Un giovane eroe da non dimenticare

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Spesso ammirando la bellezza di un sito naturale, come il fiume Simeto, non si può fare a meno che pensare ad un gesto eroico di un ragazzo, Francesco, pieno di vita che si è sacrificato nel tentativo di salvare la sua amica, finita proprio nel fiume.

E’ facile associare la sua immagine alla lapide posta tra le pietre, di fronte al Ponte dei Saraceni, un modo per rendere testimonianza di un gesto di grande altruismo, per non dimenticare l’eroe. E pensare che qualcuno, fortunatamente una misera e minima minoranza, senza alcuna pieta, sostiene che quella lapide deturpi il paesaggio. Ci indignamo. E’ impossibile che nessuno abbia voluto dedicare a questo eroe un monumento degno della sua grandezza. E’ stato insignito della medaglia d’oro. Il suo ricordo rimane affidato, in quel luogo, ad una fredda lapide che non gli dà ragione e onore del suo valore. 

Ben altro i due Comuni, Adrano e Centuripe, che si dividono quel tratto di fiume, avrebbero dovuto e potuto fare.

Avrebbero potuto, lasciando intatto l’incanto e la bellezza naturale del Ponte dei Saraceni, erigere una stele, una colonna o qualsiasi altro simbolo all’inizio della stradina che conduce al ponte, giusto per ricordare al visitatore che non esistono solo le bellezze paesaggistiche, ma che esistono bellezze quelle dell’animo umano che sono monumenti imperituri e che non possono essere dimenticati.

L’Associazione Symmachia invita i due Sindaci a dare il giusto risalto ad un eroe che ha indissolubilmente legato la propria vita a quei luoghi.