La maschera sembra essere stata gettata: forse, qualcuno vorrebbe mettere a tacere la gente, i cittadini onesti di una città che soffre e che si spinge, ogni giorno di più, verso il baratro.
Forse, si vorrebbe mettere il bavaglio a chi lamenta le montagne di spazzatura, il degrado, l’abbandono più assoluto di chi vive in contrada Capici e nelle periferie, a chi propone (e non protesta) un progetto di riqualificazione della zona e lo mette a disposizione gratuita dell’Amministrazione, a chi denuncia diverse criticità nel bando della gara per la gestione dei rifiuti, a chi dice che ci sono i topi nelle strade per via di una crisi igienico-sanitaria che, paradossalmente, lo stesso Sindaco, come autorità sanitaria, riconosce.
Il bavaglio e la censura a chi propone (e non protesta) la riapertura della Sangiorgio Gualtieri nata e voluta come Casa dei bambini e non per altre finalità, peraltro non previste nella volontà testamentarie dei Fondatori.
Il bavaglio e la censura a chi propone (e non protesta) di intervenire subito con un progetto per non perdere i 7 milioni di euro del Cipe per l’adeguamento della fognatura e dell’impianto di depurazione.
Il bavaglio e la censura per coloro che, per la Tares 2013, hanno chiesto e ottenuto la rateizzazione (a proposito, cosa c’entra la Tares 2013 con la Tari 2014? Confusione o altro?).
Il bavaglio e la censura per coloro che, semplicemente, non hanno prezzo e chiedono all’Amministrazione comunale il rispetto della legge per quanto riguarda le bollette dei rifiuti: “se il servizio non è reso, va pagato solo il 20% della bolletta” e non un mero “sconto”, come qualche Assessore-Ombra (volutamente?) vorrebbe far passare. Non vogliamo concessioni, ma il rispetto della normativa n. 147 del 27 dicembre 2013. Se non ne conoscono i contenuti, farebbero bene ad informarsi, a documentarsi e a comprenderla.
Non passerà il sogno di qualcuno di instaurare, ad Adrano, una dittatura. Anche perchè sarebbe destinata a fallire: sarebbe la dittatura del fallimento politico, del fallimento amministrativo, della impreparazione di chi non riesce ad affrontare i problemi, della solitudine di chi non accetta e non vuole ascoltare chi la pensa diversamente, l’incapacità politica di dare risposte a chi, legittimamente, le chiede.
Per quanto ci riguarda: nessun bavaglio, nessuna censura e, aggiungiamo, nessuna paura.
Associazione Culturale Symmachia – www.symmachia.it