{"id":4892,"date":"2016-03-24T02:03:28","date_gmt":"2016-03-24T01:03:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.symmachia.it\/?p=4892"},"modified":"2016-03-26T15:05:19","modified_gmt":"2016-03-26T14:05:19","slug":"il-critico-pippo-pappalardo-il-fotografo-deve-essere-bravo-a-sintetizzare-la-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/?p=4892","title":{"rendered":"Il critico Pippo Pappalardo: &#8220;il fotografo deve essere bravo a sintetizzare la realt\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;La fotografia \u00e8 una rappresentazione nelle mani dell&#8217;autore, prende spunto dalla realt\u00e0, ma la realt\u00e0 non appartiene all&#8217;autore. Il fotografo deve essere bravo a sintetizzare la realt\u00e0 e a darne comunicazione agli altri&#8221;. Sono le parole di Pippo Pappalardo, avvocato catanese, critico fotografico e storico della fotografia, e da qualche anno pure docente della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF). Pappalardo \u00e8 intervenuto a Biancavilla in occasione dell&#8217;importante evento culturale che ha visto la presentazione del book fotografico &#8220;Pasqua tra la gente dell&#8217;Etna: i Riti di Biancavilla&#8221;, curato al direttore di &#8220;Symmachia&#8221;, il giornalista Vincenzo Ventura, all&#8217;intero di una gremita chiesa del Rosario.<\/p>\n<p>Pubblichiamo, a seguire, l&#8217;intervento integrale di Pappalardo, inserito all&#8217;interno del book fotografico.<\/p>\n<p><strong>Namast\u00e9<\/strong><br \/>\n<strong>(l\u2019augurio ind\u00f9 con il quale si saluta nell\u2019altro la divinit\u00e0 che si possiede)<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_4894\" aria-describedby=\"caption-attachment-4894\" style=\"width: 169px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/il-critico-pippo-pappalardo-il-fotografo-deve-essere-bravo-a-sintetizzare-la-realta\/12895429_1710813155869926_670055517_n\/\" rel=\"attachment wp-att-4894\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4894 size-medium\" src=\"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/12895429_1710813155869926_670055517_n-169x300.jpg\" alt=\"12895429_1710813155869926_670055517_n\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/12895429_1710813155869926_670055517_n-169x300.jpg 169w, https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/12895429_1710813155869926_670055517_n-281x500.jpg 281w, https:\/\/symmachia.giuseppefoco.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/12895429_1710813155869926_670055517_n.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4894\" class=\"wp-caption-text\">Pippo Pappalardo a Biancavilla<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mia madre mi narrava che il giorno di Pasqua si \u201cscioglieva\u00a0la Gloria\u201d, e parenti e vicini, avvertendo il suono delle\u00a0campane a festa, si precipitavano per strada, cercando\u00a0quella riconciliazione che era gi\u00e0 nell\u2019aria e nel pentimento dei loro\u00a0cuori. Il tempo, insomma, era pieno, maturo, l\u2019attesa poteva finire,\u00a0e una nuova disponibilit\u00e0, e una diversa apertura nella corazza dei\u00a0sentimenti, invitava all\u2019incontro, al sorriso, al pensare positivo come\u00a0direbbero i moderni psicologi.<br \/>\nIn realt\u00e0, pi\u00f9 semplicemente, nelle chiese, erano state sciolte le corde che pendevano dai\u00a0batacchi delle campane. Quelle campane, per\u00f2, erano state silenziose per una settimana,\u00a0liturgicamente obbedienti alla regola che imponeva loro il tempo del silenzio e del lutto.<br \/>\nOra esplodevano sonore, insieme alle gemme degli alberi, alle verdure nell\u2019orto, al\u00a0richiamo dei pulcini e degli agnelli.<br \/>\nBambino, intanto, chiedevo ai volti sorrridenti degli adulti, la ragione di tanto\u00a0sconvolgimento e, per tutta risposta, loro mi afferravano per le orecchie e mi sollevavano\u00a0al ritmo di \u201cCrisci, crisci, c\u00e0 u Signuri abbrivirisci\u201d: Il dolore era decisamente forte, eppure\u00a0chiedevo che il gioco continuasse ancora e, addirittura, che fosse partecipato agli altri bimbi.<br \/>\nInvero, troppi segni intorno a me, troppi misteri alla luce di un sole che era ritornato\u00a0tiepido e privo di ombre ma rimaneva pur sempre silenzioso.<br \/>\nCos\u2019era accaduto di tanto straordinario?<br \/>\nDonne e uomini, all\u2019interno della loro comunit\u00e0 familiare come all\u2019interno del loro\u00a0gruppo religioso, si erano confrontati con il grande mistero della loro esistenza: avevano\u00a0contemplato il senso della morte, Ed al nascondimento di questo pensiero, ad un velo\u00a0sulla problematicit\u00e0 della loro fede, al seppellimento della memoria, all\u2019agonia di ogni\u00a0uomo eternamente sofferente, avevano scelto di guardare \u201cal volto dell\u2019altro\u201d cercandone<br \/>\nla Gloria, ovvero il riconoscimento dell\u2019immanenza della divinit\u00e0, la constatazione che\u00a0quella sofferenza non era stata vana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa scelta, drammatica quanto naturale, comportava, ormai, una stretta di mano,\u00a0un abbraccio, un movimento \u201ccercato per dono\u201d. Perch\u00e9 non ci sarebbe stata pace senza\u00a0perdono, non ci sarebbe stato perdono senza giustizia: ognuno ne era consapevole ma\u00a0troppo debole era la cultura di cui si erano imbevuti per sorreggere questo percorso.<br \/>\nOccorreva il tempo forte della Domenica di Pasqua, occorreva aver percorso\u00a0quel\u2019itinerario che dalla Crocifissione conduce al Sepolcro, magari insieme a delle donne,\u00a0possibilmente guidati da un angelo.<br \/>\nAltri luoghi, nei secoli, erano stati trovati, elaborati, cercandoli nel mito, affiancandoli\u00a0ai ritmi della natura, manifestandoli nelle pi\u00f9 raffinate teatralit\u00e0, partecipandoli\u00a0collettivamente. Solo il tempo nuovo della Festa pasquale \u00e8 riuscito a trasformare l\u2019\u2019esigenza\u00a0collettiva di un bisogno di serenit\u00e0 con il riconoscimento tutto personale della necessit\u00e0\u00a0di vedere il mondo con occhi nuovi per cieli nuovi.<br \/>\nIo, per intanto, vivevo con le orecchie doloranti la mia Passione, quella Passione\u00a0secondo me, che poi ciclicamente ha scandirto il tempo cronologico della mia vita, ed il\u00a0tempo lungo della mia speranza.<br \/>\nE, paradossalmente, tutto \u00e8 ancora qui, \u201cdavanti ai nostri occhi, davanti ai nostri\u00a0cervelli, davanti ai nostri cuori\u201d, direbbe Cartier-Bresson, nonostante le riforme liturgiche,\u00a0i tradimenti e il non rispetto delle tradizioni, nonostante, perfino, i nostri capelli bianchi.<br \/>\nE dovremmo aggiungere, nonostante quanto si sia scritto, intorno alle feste religiose in\u00a0Sicilia, e della Settimana Santa, in particolare.<br \/>\nE ancora, nonostante quanto si sia fotografato intorno alla Settimana Santa, anzi alle\u00a0Settimane Sante. E non perch\u00e9 le settimane siano cresciute di numero quanto perch\u00e9\u00a0questo tempo sacro ognuno l\u2019ha visssuto e lo contniua a vivere secondo il proprio sentire\u00a0che nel tempo modifica i suo segni e perfino i suoi protagonisti.<br \/>\nLe pregevoli operazioni dei grandi fotografi siciliani, e dei letterati che a loro si sono\u00a0accompagnati, hanno indubbiamente lasciato una traccia su chi la Settimana continua a\u00a0vivere ed interpretare.<br \/>\nScianna, Leone, Minnella, e con loro Sciascia, Bufalino, Buttitta. sono nomi che\u00a0ritualmente rimemoriamo tutte le volte che ci accostiamo, fotograficamente, a questi temi.<br \/>\nEppure le foto raccolte in questa pobblicazione ci inducono ad una ulteriore\u00a0considerazione: quell\u2019impagabile patrimonio spirituale prima, culturale dopo, ma anche\u00a0artistico e folklorico, che le Settimane Sante in Sicilia portano con s\u00e9, non sarebbe nulla se\u00a0non ci fosse un riflesso, un pendant, nella compenetrazione e identificazione del popolo\u00a0siciliano con la loro liturgia e teatralit\u00e0 insieme.<br \/>\nSotto i vostri occhi, ecco lo sguardo di giovani e adulti, di fotoamatori e di professionisti\u00a0fotografici di Biancavilla, Si sono volutamente lasciati coinvolgere in una rappresentazione\u00a0ulteriore, quella fotografica e, pertanto, di volta in volta, hanno tentato di esprimere la\u00a0loro idea sulla Festa; sono stati testimoni, narratori, creatori di un evento che conoscono\u00a0dalla loro infanzia. Hanno fotografato i loro parenti, i loro amici, i loro compaesani, la loro<br \/>\ncomunit\u00e0. E, con essa, i \u201csegni\u201d che conoscono da sempre.<br \/>\nConoscono l\u2019Addolorata, il suo silenzio, il suo cammino verso l\u2019omu bbonu, quel figlio\u00a0che Lei sa innocente e di cui custodisce il mistero di salvezza, sua e nostra; ma, \u201cpertransivit\u00a0gladius\u201d suona lo \u201cStabat mater\u201d e allora meglio assistere in cordoglio questi altri figli che\u00a0si stringono attorno a lei fiduciosi del suo \u201cfiat\u201d.<br \/>\nConoscono i Misteri che teatralmente, lungo la strada dei Santi, in una sublime quanto\u00a0ingenua mimesis rirpropongono pi\u00f9 realisticamente il senso della passione, quasi ci fosse\u00a0bisogno di ricordare la sofferenza, l\u2019ingiustizia, il senso di vuoto e di assenza.<br \/>\nConoscono, pure e per\u00f2, una profonda verit\u00e0 che la loro fede, prima che la loro\u00a0devozione, gli fatto sperimentare: l\u2019uomo \u00e8 ancora e sempre capace di Dio, ne conosce il\u00a0sentire e l\u2019immagine. Occorre solo che l\u2019anghelos della Domenica, volando sul frutto della\u00a0natura e del lavoro dell\u2019uomo \u2013 fresche, roride, semplici \u201cfaviane\u201d \u2013 annunci, risolutamente\u00a0cercata \u2013 la Pace, la riconciliazione che altro non \u00e8 che il riconoscimento che tutto si \u00e8<br \/>\ncompiuto, tutto \u00e8 venuto alla luce.<br \/>\nI fotografi, allora, oltrepassano la linea di frontiera della loro camera scura e penetrano\u00a0nella luce nuova di una camera chiara dove ormai non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 posto per l\u2019iconografia\u00a0didascalisca o precettistica ma solo il tempo e lo spazio pr lo splendor veritatis.<br \/>\nE sciogliamoci nella \u201cpaci\u201d del Gloria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La fotografia \u00e8 una rappresentazione nelle mani dell&#8217;autore, prende spunto dalla realt\u00e0, ma la realt\u00e0 non appartiene all&#8217;autore. 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