{"id":5551,"date":"2017-09-19T15:47:55","date_gmt":"2017-09-19T13:47:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.symmachia.it\/?p=5551"},"modified":"2017-09-19T15:59:11","modified_gmt":"2017-09-19T13:59:11","slug":"le-elezioni-regionali-siciliane-e-lirresistibile-fascino-dellobbedienza-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/?p=5551","title":{"rendered":"Le elezioni regionali siciliane e l\u2019irresistibile fascino dell\u2019obbedienza"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ogni riferimento a cose, persone e circostanze \u00e8 assolutamente voluto.<\/strong><\/p>\n<p>La battaglia delle Termopili non ha avuto solo il significato di simboleggiare l\u2019eroismo spartano di re Leonida, quella battaglia ha fatto che s\u00ec che si salvasse la Grecia i cui principi sono stati fondanti la civilt\u00e0 europea tutta, dai modelli politici, al sistema filosofico, dall\u2019arte alla letteratura, fino al diritto.<\/p>\n<p>Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 affascinante di quella civilt\u00e0 \u00e8, secondo me, il desiderio di indipendenza, di libert\u00e0, portato alle estreme conseguenze del sacrificio personale, come i trecento eroi hanno testimoniato.<\/p>\n<p>Oggi quella pagina meravigliosa di storia mi \u00e8 tornata in mente, forse perch\u00e9 all\u2019approssimarsi delle elezioni regionali osservo i comportamenti di alcuni personaggi che popolano il sistema politico della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>E mi si para davanti la dicotomia tra cittadino e suddito, tra servo e padrone, tra vassallo e feudatario.<\/p>\n<p>Nelle strettoie delle Termopili si scontrarono non tanto due eserciti, ma due mondi contrapposti, due concezioni inconciliabili, da una parte l\u2019idea persiana-orientale basata sul concetto di uomo come suddito e dall\u2019altra parte l\u2019idea greca di uomo come cittadino.<\/p>\n<p>Cittadino \u00e8 il civis, colui che partecipa alla vita della propria comunit\u00e0 in modo attivo, come tale \u00e8 depositario di diritti e libert\u00e0.<\/p>\n<p>Il suo contrario \u00e8 il suddito, privo di diritti e incapace di muoversi in libert\u00e0, \u00e8 colui il quale si piega ad un sistema di oligarchia, \u00e8 chi tace, \u00e8 chi volta lo sguardo, \u00e8 chi abbassa la testa.<\/p>\n<p>Il cittadino \u00e8 colui che rifiuta di infeudarsi, infeudarsi ecco la parola chiave, feudo, feudalesimo, feudatario.<\/p>\n<p>La politica della nostra citt\u00e0 sembra aver ripudiato Leonida per rifarsi a qualcosa di profondamente diverso: il vassallaggio.<\/p>\n<p>Il vassallaggio \u00e8 stato la struttura portante della civilt\u00e0 feudale, lungi da me voler fare un excursus storico cos\u00ec complesso, mi preme solo dire che quel sistema ha avuto una funzione storica importantissima, perch\u00e9 all\u2019indomani del crollo dell\u2019Impero Romano e la conseguente disintegrazione della civilt\u00e0, il feudalesimo permise di traghettare l\u2019Europa verso un destino migliore.<\/p>\n<p>Il feudalesimo si fondava su un rapporto personale tra il signore e il vassallo (vassus), il quale giurava fedelt\u00e0 ricevendo dal signore protezione.<\/p>\n<p>Tutto avveniva con una cerimonia di \u201comaggio\u201d, in cui il vassallo poneva le mani giunte in quelle del signore, all\u2019interno di una cornice spirituale tipica della sacralit\u00e0 medievale.<\/p>\n<p>Ma questo era il feudalesimo storico, altra cosa \u00e8 il neofeudalesimo di oggi.<\/p>\n<p>Il feudalesimo storico aveva bisogno dei vassalli perch\u00e9 insieme a loro si doveva salvare una societ\u00e0 in preda al caos, il neofeudatario, invece, ha bisogno di lacch\u00e8 per perpetuare il suo potere e per creare una vera e propria macchina del consenso.<\/p>\n<p>La macchina elettorale deve essere perfetta, deve possedere non un castello ma una segreteria, non bellatores (guerrieri), ma clientes (clienti), non contadini ma servi.<\/p>\n<p>Il neofeudatario non dispensa terre e protezione contro i barbari, ma favori, licenze, assunzioni, finanziamenti, prebende varie.<\/p>\n<p>Sia chiaro, quello che colpisce non \u00e8 l\u2019atteggiamento del neofeudatario , ma quello dei suoi sottoposti.<\/p>\n<p>Voglio citare un libro sconosciuto ai pi\u00f9, \u201cDiscorso sulla servit\u00f9 volontaria\u201d, scritto da Etienne De La Bo\u00e9tie\u201d nel 1549 e pubblicato clandestinamente nel 1576, un testo piccolo ma un capolavoro sulla libert\u00e0, meraviglioso e terribile allo stesso tempo, teso a smascherare l\u2019atteggiamento di quegli uomini contenti di servire un tiranno, anche se il tiranno \u00e8 un uomo senza qualit\u00e0, uomini docili verso un padrone che li piega al proprio volere non con violenza ma facendo leva sulla loro compiacenza; non si capirebbe altrimenti il perch\u00e9 di chi, ricco di proprio (svincolato quindi dalla necessit\u00e0 e dal bisogno), senta lo stesso l\u2019irresistibile piacere di sottomettersi.<\/p>\n<p>De La Bo\u00e9tie ci spiega che i potenti sarebbero veramente poca cosa se non ci fossero pletore di servi pronti all\u2019obbedienza.<\/p>\n<p>Li vedi l\u00e0, auto immortalati nelle foto e guardandoli capisci che sono contenti, compiacenti per aver stipulato un rapporto perverso tra l\u2019uno, il forte e loro, i deboli.<\/p>\n<p>La loro debolezza si trasforma in assuefazione, giungendo persino ad a modificare il loro pensiero per poter giustificare il loro servilismo.<\/p>\n<p>Il fascino dell\u2019obbedienza \u00e8 molto diffuso, ma questi uomini si accontentano di poco, barattano la loro libert\u00e0 con sistemazioni precarie e sottopagate, con promesse di corsie privilegiate per ottenere favori; quindi la questione \u00e8 soprattutto psicologica, essi hanno una propensione naturale al servilismo, sono disposti a sottomettersi per poco pur di entrare nelle simpatie del potente.<\/p>\n<p>Non li condanno, &#8220;tengono famiglia\u201d, ed \u00e8 per questo che lancio loro un appello.<\/p>\n<p>Nel suo \u201cTrattato del ribelle\u201d Ernest Junger vuol convincere gli uomini che la resistenza ai potenti \u00e8 possibile e nasce dalla conquista della libert\u00e0 interiore:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;se le grandi masse fossero cos\u00ec trasparenti, cos\u00ec compatte fin nei singoli atomi come sostiene la propaganda dello Stato, basterebbero tanti poliziotti quanti sono i cani che servono ad un pastore per le sue greggi. Ma le cose stanno diversamente, poich\u00e9 tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale adire quegli esseri che non hanno dimenticato cos\u2019\u00e8 la libert\u00e0. E non soltanto quei lupi sono forti in se stessi, c\u2019\u00e8 il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettano le loro qualit\u00e0 alla massa e che il gregge si trasformi in branco. E\u2019 questo l\u2019incubo dei potenti&#8221;.<\/p>\n<p>Nessuno di noi si erge a moralista, a giudice, nessuna condanna senza appello, la verit\u00e0 \u00e8 che, pur tra i mille errori commessi, alcuni uomini conservino un\u2019 idea della politica come dignit\u00e0, speranza, capacit\u00e0 critica e soprattutto libert\u00e0.<\/p>\n<p>Credetemi non siamo tutti uguali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni riferimento a cose, persone e circostanze \u00e8 assolutamente voluto. 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