{"id":5467,"date":"2017-05-08T14:08:04","date_gmt":"2017-05-08T12:08:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.symmachia.it\/?p=5467"},"modified":"2017-05-08T14:08:04","modified_gmt":"2017-05-08T12:08:04","slug":"pasqua-biancavilla-alla-ricerca-di-un-nuovo-ordine-e-di-maggiore-omogeneita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/?p=5467","title":{"rendered":"Pasqua Biancavilla, alla ricerca di un nuovo ordine e di maggiore omogeneit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Dino Laudani<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi venti anni la Pasqua biancavillese ha subito diverse metamorfosi, per gran parte positive, e che l\u2019hanno rilanciata dopo un lungo letargo: oggi \u2013 tuttavia \u2013 si rende necessario un nuovo ordine e maggiore omogeneit\u00e0.<br \/>\nIn effetti, fino a fine anni \u201990 del secolo scorso, le confraternite cittadine (per chi non lo ricordasse quelle: del SS. Sacramento, dell\u2019Annunziata, del Rosario, dei Bianchi, della Mercede, di S. Antonio e di S. Giuseppe) pur garantendo la continuit\u00e0 e la partecipazione alle funzioni religiose, avevano da tempo perso la pratica di vestire l\u2019abito tradizionale. Alle processioni si partecipava con abiti laici e con l\u2019abitino (il cd. medaglione) sul petto di ogni confrate.<br \/>\nAlle soglie del secondo millennio, la sensibilit\u00e0 mostrata da alcuni confrati (in particolare della confraternita dei Bianchi, a cui presto si unirono quelli del Rosario e della Mercede), consent\u00ec il ritorno all\u2019abito tradizionale. Per la prima volta, infatti, fu possibile rivedere i confrati con sacco, berretto, mozzetta e cingolo colorati.<br \/>\nLa bont\u00e0 dell\u2019intuizione fu colta anche dall\u2019amministrazione comunale del tempo che, non si fece scappare l\u2019occasione, e forn\u00ec ad ogni confraternita un congruo numero di abiti tradizionali da fare indossare ai propri confrati in occasione delle processioni pasquali.<br \/>\nIl ripristino del vestiario segna senza dubbio una importante inversione di tendenza che ha certamente influito sugli anni futuri e in particolare su quanto accaduto nel 2004; anno in cui, per la prima volta, aderivano ad una confraternita (nello specifico a quella del Rosario) circa venti giovani con il preciso scopo di riportare a spalla il simulacro del Cristo alla Colonna durante la processione serale del Venerd\u00ec Santo.<br \/>\nIl ritorno a spalla del Cristo alla Colonna e la presenza di giovani in una confraternita cittadina fu di tale impatto che in concomitanza alla notizia della formazione del gruppo del Rosario, si costitu\u00ec un altro gruppo, in chiesa Madre, di supporto alla confraternita del SS. Sacramento, il quale scelse di riportare a spalla la Torcia lignea ed in seguito anche il Cristo Morto.<br \/>\nLe ripercussioni di queste novit\u00e0 furono tali che gi\u00e0 dal 2005 tornarono a spalla il simulacro dell\u2019Ecce Homo \u2013 grazie al gruppo giovani confrati dell\u2019Annunziata \u2013 seguito nel 2006 dal Cristo con la Croce, con il gruppo dei giovani confrati della Mercede.<br \/>\nVia via anche le altre confraternite \u2013 grazie ad una sana emulazione \u2013 hanno aperto ai giovani: cos\u00ec nel 2009 \u00e8 stata la volta di San Giuseppe sino ad arrivare nel 2010, anno in cui \u00e8 stata fondata una nuova confraternita, quella del Crocifisso Risorto con sede nella chiesa dell\u2019Idria.<br \/>\nAltri eventi e novit\u00e0 hanno segnato questi anni, tra cui la formazione di alcune associazioni religiose che per certi versi sono entrate in contatto con le antiche confraternite: innanzitutto il Circolo San Placido, composto \u2013 almeno in origine \u2013 dai giovani non ammessi dalla confraternita del SS. Sacramento ed, in ultimo (2017), l\u2019associazione Ecce Homo, nata presso la parrocchia Annunziata a seguito di un lungo tira e molla con la confraternita, dimostratasi incapace di aprirsi ad un vero ricambio generazionale.<br \/>\nIn proposito vale fare una precisazione che \u2013 preciso sin d\u2019ora \u2013 non vuole essere polemica.<br \/>\nLa nascita del Circolo San Placido \u00e8 legata al culto del nostro Patrono. Gli stessi membri, tuttavia, hanno da sempre offerto la propria disponibilit\u00e0, in occasione delle processioni pasquali, a favore della confraternita del SS. Sacramento per portare il simulacro del Cristo Morto e la Torcia, vestendo per l\u2019occasione le insegne della confraternita.<br \/>\nCi\u00f2 non \u00e8 successo in occasione dell\u2019ultima Pasqua, in \u201ccasa Annunziata\u201d, dove i membri della nuova associazione, hanno portato in processione il simulacro dell\u2019Ecce Homo, con un abito \u201cproprio\u201d, privando di fatto la confraternita del ruolo che ha esercitato sin dalla sua fondazione nel lontano 1656. Sia ben inteso! Nessun abuso: la confraternita ne era a conoscenza.<br \/>\nIl fatto \u2013 a mio modestissimo parere \u2013 \u00e8 di per s\u00e9 grave. Non credo a chi parla di arricchimento quando nasce una nuova realt\u00e0 ecclesiale. Ci\u00f2 spesso \u00e8 servito a creare esclusivamente nuovi spazi da gestire in autonomia, come fatto del resto anche nella storia dalle stesse confraternite. Tuttavia, quando accadeva questo, la nuova realt\u00e0 creava una peculiarit\u00e0 propria (introducendo un nuovo Mistero, ad esempio) e non impoveriva o escludeva dalla tradizione una gi\u00e0 presente.<br \/>\nNel caso dell\u2019Annunziata, invece, la nascita di un\u2019associazione dedicata all\u2019Ecce Homo, pur essendo legittima e degna della massima considerazione, rappresenta un impoverimento per la confraternita che \u00e8 presente in quella chiesa da quasi 400 anni, con il ruolo di servire e portare in processione, tra l\u2019altro, il Cristo martoriato \u2013 al Venerd\u00ec Santo \u2013 e la Madonna durante la Domenica di Risurrezione.<br \/>\nLa questione appena accennata, \u00e8 solo una delle tante che andrebbero affrontate, come quella discutibile \u2013 perch\u00e9 frutto di estemporaneit\u00e0 e unilateralit\u00e0 \u2013 di portare in processione anche le consorelle. Il sottoscritto non \u00e8 contrario \u2013 sia ben inteso \u2013 tuttavia, queste scelte vanno affrontate collegialmente e in comunione con il clero, in un\u2019ottica di rinnovamento condiviso e programmato.<br \/>\nIn conclusione ne viene fuori un quadro complesso ed in cui i nostri \u201cpastori\u201d insieme alle confraternite sono chiamati, dopo questi anni di crescita spesso disordinata del fenomeno confraternale, a creare le premesse per un nuovo ordine e ad una maggiore omogeneit\u00e0.<br \/>\nL\u2019importanza di quanto detto sta, altres\u00ec, nel fatto che i nostri riti pasquali sono talmente unici nel loro genere, da aver meritato \u2013 \u00e8 un unicum per Biancavilla \u2013 l\u2019iscrizione nel Registro delle Eredit\u00e0 Immateriali istituito dalla Regione Siciliana, sotto l\u2019alto patrocinio dell\u2019UNESCO.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Dino Laudani Negli ultimi venti anni la Pasqua biancavillese ha subito diverse metamorfosi, per gran parte positive, e che l\u2019hanno rilanciata dopo un lungo letargo: oggi \u2013 tuttavia \u2013 si rende necessario un nuovo ordine e maggiore omogeneit\u00e0. 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