{"id":5967,"date":"2019-01-26T14:46:42","date_gmt":"2019-01-26T13:46:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.symmachia.it\/?p=5967"},"modified":"2019-01-27T16:43:36","modified_gmt":"2019-01-27T15:43:36","slug":"liliana-segre-ricorda-gerardo-sangiorgio-diffuse-sapere-condiviso-e-critico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/?p=5967","title":{"rendered":"Liliana Segre ricorda Gerardo Sangiorgio: &#8220;diffuse sapere condiviso e critico&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Gerardo Sangiorgio seppe resistere al ricatto di aderire alla pseudo-repubblica di Sal\u00f2, covo di nazifascisti e antisemiti, pagando di persona con l\u2019internamento nei campi di concentramento hitleriani, ma al ritorno pass\u00f2 la sua vita nell\u2019insegnamento e coltivando la memoria a favore di intere generazioni di giovani&#8221;.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, la senatrice a vita Liliana Segre\u00a0ricorda la figura dell&#8217;indimenticato professore di Biancavilla, Gerardo Sangiorgio, prigioniero di guerra numero\u00a0102883\/IIA nei lager di Neubrandenburg e di Bonn\/Duisdorf, scampato ai nazifascisti e poi rientrato a Biancavilla dove \u00e8 stato saggio e discreto educatore di tanti giovani che hanno avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di formarsi e di cogliere tratti di un&#8217;umanit\u00e0 grande, sopravvissuta agli orrori nazifascisti.<\/p>\n<p>Alla sua figura, luned\u00ec 28 gennaio, verr\u00e0 intitolata l&#8217;Aula Docenti dell&#8217;Istituto Tecnico Tecnologico &#8220;Rapisardi&#8221; di Biancavilla, su iniziativa del dirigente scolastico, degli insegnanti e degli studenti. Proprio l&#8217;ex &#8220;Industriale&#8221; \u00e8 stato l&#8217;istituto in cui il professore cattolico Gerardo Sangiorgio ha svolto gli ultimi anni di servizio scolastico, tra il 1974 e il 1978. Da qui, il messaggio di Liliana Segre agli studenti per sottolineare l&#8217;importanza della memoria.<\/p>\n<p>Straordinaria figura dispensatrice di ideali preziosi e valori irrinunciabili\u00a0che dovrebbero\u00a0tornare ad essere\u00a0la bussola per il nostro Paese, Segre ha sperimentato sulla sua pelle le persecuzioni razziali nazifasciste ed \u00e8 sopravvissuta alle atrocit\u00e0 dei campi di concentramento, in cui \u00e8 stata deportata, insieme al padre, all&#8217;et\u00e0 di appena 8 anni. Il binario 21 di Milano, da cui partivano i vagoni per i lager, oggi \u00e8\u00a0meta di\u00a0tantissimi studenti che rifiutano la dilagante indifferenza e l&#8217;oscurit\u00e0 culturale del momento. Il suo instancabile impegno per le giovani generazioni, \u00e8 stato riconosciuto dal lungimirante\u00a0Capo dello Stato\u00a0Sergio Mattarella che, appena un anno fa, le ha conferito la massima onorificenza per un cittadino italiano: il titolo a vita di Senatore della Repubblica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Ricordo ancora quando nel 1938 ascoltai per radio la notizia della promulgazione delle leggi razziali. &#8211; scrive Liliana Segre agli studenti di Biancavilla &#8211; Per me fu un trauma realizzare che ero stata \u201cespulsa\u201d dalla scuola. Perch\u00e9? Che cosa avevo fatto? Mi fu spiegato che \u201csi trattava di una legge che aveva stabilito che tutti gli ebrei dovessero essere \u2018espulsi\u2019 dalla scuola e da molte altre attivit\u00e0\u201d. Ma che sistema \u00e8 quello in cui una \u201clegge\u201d pu\u00f2 stabilire una cosa del genere?&#8221; Interrogativi che rimangono scolpiti nella mente della senatrice a vita e che, forse, difficilmente, potranno mai avere una compiuta ed esaustiva risposta.<\/p>\n<p>Da qui l&#8217;appello di seguire il modello del professore Sangiorgio: &#8220;solo un sapere condiviso e critico mette nelle condizioni di evitare la ricaduta in certi errori ed orrori. E proprio in quanto apre la mente al valore autentico di termini come \u201ctolleranza\u201d, \u201caccoglienza\u201d, \u201cinterculturalit\u00e0\u201d, \u201csolidariet\u00e0\u201d ecc. Tanto pi\u00f9 che oggi in Europa siamo costretti ad assistere a sempre nuovi episodi di antisemitismo, di razzismo, di xenofobia. A tutto questo bisogna reagire, senza mai abbassare la guardia. Reagire certo con la denuncia, ma appunto anche con la cultura e lo studio. Essi costituiscono infatti, oggi e sempre, l\u2019estremo antemurale contro coloro che hanno la forza ma non la ragione&#8221;.<\/p>\n<p>Parole e considerazioni sempre attuali anche perch\u00e9 &#8220;una legge razzista presuppone sempre un ambiente razzista. Presuppone cio\u00e8 un regime violento e repressivo, ma anche lo svilupparsi di un senso comune alienato che porta ad accettare provvedimenti in altri contesti inconcepibili. Anche le \u2018persone normali\u2019 sono responsabili delle leggi razziste, perch\u00e9 sono responsabili di quei comportamenti asociali, discriminatori, offensivi, di quella connivenza e indifferenza rispetto alla violenza&#8221;.<\/p>\n<p>Come la Segre, anche Gerardo Sangiorgio \u00e8 stato &#8220;testimone diretto&#8221; della shoah. Lui che non\u00a0cedette alla promessa della\u00a0libert\u00e0 in cambio della sua adesione alla Repubblica fascista di Sal\u00f2 e, per questo, fu catturato dai tedeschi a Parma, quando la caserma, in cui prestava servizio, fu letteralmente invasa dai nazisti. Fu ammassato in treni in condizioni infime: &#8220;un solo sportellino per prendere aria e gettare gli escrementi dopo giorni di viaggio&#8221;, sottolinea il figlio, Placido Antonio Sangiorgio che, qualche anno fa, fece dono al nostro giornale <em>Symmachia<\/em> di una sua riflessione.<\/p>\n<p>&#8220;Come potevano &#8211; si chiedeva fino all&#8217;ultimo Gerardo Sangiorgio &#8211; i tedeschi che tanto amavano i cani, o che avevano tanta cura per gli uccelli, lasciare morire cos\u00ec gli uomini. Cos\u00ec crudeli e dal cuore di pietra di fronte a un principio universale, elementare&#8221;.<\/p>\n<p>Infatti, \u00e8 in quei luoghi senza umanit\u00e0, i lager, in cui Sangiorgio sopporta freddo, fame, umiliazioni (dagli sputi allo spegnere le cicche delle sigarette sulla pelle delle persone).<\/p>\n<p>Ad accompagnarlo, durante tutta la sua esperienza, la fede in Dio, pi\u00f9 forte di ogni cosa. Spesso, nel luogo in cui Sangiorgio trascorreva le sue giornate, una mano lasciava scendere un contenitore della spazzatura: dentro qualche rimasuglio di cibo,\u00a0un po&#8217; di pane, un po&#8217; di vita.<\/p>\n<p>Finita la guerra, riusc\u00ec a tornare a casa: per giorni, senza sosta, ad attenderlo alla fermata della littorina c&#8217;era suo padre. Complet\u00f2 gli studi e si dedic\u00f2 all&#8217;insegnamento. Dopo anni, ricevette un encomio come &#8220;Combattente per la Libert\u00e0 d&#8217;Italia&#8221;, a firma del presidente Pertini l&#8217;orgoglio di non essere stato un &#8220;collaborazionista&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Mi sono chiesto pi\u00f9 volte &#8211; dice il figlio di Gerardo Sangiorgio,\u00a0Placido Antonio &#8211; cosa avrebbe pensato mio padre, se avesse saputo che un giorno la sua vita, o meglio la scelta che pregiudic\u00f2 per sempre \u201cgli anni pi\u00f9 belli\u201d, avesse riscosso tanta curiosit\u00e0 e interesse nelle aule di scuola, proprio tra i ragazzi, che alcuni decenni prima \u2013 e per generazioni intere -, aveva profondamente amato e a cui aveva voluto consegnare una lezione profonda e sofferta di vita&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><span style=\"color: #800000;\"><a style=\"color: #800000;\" href=\"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/la-lettera-di-liliana-segre-agli-studenti-di-biancavilla\/\">TESTO DELLA LETTERA DI LILIANA SEGRE AGLI STUDENTI DI BIANCAVILLA<\/a><\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Gerardo Sangiorgio seppe resistere al ricatto di aderire alla pseudo-repubblica di Sal\u00f2, covo di nazifascisti e antisemiti, pagando di persona con l\u2019internamento nei campi di concentramento hitleriani, ma al ritorno pass\u00f2 la sua vita nell\u2019insegnamento e coltivando la memoria a favore di intere generazioni di giovani&#8221;. 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