faranno convergere i voti gli attivisti del Movimento gia’ strutturato di Adrano e di quello nascente di Biancavilla.

La carica degli uscenti dovrebbe spiegare ai cittadini dettagliatamente ciò che ha fatto in questi anni. E’ il minimo per chi pretende la fiducia dei siciliani. Non parole, ma l’esatta spiegazione di quanto realizzato, senza che nessuno si può rifugiare sotto lo slogan “noi siamo stati all’Opposizione” perché tutti, in questi anni, sono stati al potere.

Intanto monta il voto di protesta, come conferma il primo sondaggio commissionato all’agenzia Datamonitor ed effettuato lo scorso 28 agosto.

Ecco i dati:

Presidente della Regione

  • Nello MUSUMECI 28%

  • Rosario CROCETTA 26%

  • Gianfranco MICCICHE’ 22%

  • Giancarlo CANCELLERI 11%

  • Claudio FAVA 7% ALTRI

  • ALTRI                                   6%
  • NON VOTO/SCHEDA BIANCA       45,3%

Attentato all’ambiente

in Bacheca di
Sono le immagini della vergogna, quelle che pubblichiamo oggi sul nostro sito al culmine di un’estate che sta per lasciarci, fortemente caratterizzata dal degrado ambientale che ha investito una delle zone più belle del nostro territorio, le strada che porta all’Etna. Le immagini immortalano lo scenario che ha accompagnato le calde giornate dei tanti adraniti che durante il periodo estivo si spostano alle vigne per trascorrere momenti di serenità. E sono gli stessi adraniti ad aver compiuto il delitto in contrada Santuzza. Siamo davanti a veri e propri sciacalli che, di fatto, mostrano chiaramente le crepe fin troppo profonde di una società, come quella di Adrano, che vive un momento di forte arretratezza culturale che vanifica gli sforzi compiuti da tanti onesti e rispettosi cittadini che cercano di comportarsi, secondo le basilari regole che garantiscono la più serena e pacifica convivenza sociale. Certo, e’ difficile parlare di regole in una città che le ha sepolte, sotto sacchi di immondizia, di vecchie televisioni e materassi, di cucine, copertoni e lavastoviglie.
Prima di tutto, prima di chiamare in causa Istituzioni, Ato, Forze dell’ordine, dovremmo interrogare le nostre coscienze. Solo dopo, potremmo lamentarci e pretendere risposte concrete da chi rappresenta i cittadini, il Sindaco e l’Amministrazione comunale. A loro dovremmo chiedere come mai non si e’ pensato di predisporre un servizio di vigilanza nelle zone più sensibili. Come mai non e’ stato promosso un coordinamento interforze per tutelare le aree e multare gli incivili adraniti. Come mai il Comando dei Vigili Urbani non ha predisposto appostamenti per prendere con le mani nel sacco gli sporcaccioni.
E non ci dicano che non possono far nulla, perché altrimenti farebbero bene a mettere fine a questa  lenta agonia.

      

 


Il dolore corre su internet

in Bacheca di
ADRANO IN LUTTO

Non ci sono parole che possono esprimere la rabbia, il dolore e lo sgomento per un fatto del genere. Nessun genitore dovrebbe assistere alla morte del proprio figlio, soprattutto se l’evento è causato da una assurda volontà omicida. Eppure i suoi genitori erano lì, a poca distanza da dove è avvenuta la lite, ed hanno ben presto visto morente il loro figlio nella speranza che i soccorsi medici arrivassero presto e lo salvassero da quel tragico destino. E’ stato quasi un agguato a detta di alcui, una semplice lite per altri, un regolamento di conti per un giornalista del quotidiano “La Sicilia”, eppure qualcuno portava un coltello in tasca, lo ha estratto ed ha colpito a morte. Io ho avuto notizia del tragico fatto di cronaca solo su facebook e nel pomeriggio dell’indomani, tante frasi di cordoglio e tantissime altre di rabbia riempivano le bacheche dei vari gruppi di Adrano. Subito è nata la voglia di protestare e di manifestare immediatamente. L’evento è nato spontaneamente, chiesto quasi automaticamente da tutti noi, gli inviti si sono propagati a macchia d’olio, ed alla prima proposta di manifestare la domenica mattina in aula consiliare si è aggiunta la voglia di tanti giovani ragazzi di radunarci subito, quella stessa sera in piazza, sotto il castello. Una ragazza ha preparato diversi manifesti con varie frasi ad effetto, tanti altri hanno portato delle semplici candele. All’inizio si vedevano solo pochi giovani ragazzi seduti sui gradini in pietra, ma ancora era troppo presto, poi via via la gente è arrivata, c’erano anche tanti adulti. Alle nove eravamo già in tanti, non tantissimi come tutti noi speravamo, ma è stato un evento organizzato in fretta, più col cuore che non con la mente. L’intenzione era di portare un estremo saluto a Rosario proprio nel luogo del suo martirio, ma correva già la notizia che la villa per una ordinanza del Sindaco era stata chiusa. Non potendo entrare nei giardini si decide di avvicinarci il più possibile al luogo pur restando fuori dai cancelli. In silenzio abbiamo percorso tutta la via Roma, le persone che assistono al nostro passaggio accennano più volte a qualche applauso in memoria di Rosario, altri ignari si informano dell’accaduto. Arrivati li viviamo un breve ma intensissimo attimo di raccoglimento. La nostra non è stata una protesta, e poi fatta contro chi? Contro imbecilli minorenni? O contro gli adraniti, popolo che spesse volte dimostra un comportamento incivile, sporco e senza futuro?La nostra è stata la volontà di manifestare lo sdegno, la voglia di giustizia e l’amore verso un ragazzo che con la vita ha pagato un gesto di criminosa inciviltà. Speriamo che si possa fare giustizia, speriamo che fatti del genere non succedono più nè ad Adrano nè in nessun altro luogo. E’ giusto che la comunità adranita si indigni a questi fatti, e condanni pubblicamente ogni atto di violenza e di spacchioneria. Purtroppo in altre feste ed in altre occasioni ci sono stati altri atti del genere e sono passati quasi inosservati. Purtroppo anche la mattina seguente, durante la seconda manifestazione spontanea alla villa si è assistito in lontananza ad una rissa. Stavolta per fortuna non hanno parlato nuovamente i coltelli, ma le più sacre intenzioni del sano popolo di Adrano apparivano profanate. Ora noi tutti ci chiediamo: è dovuto morire un ragazzo, un bravo e giovanissimo ragazzo per farci smuovere un po’ tutti? Chissà se davvero questo grave episodio sia di monito per la società adranita, che la svegli e le scrolli di dosso tutta quella cattiveria e l’ignoranza. Se non ci riesce, allora quel ragazzo è morto e con lui tutta la comunità di Adrano. L’educazione alla vita civile e sociale è l’unico mezzo di contrasto ad una mentalità gretta tipica di un contesto malsano.

Giovanni Scalisi

 

Depuratore di Biancavilla: “nuovo progetto”. Symmachia chiede un Consiglio comunale straordinario

in Bacheca/Battaglie/Comunicati Stampa/Iniziative di

Fino a due anni fa in molti, a Biancavilla, non sapevano dell’esistenza del depuratore, l’impianto che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) purificare il flusso d’acqua delle diverse utenze. Tra gli ignari anche diversi politici, fra cui moltissimi consiglieri comunali e amministratori di oggi e del passato.

Ad accendere i riflettori sulla struttura è stata l’Associazione Symmachia avviando una vera e propria battaglia per chiedere interventi di manutenzione dell’impianto per mettere fine agli odori nauseabondi che si respiravano in tutta la zona. Odori che, in taluni periodi dell’anno, ritornano puntuali creando notevoli disagi specialmente ai tanti cittadini che lì risiedono.

Ma, soprattutto, si chiedeva di scongiurare quello che è possibile configurare come disastro ambientale ai danni del fiume Simeto. Una vera e propria vergogna che fu sbattuta nelle pagine dei giornali e che finì sui banchi della Commissione Ambiente dell’Unione Europea che, da qualche anno, tiene sott’occhio i Comuni del catanese. Per questi Comuni (tra cui Adrano, Bronte, Biancavilla, Paternò) sono state annunciate salate sanzioni se non verranno rispettati i dati previsti dalle normative per la depurazione dell’acqua.

Insomma, mentre le Autorità locali, nel corso degli anni, guardavano e pensavano ad altro, l’Europa ci teneva sotto tiro.

A distanza di due anni la situazione rimane ancora in stand-by con una serie di interventi di manutenzione messi in opera dal Comune. Interventi che non bastano. Per mettere definitivamente la parola fine alla vicenda bisogna predisporre atti a cominciare dalla progettazione di un nuovo impianto. Oppure bisognerà pensare ad un ampliamento della struttura. Ciò potrebbe diventare realtà attraverso quelle  risorse che altri Enti, a cominciare dalla Regione per arrivare all’Unione Europea, dovranno necessariamente sborsare. Insomma, occorre uno scatto di coraggio se concretamente si vuole risolvere il problema, non a parole ma con fatti ben precisi.

Occorre ascoltare le rimostranze dei cittadini biancavillesi che, lo scorso anno, hanno raccolto centinaia di firme attraverso una petizione spontanea.

In questi mesi Symmachia ha continuato a monitorare il depuratore, insieme a quello di Adrano. In più occasioni è stato chiesto alla politica adranita, rappresentata dagli eletti dal popolo, i Consiglieri comunali, di discutere e confrontarsi, anche con le associazioni ambientaliste, per trovare una soluzione. Nessuna risposta. La stessa osservazione l’Associazione Symmachia l’ha posta nei giorni scorsi al Comune di Biancavilla, protocollando la richiesta di un Consiglio comunale straordinario e aperto per discutere del problema e per tentare di fare ciascuno la propria parte. La richiesta è stata firmata dal presidente Angela Anzalone e indirizzata al presidente del Consiglio comunale Nicola Tomasello e ai Consiglieri comunali, confidando che non rimanga carta morta.

 

Leggi la lettera presentata al Comune di Biancavilla


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