{"id":5673,"date":"2017-11-20T15:30:03","date_gmt":"2017-11-20T14:30:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.symmachia.it\/?p=5673"},"modified":"2017-11-20T15:30:03","modified_gmt":"2017-11-20T14:30:03","slug":"la-parola-al-popolo-che-non-ce-lha","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/?p=5673","title":{"rendered":"La parola al popolo (che non ce l\u2019ha)"},"content":{"rendered":"<h4><em>di<\/em> Vincenzo Russo<\/h4>\n<p><strong>Non pensiate che le campagne elettorali italiche incarnino solo momenti lubrici. Le loro tortuose dinamiche possono disvelare anche auliche parentesi di consapevolezza democratica ed esaltazione delle virt\u00f9 popolari.<\/strong> Ove abbiate infatti ben udito, i messaggeri in pectore del centro destra hanno precisato, in occasione delle elezioni siciliane, che sarebbe stato proprio il popolo, in virt\u00f9 del suo noto codice genetico repubblicano (da un pezzo non pi\u00f9 disponibile perch\u00e9 posto a garanzia del nostro debito pubblico in un segreto caveau assieme a quello degli ultracentenari dell\u2019Ogliastra), a censurare nel segreto dell\u2019urna gli \u201dimpresentabili\u201d, rimediando cos\u00ec a quella che deve essere stata una spiacevole distrazione. Oh, perbacco! In fondo a chi non \u00e8 mai capitato di trovarsi a cena, a sua insaputa, con un boss di cosa nostra?<\/p>\n<p><strong>Come, prego? Qual \u00e8 allora il ruolo dei partiti visto che dovrebbero proprio selezionare i candidati? Semplice: quello di presentare gli impresentabili, per l\u2019appunto<\/strong>. D\u2019altronde \u201c<em>preferenza non olet<\/em>\u201d; anche se il risultato politico pu\u00f2 essere fetido.<\/p>\n<p><strong>I paladini della dignit\u00e0 popolare paiono proprio ignorare il mesto ammonimento di Einaudi (chi fu costui?), per il quale i cittadini possono facilmente mandare in Parlamento uomini incapaci o corrotti.<\/strong> Sembra proprio che non corriamo pi\u00f9 il rischio di ritrovarci governati da inetti e lestofanti (d\u2019altronde quand\u2019\u00e8 mai avvenuto?) perch\u00e9 il popolo, dall\u2019alto della sua sovranit\u00e0 e nel suo particolare stato di (dis)grazia, sapr\u00e0 certamente discernere il bene dal male. Stavolta, non pi\u00f9 Barabba ma Ges\u00f9! L\u2019unto dal Signore l\u2019ha sempre saputo. Ed \u00e8 per ci\u00f2 che chi gode dell\u2019investitura popolare non pu\u00f2 incontrare ostacoli di sorta. Come ci ha spiegato <strong>Rousseau<\/strong> (dal cui pensiero attingono, con ampia licenza \u201cprofetica\u201d, i neopopulisti), il popolo \u00e8 libero solo nell\u2019attimo del voto, dopo torna subito schiavo dei suoi stessi eletti. Si capisce che l\u2019ultimo pezzo dell\u2019art. 1 della Costituzione (\u2026 <em>che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione<\/em>) non pu\u00f2 che essere un antipatico refuso del processo costituente. E chi pensa di ravvisarvi, invece, l\u2019essenza dello spirito repubblicano \u00e8 meglio che si faccia vedere da uno bravo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019antico discorso sull<em>\u2019activae civitatis<\/em> \u00e8 stato perentoriamente rievocato da Tullio De Mauro nel 2004: \u201c\u2026 basta dire che si svolgono libere elezioni per essere certi che questo sia un paese democratico? Ma come la mettiamo se questo sistema \u00e8 esercitato in condizioni di analfabetismo diffuso, di diffusa incapacit\u00e0 di valutare i programmi?\u201d.<\/strong> E\u2019 noto (a chi?) il drammatico dato Ocse sugli analfabeti funzionali del nostro paese. Ben sette italiani su dieci hanno gravi difficolt\u00e0 nella comprensione dei testi. Cinque milioni di persone non riescono proprio a leggere. Si capisce come quelle degli italiani siano, mediamente, opinioni preconfezionate o concetti grezzi presi in prestito da \u00a0<em>ma\u00eetre \u00e0 penser <\/em>de\u2019 noantri.<\/p>\n<p>A tale desolante scenario va aggiunta la nostra secolare debolezza morale che consente il perpetuarsi del <em>refrain<\/em> autoassolutorio \u201ccos\u00ec fan tutti\u201d, e che porta a considerare il consenso popolare come un lavacro utile, persino, a compensare gli effetti di qualche condanna penale definitiva. Se poi il soggetto \u00e8 anche scaltro e capace di raccontare barzellette surreali pu\u00f2 ben ambire alla beatificazione in vita.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 evidente quanto questo monolite immaginifico, chiamato <em>Popolo<\/em>, sia incapace di scorgere quel bene che si ostina a voler ricercare, perch\u00e9 obnubilato da una complessit\u00e0 che il mondo non ha mai conosciuto, oltre che da una indegna mistificazione della realt\u00e0.<\/strong> Se a ci\u00f2 sommiamo i nostri <em>gap<\/em> strutturali e la pressione migratoria cui siamo esposti, \u00e8 facile capire come l\u2019Italia si possa considerare <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/archives\/47747\/dove-crescono-i-populismi\/\">il candidato ideale per ospitare la tempesta perfetta del populismo<\/a>.<\/p>\n<p><strong>La tempesta, in effetti, ha generato non uno ma ben tre populismi, facendo di quello italiano un vero e proprio caso scolastico.<\/strong> Il telepopulismo berlusconiano <em>ante litteram<\/em>, per imbonitori d\u2019annata, e a completamento della ricca offerta nostrana, il grillismo con la sua <em>web<\/em> <em>\u201ccriptocracy<\/em>\u201d (non che gli altri scherzino; l\u2019attuazione dell\u2019art. 49 della Costituzione continua a restare una chimera), e il renzismo rottamatore di <em>\u00e9lite<\/em> stantie. Senza contare il \u201cparlare alla pancia\u201d degli italiani di <strong>Salvini<\/strong> (in onore del quale non \u00e8 stato ancora coniato il relativo eponimo, forse perch\u00e9 cacofonico) che con un linguaggio rozzo, primordiale, \u00e8 in grado di evocare efficacemente scenari esiziali. Dall\u2019Europa matrigna all\u2019invasione dello straniero. Perch\u00e9 se qualcuno ha difficolt\u00e0 a dar voce alle sue emozioni, visto che gli mancano persino le parole per dare un nome ai propri sentimenti, \u00e8 chiaro che devi rivolgerti alla sua \u201cpancia\u201d, dove ristagnano gli istinti pi\u00f9 malsani.<\/p>\n<p><strong>Se queste sono le condizioni strutturali, per quanto tempo ancora il \u201cmercato\u201d italiano della democrazia, fatto di una domanda sempre pi\u00f9 disattesa dall\u2019offerta politica e tempestato di \u201casimmetrie conoscitive\u201d, potr\u00e0 funzionare e reggersi solo sul rito messianico e purificatore delle elezioni quando, peraltro, il partito pi\u00f9 rappresentativo \u00e8 quello del non voto?<\/strong> Anche se la risposta pu\u00f2 non essere scontata (in fondo, per i partiti meno elettori significano meno bocche da sfamare), questo stato di cose rappresenta di certo il peggio dell\u2019ideale democratico, e i rimedi paventati sono peggiori dei mali che si vogliono curare.<\/p>\n<p><strong>Allora, come usciamo da questa lunga e fredda notte populista?<\/strong> In assenza di poteri divinatori, non ci resta che auspicare un cambio di rotta da parte di chi \u00e8 impegnato nell\u2019infimo tentativo di trasformare gli italiani in un popolo d\u2019imbarbariti sociali pronti a tutto, anche a un insano e caustico bagno di oclocrazia. <strong>Che i partiti (o quel che di loro rimane, per voce della parte pi\u00f9 degna delle loro classi dirigenti) e le istituzioni tutte si facciano carico della, oramai prescritta, funzione pedagogico-politica, e si tramutino in portatori sani del \u201cdisagio del pensiero\u201d restituendo ai cittadini la dignit\u00e0 civile perduta.<\/strong> Il perpetuarsi dell\u2019effimero scontro politico di superfice retto dall\u2019antico inganno di irretire il popolo continuando a dirgli che \u00e8 onnipotente, e che l\u2019Europa e i famelici mercati attentano alla sua sovranit\u00e0, non potr\u00e0 che condurre al baratro. E\u2019 gi\u00e0 avvenuto nell\u2019estate del 2011!<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lavocedellidiota.wordpress.com\">https:\/\/lavocedellidiota.wordpress.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vincenzo Russo Non pensiate che le campagne elettorali italiche incarnino solo momenti lubrici. Le loro tortuose dinamiche possono disvelare anche auliche parentesi di consapevolezza democratica ed esaltazione delle virt\u00f9 popolari. 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