Sono le immagini della vergogna, quelle che pubblichiamo oggi sul nostro sito al culmine di un’estate che sta per lasciarci, fortemente caratterizzata dal degrado ambientale che ha investito una delle zone più belle del nostro territorio, le strada che porta all’Etna. Le immagini immortalano lo scenario che ha accompagnato le calde giornate dei tanti adraniti che durante il periodo estivo si spostano alle vigne per trascorrere momenti di serenità. E sono gli stessi adraniti ad aver compiuto il delitto in contrada Santuzza. Siamo davanti a veri e propri sciacalli che, di fatto, mostrano chiaramente le crepe fin troppo profonde di una società, come quella di Adrano, che vive un momento di forte arretratezza culturale che vanifica gli sforzi compiuti da tanti onesti e rispettosi cittadini che cercano di comportarsi, secondo le basilari regole che garantiscono la più serena e pacifica convivenza sociale. Certo, e’ difficile parlare di regole in una città che le ha sepolte, sotto sacchi di immondizia, di vecchie televisioni e materassi, di cucine, copertoni e lavastoviglie.
Prima di tutto, prima di chiamare in causa Istituzioni, Ato, Forze dell’ordine, dovremmo interrogare le nostre coscienze. Solo dopo, potremmo lamentarci e pretendere risposte concrete da chi rappresenta i cittadini, il Sindaco e l’Amministrazione comunale. A loro dovremmo chiedere come mai non si e’ pensato di predisporre un servizio di vigilanza nelle zone più sensibili. Come mai non e’ stato promosso un coordinamento interforze per tutelare le aree e multare gli incivili adraniti. Come mai il Comando dei Vigili Urbani non ha predisposto appostamenti per prendere con le mani nel sacco gli sporcaccioni.
E non ci dicano che non possono far nulla, perché altrimenti farebbero bene a mettere fine a questa lenta agonia.

