{"id":5383,"date":"2017-02-05T11:51:54","date_gmt":"2017-02-05T10:51:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.symmachia.it\/?p=5383"},"modified":"2017-02-05T13:01:30","modified_gmt":"2017-02-05T12:01:30","slug":"sputate-al-re","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/?p=5383","title":{"rendered":"Sputate al Re!"},"content":{"rendered":"<p>Mi guardo attorno ed \u00e8 domenica mattina, a colazione io e il babbo ascoltiamo Strauss, compositore viennese che visse a cavallo dell\u2019800 ma non \u00e8 delle sue sinfonie, le quali sembrano ragnatele di luce che si diramano negli arti, che voglio discutere. Una mia amica, subito dopo la colazione, mi chiede se ricordo a quale canzone assomigli la nuova di J-ax e Fedez; s\u00ec proprio cos\u00ec. Le pare di ricordare un vecchio motivo di una canzone degli ex articolo 31, di cui Alessandro Aleotti (in arte J-ax) era la voce e l\u2019anima. Io cerco di ascoltarla, ma proprio non ci riesco.<\/p>\n<p>Premetto che da ragazzina per me J-Ax era un vero <em>artista<\/em>, uno di quei ragazzi pieni di sogni che venivano dalle strade. Loro sanno cos&#8217;\u00e8 la vita, l\u2019hanno affrontata chiss\u00e0 quante volte. Anch&#8217;io, anche la mia generazione, proviene dalle strade e con ci\u00f2 non voglio dire che non avevamo una casa, un tetto sicuro o una famiglia ad aiutarci quando ci mettevamo nei guai. Venire dalle strade (e non dalla strada) significa che tu hai giocato, vissuto, lottato, sognato, imparato fuori, urlato, cantato&#8230; ti sei ribellato&#8230; a contatto con la tua realt\u00e0, a contatto con il tuo spazio l\u00e0 fuo<a href=\"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/shintaro-ohata-illustratore-3d-giapponese05.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5384 alignright\" src=\"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/shintaro-ohata-illustratore-3d-giapponese05-300x230.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/shintaro-ohata-illustratore-3d-giapponese05-300x230.jpg 300w, https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/shintaro-ohata-illustratore-3d-giapponese05-600x461.jpg 600w, https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/shintaro-ohata-illustratore-3d-giapponese05-480x369.jpg 480w, https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/shintaro-ohata-illustratore-3d-giapponese05.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>ri: il tuo quartiere. Ricordo le ginocchia sbucciate, le biciclette investite, le prime storie da scrivere, la voglia di poter sbagliare e capire da soli cos&#8217;\u00e8 giusto e cosa no.<\/p>\n<p>Oggi per strada ci sono solo pochi ragazzini, quasi tutti hanno gi\u00e0 in mano uno smartphone e aspettano, chiss\u00e0 cosa poi. Noi, noi non aspettavamo nulla, avevamo premura di conoscere, di correre, c\u2019era fortunatamente ancora qualcuno che ci insegnava a ribellarci e non perch\u00e9 andava di moda l\u2019alternativo, anzi! Oggi va di moda essere alternativi, vestirsi come straccioni ma con roba firmata che costa un botto, ed io che pensavo che era per riuscire a spendere i soldi in altro (cd, libri, cinema, teatro, concerti, sports, hobbies), insomma per nutrirsi quell&#8217;accumulo cerebrale in testa (o vedi anche: cervello).<\/p>\n<p>Ricordo di aver passato tutta la mia adolescenza a provocare. \u201cA scuola non ti puoi truccare\u201d e andavo imbrattandomi di nero come Marylin Manson perch\u00e9 volevo che tutti vedessero le mie ombre e non solo la mia luce. \u201cA scuola devi far attenzione e ricordarti di fare quello che ti diciamo\u201d e ascoltavo il canto del vento dalla finestra, pensando a cosa intavolare a casa, a come finire la storia che gi\u00e0 avevo in mano. \u201cA scuola devi ascoltare l\u2019insegnate\u201d e le sue frustrazioni, di insegnanti l\u00e0 fuori ne ho conosciuti davvero pochissimi. &#8220;A scuola devi dare il massimo&#8221; e a casa approfondivo la vita, le storie, cercavo la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Quando incontro con lo sguardo un ragazzino con il cuore in mano e non con il telefonino (lo si riconosce dalla schiena dritta ed il sorriso non ancora plastificato in faccia), sorrido anch\u2019io e credo che anche se la societ\u00e0 voglia incanalarci in un modo virtuale, artificiale, fasullo\u2026 l\u00e0 fuori, di notte, ci sar\u00e0 comunque un ribelle a tenere accesa la fiamma, per tutti. Ci sar\u00e0 sempre un <em>angelo<\/em> a cui brucia lo stomaco per la paura e che deve continuare a perseverare per se stesso, perch\u00e9 sa che dimostrare qualcosa ai professori, ai genitori, ai social o chiss\u00e0 a chi altri\u2026 non serve a nulla e non ne rimarr\u00e0 nulla\u2026 ma se invece si concentra su di s\u00e9, se dimostra a se stesso di essere pronto a superare qualsiasi barriera imposta e allarga sempre pi\u00f9 i suoi orizzonti\u2026 beh, allora, avr\u00e0 scelto la strada pi\u00f9 dura, in cui non si vince niente, solo tempo e libert\u00e0. Vi pare poco?<\/p>\n<p>Oggi ci hanno tolto il tempo, il pensare, il poter essere anche sfumature. Ci chiedono di credere, ma a cosa? Se ignoriamo il nostro punto di partenza\u2026 il quartiere&#8230; come possiamo poi alzarci un giorno e cambiare la nostra Sicilia?<\/p>\n<p>Ho smesso di guardare la televisione in terza media (seguivo raramente solo alcuni programmi musicali) e ringrazio quella ragazzina ribelle per avermi dato tutto il tempo per pensare da me. Per sognare, per studiare davvero, per conoscere tantissime persone, per essere stata tante individualit\u00e0 e nemmeno una, per avermi fatto imparare che il cuore ti salva sempre. Tornando a J-Ax, che per me alle medie era un <em>vero<\/em>, l\u2019antidoto contro i Blue (gruppo lagnosissimo e commerciatissimo), tornando a quella musica penso: c\u2019\u00e8 chi ha venduto l\u2019anima al quel diavolo di usa e getta televisivo, vedi Morgan (Bluvertigo) o ancora Manuel Agnelli (Afterhours)\u2026 ma che hanno lasciato comunque un gran segno nella vita di una bambina, ve lo mostro:<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YBDHf-KoYxI?list=RDYBDHf-KoYxI\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><em>&#8220;Quella tv, conosco sempre pi\u00f9 gente che la spegne\u2026 c\u2019era una storia in mezzo ai libri studiati la mia generazione sapr\u00e0 presto qual \u00e8, che piaceva tanto ai miei antenati e piace tanto tanto anche a me\u2026 sputate al re!&#8221;<\/em><\/p>\n<p>La canzone si ispir\u00f2 sicuramente alla favola <em>I vestiti nuovi dell\u2019imperatore<\/em> (favola danese a cui io ero affezionata tantissimo) scritta da Hans Christian Andersen (che fa ancora parte della mia infanzia).<\/p>\n<p>E voi quale cose ricordate della vostra? I sogni sono quelli che non moriranno mai. Concludo con una citazione di Andersen, che sia per ognuno un punto di partenza verso il risveglio della propria intelligenza:<\/p>\n<p>\u201cNon importa che sia nato in un recinto d&#8217;anatre: l&#8217;importante \u00e8 essere uscito da un uovo di cigno.\u201d<\/p>\n<p>Questo articolo lo dedico a quei ragazzi a cui \u00e8 stato proibito il conoscere! Ricordate sempre: chi cerca, trova! Chi scava dentro sar\u00e0 libero!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi guardo attorno ed \u00e8 domenica mattina, a colazione io e il babbo ascoltiamo Strauss, compositore viennese che visse a cavallo dell\u2019800 ma non \u00e8 delle sue sinfonie, le quali sembrano ragnatele di luce che si diramano negli arti, che voglio discutere. 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