«Io resto qui per protesta fino a quando Adrano non sarà pulita e non sarà raccolto l’ultimo sacchetto di spazzatura.»

A prima vista, questa dichiarazione di fuoco potrebbe essere attribuita a qualche esponente dei Radicali. E, invece, no. Non sono parole di Marco Pannella e non è in corso alcuno sciopero della fame o della sete. Piuttosto, ad Adrano, c’è una grande e smaniosa sete di fama. Anche quella effimera, quel che basta per accaparrarsi un titolo nei Tg, un articolo (con tanto di foto di gruppo) sul giornale. Smontate le telecamere e spenti i riflettori, tutto è destinato a tornare al grigiore della quotidianità.
Sono trascorsi 10 giorni esatti da quando il sindaco di Adrano Pippo Ferrante ha scelto di legarsi, con una corda e la fascia tricolore, all’ingresso del cantiere di contrada Roccazzello. Una vibrante protesta contro la sospensione del servizio di raccolta dei rifiuti messa in atto dagli operai della ditta “Geo Ambiente” a cui lo stesso Ferrante ha nuovamente ordinato di espletare il servizio nel territorio comunale per i prossimi 45 giorni.
Qualcuno si aspettava, anche fra i sostenitori della prima ora del Sindaco, una “protesta ad oltranza” che, magari, avrebbe portato ad una forte presa di posizione della città. Del resto, era stato lo stesso Ferrante ad annunciare di fare sul serio, fino alla rimozione dell’ultimo sacchetto di spazzatura”.

E, siccome la spazzatura giace ancora un pò dovunque, in particolar modo nelle periferie, come contrada Capici, contrada Santuzza, contrada Dagala e in altri quartieri densamente popolati, ci si aspettava di trovare il Sindaco ancora incatenato, coerentemente con quanto aveva dichiarato. Invece, al deposito di Roccazzello non c’è più nessuno. Tutto sembra tornato alla normalità. Ma di normale non c’è quasi nulla. I mezzi sono dimezzati, perchè – a detta degli operatori ecologici – non sono in regola, privi di copertura assicurativa e gli stessi operai non hanno il vestiario adeguato.
Redazione Symmachia.it
ORDINARIO DEGRADO. L’ILLUSIONE E’ SEMPRE DIETRO L’ANGOLO
Il racconto da contrada Dagala, a cura di Sara Ricca
Contrada Dagala (Adrano), 28 agosto 2014. Stamattina mi sono illusa: vedendo un camion e degli addetti della ditta incaricata dal Comune ho pensato che avrebbero tolto i cumuli di rifiuti di ogni genere, lo scempio che pervade da ormai 4 mesi.
Queste due foto sono rappresentative dello stato in cui si trova l’area.


Invece, erano solo operai dell’azienda elettrica che, incuranti degli odori tipici di ” munnizza” e dei topi grandi come gatti persiani, muniti di mascherine, stavano ripristinando i cavi elettrici e pali della luce bruciati nel lontano 2012.
Due anni per un cavo e un palo , la speranza è ultima a morire, aspetto con ansia il 2017! Chissà, forse, la spazzatura fra due anni verrà rimossa.