Riprendiamoci la speranza

in Riflessioni di

E’ possibile parlare di etica in politica? Il dibattito, a livello nazionale, è stato aperto dal noto articolo di “Famiglia Cristiana” del 15 agosto scorso. Secondo il giornale dei paolini “mancano persone capaci di offrire obiettivi condivisi e condivisibili. Non esistono programmi di medio e lungo termine. Non emerge un’idea di bene comune.” E’ possibile calare questo acceso dibattito anche nella realtà di Adrano? Certamente sì.

L’elezione dell’attuale Sindaco era stata salutata come momento di rinascita e di cambiamento, cioè come passaggio da una logica clientelare ad una logica diversa, qualitativamente diversa. Il senso di sconfitta, percepito da molti sostenitori della nuova Amministrazione, manifesta il disagio per quel cambiamento non realizzato. Purtroppo, bisogna riconoscere che, presi dall’entusiasmo per la possibilità del riscatto e della liberazione, si dimenticava che questo gruppo era il supporto vitale del precedente governo della città. I metodi, i modi, la ricerca del consenso attraverso logiche spartitorie si rivelano essere quelle del passato (vedi vicenda “Celad – La villetta”). L’incapacità che fa più specie è da parte di questi politici di guardare ad una realtà sociale che non sia soltanto il piccolo recinto degli impiegati comunali o al massimo del Consiglio comunale, scambiando la realtà vera con quella osservabile solo all’interno del recinto. E’ osservabile, anche, un’altra emergenza: la legalità. Lo scoramento e la delusione sono davanti agli occhi di tutti e si colgono, in forme precise, nella mancata, tardiva e non adeguata reazione ad un fatto di cronaca di estrema gravità: una manifestazione di protesta contro un poliziotto. D’altro canto, che cosa si ci può aspettare di diverso da parte di cittadini abituati a vivere nell’illegalità?

Ipocritamente, la reazione dei politici di Adrano è della serie “Tutto il mondo è paese”, “Questi fatti accadono ovunque”.O mentono, sapendo di mentire o sono cretini. E’ evidente che la risposta è nella prima osservazione. Non è possibile che nessuno si accorga di quello che accade nel centro del paese e nelle periferie: macchine a tutto gas, motorini con conducenti senza casco, parcheggi selvaggi, invasione sistematica dei marciapiedi da parte di alcuni esercizi commerciali, ecc.

Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. Come si è giunti a tanto degrado? E’ vero che tutto ciò è anche il prodotto ultimo di un estremo individualismo che ha generato la mercificazione dell’etica pubblica. Ma non solo, la subordinazione dell’idea del bene comune ai vantaggi personali e individuali da perseguire a tutti i costi.

Tutto ciò, ovviamente, ha come conseguenza il crollo del senso del dovere e una società ripiegata sull’egoismo individuale. Allora tutto è perduto? Le considerazioni e l’osservazione della realtà farebbero credere di sì! Ma è perduto il desiderio di giustizia, di legalità, il desiderio di una realtà diversa e migliore in cui vivere? Stessi sentimenti erano affiorati durante l’eclissi di civiltà della precedente Amministrazione, eclissi che aveva generato tra la gente qualcosa di unico, l’afflato di libertà, la cacciata del tiranno, il senso comunitario, il sentirsi parte di un progetto volto al riscatto e al miglioramento. E se oggi ripartissimo da lì?

Antonio Cacioppo

Dal 3° numero del giornale “SYMMACHIA”