Effetto regionali: Vadalà lascia il Pd. Ma il direttivo respinge dimissioni

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L’ex vicesindaco di Pippo Ferrante, Mario Vadalà vuole dimettersi e, probabilmente, lasciare il Partito Democratico. L’ha già comunicato ai vertici del Pd con una lettera dove Vadalà rassegna le sue dimissioni dagli organismi del Pd. Dimissioni che la segreteria del partito ha già respinto.
Nella sua lettera Vadalà si ritiene soddisfatto della vittoria del presidente Rosario Crocetta, pur lamentando il comportamento tenuto dal Pd alle scorse regionali. Il riferimento è senz’altro al magro risultato conseguito dal Pd di Adrano nelle scorse regionali: meno di 2000 preferenze e ancor meno quelle per il candidato locale, Vadalà per l’appunto.
E’ risultata agli occhi di tutti la frammentazione del voto del Pd fra più candidati alle scorse elezioni regionali, a discapito di Vadalà che non è andato oltre le 676 preferenze. Un risultato magro per un esponente di punta del Pd, segno che a differenza di quanto accaduto in altre parti, il partito non ha fatto quadrato attorno alla candidatura locale. 
Non a caso, altre anime del Pd hanno sostenuto il biancavillese Giuseppe Furnari (337 voti), Concetta Raia della Cgil (148 voti), Anthony Barbagallo vicino alla componente dell’ex Margherita e alla Cisl (121 voti), Giuseppe Gallettà (131 voti) e Daniele Capuana (89 voti). Senza contare, poi, che altri componenti del Pd locale hanno sostenuto apertamente la candidatura dell’adranita Tina Di Primo, candidata del sindaco Ferrante nella lista “Nello Musumeci Presidente”. 
Leggendo questi dati è facile intuire che più anime del partito, già profondamente lacerato al suo interno, ha lavorato su più fronti a discapito della candidatura locale che, comunque, a quanti seguono la politica locale era apparsa come una candidatura di servizio per il partito.
Vadalà ci ha messo la faccia e non ha gradito proprio questo atteggiamento di ulteriore divisione. Così, ha deciso di chiudere la porta ai democratici, anche se, al momento, non si conosce la sua collocazione. 
Tutto ciò è frutto anche di un risultato al quanto deludente per il Partito Democratico di Adrano, considerato che ha raggiunto neppure le 2 mila preferenze, fermandosi a poco più di 1850 voti. Insomma, tutto da rivedere all’interno della segreteria locale, soprattutto per l’avvicinarsi della campagna elettorale in vista delle Amministrative 2013. Al momento, il Pd preferisce lavorare, fianco a fianco, con il gruppo “Impegno e Territorio” che fa riferimento all’ex sindaco ed ex onorevole Fabio Maria Mancuso. Si sta mettendo a punto la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Ferrante, mozione che potrebbe essere discussa a fine mese. Ma anche quest’atto a chi gioverà? Che benefici ne trae il Partito Democratico? E perchè il Pd serve questo assist a Mancuso proprio nel momento di maggiore debolezza, considerata la sua non rielezione all’Ars? E poi, il Pd perchè ha perso due anni in una estenuante verifica politica con la maggioranza di Ferrante, uscendo, entrando e poi ancora uscendo dalla Giunta? 
Come si presenterà il Pd? Con quali personaggi? Con quale programma? Con chi dialogherà? Chi ha aggregato ad oggi? 
Domande che rivolgiamo all’attuale dirigenza per fare chiarezza nei confronti dei cittadini e, soprattutto, degli elettori dello stesso Pd.
* Nella foto dell’emittente televisiva Video Star, in primo piano Mario Vadalà e l’assessore Cunsolo.