{"id":5255,"date":"2017-01-09T13:24:23","date_gmt":"2017-01-09T12:24:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.symmachia.it\/?p=5255"},"modified":"2017-01-09T22:57:19","modified_gmt":"2017-01-09T21:57:19","slug":"5255-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/?p=5255","title":{"rendered":"La peggiocrazia adranita"},"content":{"rendered":"<p style=\"color: #000000; font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px;\">Diciamocelo pure chiaramente. Politici e amministratori locali sono lo specchio fedele della societ\u00e0 che rappresentano. Uno straordinario esempio di corrispondenza tra rappresentati e rappresentanti. Ovviamente, esistono delle aree di non sovrapposizione che, per\u00f2, non riescono a fare breccia in questo coerente schema. La nostra democrazia comunale, seppur con l\u2019importante modifica dell\u2019elezione diretta del sindaco (introdotta nel \u201993), non ha certamente partorito esempi virtuosi. Se ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto, la principale causa \u00e8 da imputare all\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019elettorato di scegliere per il meglio, pur nell\u2019ambito della limitata offerta. D\u2019altronde: \u201cSi vuole sempre il proprio bene, ma non sempre lo si vede \u2026\u201d (J. J. Rousseau). La conquista del potere di scegliere direttamente la persona cui affidare le sorti della propria citt\u00e0, non ha prodotto gli effetti sperati, perch\u00e9 \u00e8 mancata la capacit\u00e0 di valutare le reali qualit\u00e0, l\u2019affidabilit\u00e0 personale e il programma del candidato sindaco. Anzi, tali \u201ccarenze percettive\u201d, unite alle condizioni di bisogno di tanti elettori, hanno favorito la personalizzazione della politica attorno al potere di soggetti dediti, talvolta in modo spregiudicato, alla creazione di strutture di consenso personale, con la promessa \u2013 peraltro raramente mantenuta \u2013 di alimentare gli appetiti di ogni possibile clientela. E, purtroppo, di fronte ad un corpo sociale e politico \u201cacerbo\u201d, chiuso a riccio sugli egoismi di ognuno, privo ancora del minimo sindacale di senso civico, non c\u2019\u00e8 legge, elettorale o non, che possa fare miracoli. In tal modo, non siamo riusciti ad avere un primo cittadino che abbia mai realmente assunto il ruolo di guida di un processo complesso di riconsiderazione della nostra identit\u00e0 e delle prospettive di sviluppo del nostro territorio.<\/p>\n<p style=\"color: #000000; font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px;\">I nostri amministratori non si sono mai posti, n\u00e9 avrebbero potuto, il dilemma della scelta: limitarsi a lasciar andare la barca, rispondendo alle emergenze, minimizzare i danni, e assicurarsi la piccola quota di autonomia decisionale e di risorse finanziarie necessarie per la propria sopravvivenza; oppure rinunciare a ci\u00f2 e mettere le mani nella macchina amministrativa per migliorare l\u2019efficienza degli apparati, vista la necessit\u00e0 del recupero di quote crescenti di risorse finanziarie direttamente da parte del Comune. E\u2019 chiaro che, in quest\u2019ultima ipotesi, sarebbero state necessarie delle capacit\u00e0 realizzative non indifferenti ed una forte volont\u00e0 politica, visto lo scontro che si sarebbe generato con i burocrati e i mal di pancia di molti cittadini che non avrebbero capito, almeno nell\u2019immediato, il perch\u00e9 di tale sommovimento. Non ci sono, infatti, abituati. Allora meglio darsi la mano e assecondare i propri istinti conservatori. Ognuno al posto suo. Al diavolo l\u2019efficienza, i servizi e il risanamento finanziario. L\u2019importante \u00e8 prendersi cura delle proprie masserizie. Politici e burocrati uniti da un tacito patto di non belligeranza, contro ogni prospettiva futura.<\/p>\n<p style=\"color: #000000; font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px;\">La semplice presa d\u2019atto del consiglio comunale, peraltro infarcita d\u2019una retorica abominevole, della necessit\u00e0 di un piano di riequilibrio finanziario \u201csuggerito\u201d dalla Corte dei conti, che, di fatto, sancisce la nostra bancarotta, s\u2019inserisce appieno nello scenario di perenne presentificazione in cui si muovono gli amministratori (il dissesto finanziario \u00e8 sempre meglio farlo dichiarare da chi verr\u00e0). L\u2019assenza di un progetto politico e l\u2019ossessione per il loro immediato futuro, li pone, infatti, in una condizione di sudditanza rispetto ai vertici o ai semplici addetti delle strutture tecniche interne. E\u2019 necessario l\u2019appoggio dei tecnici per il proprio, personalissimo, futuro. E\u2019 cos\u00ec che il non governo della cosa pubblica carica la collettivit\u00e0 di ingenti costi finanziari e sociali riducendo, quasi azzerandoli, i margini di ogni azione amministrativa prossima.<\/p>\n<p style=\"color: #000000; font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px;\">In quest\u2019abisso, per\u00f2, la peggiocrazia potrebbe trovare degli ostacoli alla sua perpetuazione. La crisi finanziaria del Comune metter\u00e0, infatti, a rischio il finanziamento di molti piccoli privilegi che hanno alimentato il consenso sino a oggi. Se non ci sono incarichi da distribuire, se non \u00e8 possibile favorire gli amici negli acquisti, nei piccoli lavori e nell\u2019affidamento di servizi, a causa della necessit\u00e0 del contenimento della spesa, \u00e8 probabile che il sostegno alla peggiocrazia venga meno. I due gruppi sociali che potrebbero essere, al tempo stesso, gli artefici e i primi beneficiari del cambiamento sono i giovani e le donne. I primi potrebbero essere motivati dal fatto di trovarsi a pagare il conto di un banchetto a cui non hanno partecipato. D\u2019altronde, sanno di non poter pi\u00f9 godere dei privilegi dei loro padri (a parte qualche giovane dalle tradizioni irriducibili). Lo stesso vale per le donne. La loro presenza non pu\u00f2 pi\u00f9 essere accettata come elemento decorativo. Grazie alle \u201cquote rosa\u201d potranno rivendicare con forza i loro diritti, ed entrare nel merito dei problemi. Le donne mostrano spesso pi\u00f9 coraggio e capacit\u00e0 realizzative degli uomini. Entrambi, i giovani e le donne, hanno ben poco da perdere e tanto da guadagnare da un cambiamento di rotta. Proprio loro potrebbero spezzare il circolo vizioso del clientelismo che genera impoverimento e barbarie civile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diciamocelo pure chiaramente. Politici e amministratori locali sono lo specchio fedele della societ\u00e0 che rappresentano. Uno straordinario esempio di corrispondenza tra rappresentati e rappresentanti. Ovviamente, esistono delle aree di non sovrapposizione che, per\u00f2, non riescono a fare breccia in questo coerente schema. 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