La Corte d’Appello di Catania scrive una significativa pagina di giurisprudenza: i giudici catanesi hanno riconosciuto il diritto dell’adottato a conoscere le proprie origini. Si tratta di una importante svolta, destinata ad aprire a concrete opportunità per i figli adottati di chiedere di conoscere l’identità dei propri genitori biologici.
Ciò si è reso possibile grazie al lavoro minuzioso dell’avvocato Maria Rosa Petronio, biancavillese, che, nei mesi scorsi, ha presentato l’istanza di un suo assistito, in virtù di un diritto già riconosciuto dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu).
L’avvocato Petronio, insomma, è riuscita in una grande battaglia che si inserisce inevitabilmente nel panorama nazionale del Diritto di Famiglia. Abbiamo contatto telefonicamente il legale biancavillese per capire come si è giunti a questo riconoscimento.
“La Corte d’Appello, sezione Famiglia del Tribunale di Catania, ha accolto una nostra istanza di un figlio adottato che ha chiesto di conoscere le sue origini – spiega l’avvocato Maria Rosa Petronio – in questo modo si è superata la cosiddetta “irreversibilità del segreto”, perchè in contrasto con gli articoli 2 e 3 della Costituzione, seppur bilanciando i due contrapposti diritti, quello della madre a partorire nell’anonimato e quello del figlio di poter conoscere le proprie origini. La Corte d’appello di Catania ha così riconosciuto il diritto del figlio dato in adozione di poter interpellare, tramite il Tribunale per i minorenni, la propria madre biologica che, al momento del parto aveva dichiarato di non voler essere nominata, ciò al fine di una eventuale revoca di tale dichiarazione”.
Di “Diritto alle origini” si è parlato ieri pomeriggio nell’ambito di un incontro che si è svolto nell’Aula delle Adunanze del Tribunale di Catania, promosso dall’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia, sezione territoriale di Catania, e dall’Ordine degli Avvocati di Catania. In merito, ha relazionato l’avvocato catanese Anna Ruggieri.
(nella foto un momento dell’incontro di ieri pomeriggio al Tribunale di Catania)