{"id":5532,"date":"2017-08-12T12:01:16","date_gmt":"2017-08-12T10:01:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.symmachia.it\/?p=5532"},"modified":"2017-08-12T12:03:42","modified_gmt":"2017-08-12T10:03:42","slug":"sicilia-il-sogno-di-chi-parte-lincanto-ritrovato-di-chi-torna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/?p=5532","title":{"rendered":"Sicilia: il sogno di chi parte, l&#8217;incanto ritrovato di chi torna"},"content":{"rendered":"<h4><em>di<\/em> Costanza Di Quattro*<\/h4>\n<p><strong>Eravamo ventitr\u00e9, lo ricordo perfettamente<\/strong>.\u00a0Ventitr\u00e9 bambini con gli occhietti sgranati e le orecchie ritte ad ascoltare. \u00a0La quarta elementare aveva quattro finestre di cui due guardavano la catena montuosa degli iblei e le altre due si aprivano davanti alla chiesa di San Vincenzo Ferreri, trionfo di rara bellezza barocca. \u00a0La maestra spiegava la geografia (sar\u00e0 questo il motivo per cui ancora oggi stento a distinguere il Giappone dalla Cina) e quando arriv\u00f2 in Lombardia disse\u00a0\u00a0&#8220;E adesso bambini ascoltate bene: il capoluogo di regione della Lombardia \u00e8 Milano, quando finirete di studiare a 18 anni se vorrete avere lavoro e tanto successo dovrete andare l\u00ec&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Ecco come nasce un mito, una leggenda o forse meglio dire una bugia. \u00a0<\/strong>Milano assurgeva nella generazione dei nati fra il 70 e 90 ad una moderna citt\u00e0 dei balocchi dove per balocco non si intende pi\u00f9 il gioco, la perdizione (viva Dio) o la distrazione dagli impegni bens\u00ec il successo.\u00a0Spasmodica e conturbante ricerca del successo. \u00a0Milano, la capitale della moda, \u00e8 anche la capitale dell&#8217;economia, dell&#8217;efficienza, del &#8220;lavoro guadagno, spendo pretendo&#8221; dei treni ad alta velocit\u00e0, delle metropolitane che corrono sotto terra veloci come talpe scatenate. \u00c8 la citt\u00e0 dell&#8217;happy hour, dello street food, dei tram, della fretta, delle bottigliette d&#8217;acqua a destra e della Luis Vitton a sinistra.\u00a0\u00c8 la citt\u00e0 che non dorme, che offre tanto e costa ancor di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Ma soprattutto \u00e8 la citt\u00e0 delle grandi Universit\u00e0.<\/strong>\u00a0Vai, studi, ti laurei, lavori, guadagni, ti sposi, fai figli che a loro volta seguiranno lo stesso andamento che, seppur frenetico, rimane sempre lento. \u00a0Eppure, o le maestre condizionavano meglio le scelte di quanto non facciano oggi, o la moda della fuga aveva preso anche i genitori, fatto sta che molti, moltissimi, troppi dei miei compagni all&#8217;inesorabile scadere della maturit\u00e0 fecero un biglietto, per lo pi\u00f9 di sola andata, e portarono un pezzo consistente di Sicilia al nord.<\/p>\n<p><strong>Nessuno mai disse loro<\/strong>: &#8220;Restate, c&#8217;\u00e8 tanto da fare, tanto da investire ma soprattutto tantissimo su cui sperare&#8221;.\u00a0Per lo pi\u00f9 i &#8220;milanesi&#8221; in pectore tornavano a Natale, Pasqua no perch\u00e9 piuttosto di gongolare alla sola idea delle impanate andavano a sciare e poi in estate, stanchissimi e molto infastiditi dalla lentezza dei siciliani.<\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0 al primo Natale facevano precedere<\/strong>\u00a0l&#8217;articolo determinativo al nome proprio di persona.\u00a0Pazienza: rarissime cose risultano insolenti e intollerabili ai siciliani come &#8220;la Costanza, il Marco, la Gianna, il Giuseppe&#8221;.\u00a0Il secondo Natale andava meglio, l&#8217;articolo era sparito ma aveva lasciato un po&#8217; di spazio all&#8217;accento e ai verbi tronchi &#8220;andiam, facciam, corriam&#8221;. Il terzo Natale era il migliore.\u00a0Intanto includeva la promessa del &#8220;ci vediamo a Pasqua&#8221; e poi si riaccennavano tonalit\u00e0 sicule, certo un po&#8217; violentate dalle vocali chiuse, ma pur sempre riemergenti.<\/p>\n<p><strong>La generazione che \u00e8 partita e<\/strong>, purtroppo come nella peggiore campagna di Russia non \u00e8 mai ritornata, \u00e8 la generazione a cui \u00e8 stato negato l&#8217;orgoglio della propria terra ed \u00e8 rimasto solo il pregiudizio. \u00c8 una generazione che ha perso la cultura della propria lingua e quindi, inevitabilmente, le radici della propria storia. \u00a0Io, per indolenza o forse per eccessivo slancio di cuore nei confronti del mio mondo, ho disertato l&#8217;invito all&#8217;esodo e sono rimasta ad aspettare ci\u00f2 che adesso, con sapiente saccenza e discreta ironia comincio, lentamente, a vedere.<\/p>\n<p><strong>E vedo che la crisi, come tutte le crisi,<\/strong>\u00a0ha sviluppato un grandissimo senso di capacit\u00e0 manageriale.\u00a0E vedo anche che in molti ritornano, finalmente, per investire. \u00a0Molto spesso allo stipendio fisso da ripartire in toto tra affitto, cibo e mezzi di trasporto, preferiscono l&#8217;azzardo dell&#8217;avventura imprenditoriale.\u00a0Si inventano e reinventano.\u00a0I migliori sfondano, gli altri tirano a campare ma almeno qui ci riescono.\u00a0E poi si ristorano guardando un cielo terso macchiato di pietre dorate che svettano sui campanili gialli, o tuffandosi nella pausa pranzo (che spesso vivevano sulla panchina di un tram) in un mare cristallino a pochi minuti da qualunque lavoro.<\/p>\n<p><strong>Ritornano come dopo una diaspora nel suolo paterno<\/strong>\u00a0perch\u00e9 mossi, chiss\u00e0, da un rimorso ancestrale; o forse da un richiamo lontano e potente che li artiglia per la gola. \u00a0E non si muovono da soli, no. I siciliani coinvolgono e incantano. Raccontano della Sicilia come di una terra misteriosa e segreta, nei loro occhi si riflette il mare, nei loro colori la luce di un sole prepotente, nelle loro movenze l&#8217;agio e le memorie di millenni di storia.\u00a0Raccontandosi, oltre a riportarsi in terra natia, si portano dietro un discreto e sempre crescente numero di milanesi o nordici in generale che, incantati dal mito, hanno deciso di scendere, come Annibale dalle montagne, e conquistare, benevolmente, i luoghi reconditi di Sicilia.<\/p>\n<p><strong>E cosi camminando fra vigneti e muri a secco<\/strong>, fra carrube e cavalieri, di tanto in tanto si intravede un casolare ristrutturato, una piscina azzurrissima, un campo da tennis, filari di buganvillea, roseti fra gli ulivi secolari e tanto, tantissimo ordine.\u00a0Sono le case di una nuova categoria, quella di chi vede nella Sicilia un luogo esotico e magico talmente magico da investirci su e comprare, ristrutturare, svernare e villeggiare.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 vero, sono un po&#8217; bizzarri.<\/strong>\u00a0A volte, arrivano in Sicilia come i conquistadores pieni di preconcetti ma poi si innamorano perdutamente di ogni cosa, anche di tutte quelle cose che per noi sono cos\u00ec scontate da risultare banali. Si stupiscono di tutto, si incantano come bambini, guardano alla ricotta come ad una divinit\u00e0 antropomorfa, al mare che lambisce la porta di casa come all&#8217;horror loci, alle vecchiette in chiesa come comparse di un film alla Pietro Germi. Sono teneri talune volte nel loro cercare di comprendere il siciliano o addirittura provare a parlarlo. Per loro \u00e8 tutto &#8220;pazzesco e straordinario&#8221;, ogni tanto lamentano un po&#8217; di inefficienza e rifuggono tenacemente la cosa pubblica preferendo il contatto con il privato, del resto come dargli torto.<\/p>\n<p><strong>A questi villeggianti moderni,<\/strong>\u00a0chic e solitari, va riconosciuto il coraggio di aver investito in una terra difficile e un grazie per avere scelto, con gusto, un triangolo di struggente bellezza e fascinosa armonia.<\/p>\n<p><strong>Le loro case sono magnifiche combinazioni d&#8217;arte<\/strong>\u00a0da nord a sud, svettano teste di moro piene di insalate di avocado, troneggiano sui candidi buffet sushi e scacce di pomodoro. \u00a0Il Cerasuolo di Vittoria va a braccetto con il Gewurtztraminer e il risotto alla milanese si abbraccia con l&#8217;arancino al rag\u00f9, come chiara testimonianza del fatto che siamo tutti figli della stessa madre. \u00a0A loro va l&#8217;indiscusso merito di amarci, a noi quello di saperci fare amare.\u00a0Restiamo quindi e se proprio vogliamo andare via quantomeno torniamo.\u00a0Perch\u00e9 al pessimista che, magari disperato, si ostina a sostenere che in Sicilia &#8220;Dio \u00e8 morto&#8221;, noi rispondiamo con disincantato ottimismo: &#8220;Ma non era risorto?&#8221;<\/p>\n<p><em>IlFoglio<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Costanza Di Quattro* Eravamo ventitr\u00e9, lo ricordo perfettamente.\u00a0Ventitr\u00e9 bambini con gli occhietti sgranati e le orecchie ritte ad ascoltare. \u00a0La quarta elementare aveva quattro finestre di cui due guardavano la catena montuosa degli iblei e le altre due si aprivano davanti alla chiesa di San Vincenzo Ferreri, trionfo di rara bellezza barocca. \u00a0La maestra&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":4006,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[78],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5532"}],"collection":[{"href":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5532"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5532\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5535,"href":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5532\/revisions\/5535"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4006"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5532"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5532"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5532"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}