Category archive

Notizie dal territorio - page 2

‘Non difendo famiglia tradizionale, ma quella naturale’, a Biancavilla dibattito con Mario Adinolfi

in Biancavilla/News di
E’ stato un incontro interessante nei contenuti, vivace nel dibattito, ma rispettoso della libertà di pensiero di ciascuno. Quasi un miracolo di Natale per Mario Adinolfi, il giornalista e scrittore romano, noto per la sua battaglia a difesa della famiglia e contro il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, in discussione in Senato alla fine del mese prossimo. Un miracolo di Natale perchè durante i suoi 250 incontri precedenti non sono mai mancati momenti di tensione: alle volte, si è reso necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine per sedare le proteste dei contestatori. Contestazioni per le posizioni nette di Adinolfi che, non rinnegando affatto, il suo passato politico, come fondatore del Partito Democratico (si è candidato pure alle Primarie del PD, all’epoca di Veltroni). Non a caso, Adinolfi ha rinnovato l’appello alla Sinistra italiana: “Quando si parla di nuovi diritti – ha precisato – occore tenere presente innanzitutto le posizioni dei più deboli, piuttosto che i capricci dei ricchi di turno. Questa è la battaglia che vorrei fosse condivisa dalla sinistra italiana”.
Posizioni a difesa della Famiglia “non quella tradizionale, ma la famiglia naturale”, – tiene a precisare subito Adinolfi – perchè, ad oggi, un essere umano è sempre nato da un uomo e una donna”.
L’incontro è stato promosso dall’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” e dal prevosto don Agrippino Salerno, nell’ambito delle iniziative culturali del Giubileo della Misericordia. All’incontro sono intervenuti almeno 200 partecipanti, giunti da diverse parti della Diocesi e da Caltanissetta.
Introdotto da Alessandro Scaccianoce, responsabile delle attività culturali della realtà mariana biancavillese, Adinolfi ha detto chiaramente “è in atto un tentativo pericoloso di far diventare innaturale e obsoleto ciò che è naturale, introducendo il principio della nascita come prodotto chimico e da supermercato: i figli non si comprano”.

Ultime ore in carcere per l’ex presidente Totò Cuffaro. Dopo 7 anni domani lascia Rebibbia

in News/Notizie dal territorio di

Ha scontato cinque dei sette anni di reclusione previsti dalla condanna per favoreggiamento alla mafia. Nessuno sconto di pena, soltanto quelli per buona condotta che si applicano a tutti i detenuti. Salvatore Totò Cuffaro domani lascerà il carcere di Rebibbia per tornare ad essere un uomo libero. E’ un Cuffaro che porta sul volto l’esperienza della detenzione, è cambiato, non vuol sentirne più di politica attiva, è intenzionato a partire per l’Africa per fare il medico ed è decisamente dimagrito rispetto alla nota foto in cui viene ritratto con il vassoio di cannoli. Un’immagine che segno l’inizio del declino politico di Cuffaro. Una fotografia che, oggi, a distanza di tanto tempo, sembra essere davvero una pagliuzza nel dilagante disastro sociale e ad una spaventosa crisi etica e politica. La “rivoluzione” di Rosario Crocetta si è sgonfiata come bolle di sapone, anzi la situazione siciliana è decisamente peggiorata rispetto all’era Cuffaro e non soltanto per la difficile e travagliata congiuntura economica.

Insomma, per dirla con Buttafuoco: “se Cuffaro avesse, solo per fare qualche esempio, nominato come assessore la propria segretaria, avesse attribuito incarichi di sottogoverno solo ad amici e militanti del suo partito, forse a quest’ora in Sicilia sarebbero arrivati i marines”.

Oggi, Cuffaro sembra un altro Cuffaro. Lontane sono le urla e gli schiamazzi in cui difendeva, a spada tratta, la classe dirigente del suo partito, la Democrazia Cristiana, attaccando aspramente Giovanni Falcone, ospite della celebre trasmissione con Michele Santoro e Maurizio Costanzo.

Cuffaro si è consegnato alla giustizia, piuttosto che darsi alla latitanza come altri politici hanno fatto. Si è consegnato prima che i Carabinieri gli mettessero le manette e a Rebibbia ha fatto ingresso il 22 gennaio 2011, quando la Cassazione rese definitiva la condanna. Chiaramente, ha pagato la sua pena. Ha rifiutato la grazia che, invece, veniva chiesta dalla madre. Domani mattina tornerà in libertà. Non si sa se tornerà nella sua Raffadali, dalla famiglia. Tra i primi impegni in agenda avrà la discussione della sua tesi in Giurisprudenza, dopo aver sostenuto l’ultimo esame tra le sbarre.

Etna in eruzione, fontane di lava, sbuffi di cenere, spettacolo naturale

in News/Notizie dal territorio di

L’emissione di lava dalla sommità del vulcano è divenuta nettamente visibile con il calare della sera. La situazione è costantemente monitorata dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia.
Si tratta certamente di uno spettacolo ma anche di una attività, così come ad ogni evento parossistico, che va costantemente analizzata.
Il rossore delle fontane di lava è ben visibile a chilometri di distanza. Un parossismo avvenuto al cratere Voragine dell’Etna.

Lo scalo di Fontanarossa resta operativo ma, anche qui, si seguono con attenzione gli sviluppi legati alla possibile caduta di cenere vulcanica.

Fonte: Live Sicilia Catania
Foto di repertorio

Inseguita da un branco di cani, aggressione scongiurata per una donna di Adrano

in Adrano/News di

Momenti di vera paura, questa sera, per una 33enne di Adrano. La donna è stata inseguita da un branco di cani col chiaro intento di aggredirla. Provvidenziale è stato l’intervento di una donna alla guida di un’auto che ha permesso alla vittima di salire a bordo evitando così l’aggressione. Il fatto è accaduto poco prima delle 20 in via San Tommaso d’Aquino. E’ stata la madre della 33enne a segnalare alla nostra redazione quanto accaduto e a chiederci di rendere pubblico il fatto. Inoltre lancia un messaggio all’Amministrazione Comunale affinché intervenga per porre fine all’assembramento di numerosi cani (ci riferisce addirittura oltre 10) che solitamente sono presenti nella zona, e -aggiunge in lacrime- “questa volta è andata bene ringraziando a Dio ma non possiamo aspettare che prima debba succedere la tragedia per poi intervenire” .

Fonte: Video Star

L’aggressione a Victor e l’idiozia del legista-salviniano di Adrano. #noviolenza

in Adrano/Bacheca/News/Politica di

La storia di Victor, giovane nigeriano, aggredito questa mattina ad Adrano, all’incrocio con via Catania, è l’ennesima dimostrazione del degrado morale e sociale che la città sta vivendo. Oltre che di uno spaventoso grado di ignoranza.
Victor è stato aiutato da alcuni automobilisti in transito e da commercianti della zona che, ormai, conoscono il giovane nigeriano: “è un ragazzo tranquillo, si rivolge con tanta umiltà e chiede spiccioli per mangiare”. E’ stato colpito al volto e ferito ad una gamba.
E’ l’odio che genera odio, fomentato anche da imbecilli sciacalli, anche adraniti, che lo fanno per loro interessi egoistici e politici.
Un’altra Adrano è possibile, si costruisce con la volontà e l’impegno di tutti.

Ecco cosa scrive il salviniano ex candidato sindaco

alberio

Per fortuna, il post è stato commentato da decine di utenti di Facebook che hanno condannato le parole del leghista di Adrano.

Crollano calcinacci dallo storico Monastero “Santa Lucia” di Adrano

in Adrano/Cultura di

Ai muri scrostati, ai tubi che attraversano le sculture, si aggiunge adesso il crollo di calcinacci dalla parte iniziale del monastero Santa Lucia, nel tratto compreso tra la sede dei Socialisti e alcuni bar. Per fortuna si è scongiurato il peggio, dal momento che al momento del crollo non transitavano passanti. Si è reso necessario l’intervento di tre mezzi dei Vigili del Fuoco che, con una lunga scala, hanno raggiunto la parte in cui si è registrato il crollo e, per precauzione, sono stati fatti crollare alcuni pezzi pericolanti. L’area è stata transennata. Ma il problema rimane ed è triste vedere uno dei monumenti storici della città cadere a pezzi: non a caso vi sono muri scrostati nella artistica facciata del Monastero.

Il prospetto di “Santa Lucia” da su via Roma, una delle arterie nevralgiche non solo per il traffico veicolare ma anche e soprattutto per la numerosa presenza di passanti, per via dei bar e dei circoli ricreativi, senza trascurare che nei pressi vi è un Istituto scolastico.

Insomma, serve un intervento serio e non più procrastinabile, sia per tutelare l’incolumità della gente, sia per preservare e valorizzare uno dei complessi monumentali più belli della provincia.

 

Il Fiume chiama, i simetini rispondono. Al Ponte dei Saraceni Symmachia celebra la bellezza

in Adrano/Battaglie/Cultura/Iniziative/symmachia di

E’ stata una grande festa, quella che si è svolta domenica scorsa, 5 luglio, al Ponte dei Saraceni in territorio di Adrano, promossa dall’Associazione Culturale Symmachia di Adrano e Biancavilla. Una festa in cui la gente si è riappropriata del suo territorio, per riscoprire le proprie origini, per coltivare il contatto con la natura, per rinnovare un legame millenario con il Simeto. Con quel Fiume poco valorizzato, spesso da noi stessi bistrattato e ridotto in pattumiera, un luogo, come quello del Ponte dei Saraceni, che autorevoli testate giornalistiche lo consacrano uno dei Ponti più belli d’Italia.

Protagonista della manifestazione anche l'”Aurora dell’Etna”, la meravigliosa farfalla dai colori raggianti.

Il successo è stato al di là delle aspettative: decine di giovani, tantissime famiglie giunte da diverse parti della Sicilia hanno risposto alla “chiamata del Simeto, ideata dai giovani di Symmachia ed in particolare da Gisella Torrisi, Sara Ricca e Noemi Bisicchia, insieme alla presidente prof.ssa Angela Anzalone.

Non solo natura e scoperta dei luoghi, ma anche cultura e arte allo stato puro.

Il primo momento è stato dedicato alla pulizia dei luoghi: armati di guanti e sacchi neri, i più giovani hanno ripulito l’intera area nei pressi del Ponte dei Saraceni, in cui, indisturbati, si trovavano rifiuti di ogni genere che sono stati differenziati, secondo le diverse tipologie. A fine giornata sono stati contati 15 grandi sacchi pieni di spazzatura (bottiglie, plastica, lattine…) destinati all’Isola ecologica.

Poi, spazio alla musica con le chitarre di alcuni escursionisti e alla estemporanea di pittura con diversi artisti che hanno rappresentato, secondo il loro punto di vista, il territorio in alcune tele che verranno successivamente esposte e valutate con un premio simbolico, curato dall’artista Sara Ricca di Symmachia.

Un nutrito gruppo di fotografi e appassionati di fotografia, guidata dal prof. Maurizio Zignale del Laboratorio fotografico “Sikanie” di Catania, ha poi realizzato centinaia di scatti straordinari, alcuni dei quali verranno proposti nella pagina social di Facebook di Symmachia.

Così, è stata lanciata una sfida anche al caldo, brillantemente superata grazie anche al Consorzio Euroagrumi di Biancavilla che ha dissetato tutti con spremute di arance, realizzate sul momento, grazie al referente del Consorzio, guidato dal dottor Salvatore Rapisarda, il dottor Francesco Batticane.

La conclusione della giornata è stata affidata al “Poetarum Circus”, uno dei maggiori collettivi di poeti siciliani che ha deliziato tutti con un significativo recital nella spiaggetta del Simeto. Uno spettacolo profondo ed emozionante.

Tra le altre realtà associative presenti: associazione artistico-culturale Agazì con la presidente Maria Grazia Agati, il gruppo scout “Biancavilla 1”.

“Mentre nella piazza di Adrano impazza una indecente polemica tra due falsi contendenti, noi ripartiamo dal territorio, dalla gioia dello stare insieme, facciamo cultura, facciamo arte, facciamo promozione del territorio, grazie alla sinergia con tante associazioni siciliane”, ha detto Antonio Cacioppo di Symmachia.

Sul posto anche le emittenti televisive locali Video Star e Tva, insieme alla web tv di Biancavilla “Yvii”.

GALLERY

Foto di Maurizio Zignale

symmach

Domenica 5 luglio al Ponte dei Saraceni per tutelare e promuovere la bellezza

in Adrano/Cultura/Iniziative di

Metti un pomeriggio d’estate diverso dal solito, in compagnia  degli amici, della famiglia per tutelare e promuovere la bellezza che, solo il nostro territorio, riesce ad offrire. E’ questo l’obiettivo dell’Associazione Culturale Symmachia che ha promosso per domenica 5 luglio, a partire dalle ore 15, un momento creativo al Ponte dei Saraceni, in territorio di Adrano.

Ideata da energiche ragazze, a cominciare da Gisella Torrisi, insieme a Sara Ricca, Noemi Bisicchia e alla presidente di Symmachia Angela Anzalone, l’iniziativa vede coinvolte tantissime realtà della Sicilia, a cominciare dei poeti del collettivo “Poetarum Circus”.

Sarà un intero pomeriggio ricco di sorprese per grandi e piccoli. Ci sarà spazio per l’arte, la fotografia, lo sport.

Il via è previsto intorno alle ore 15 con un raduno in piazza Sant’Agostino, poi la prima tappa riguarderà la pulizia dei luoghi, spesso degradati da una inciviltà dilagante e bistrattati da chi dovrebbe controllare.

Diverse le associazioni che hanno già confermato la presenza, tra cui gli scout del gruppo “Biancavilla 1” e l’Associazione artistico-culturale “Agazì”.

Ma la giornata, come detto, è incentrata sulla bellezza: per questo il laboratorio fotografico “Sikanie” di Catania insieme a tutti gli appassionati che vorranno aderire potranno immortalare le bellezze di questa porzione di territorio etneo. Come anche i pittori daranno vita ad una estemporanea di pittura. E poi la poesia e lo sport, con le passeggiate in bici e a piedi. A rifocillare tutti ci penserà il Consorzio Euroagrumi di Biancavilla che proporrà le prelibatezze e i prodotti tipici dell’Etna.

Ecco il link diretto all’evento Facebook – clicca qui

11221296_10204275320352460_217816105990686263_n (1)

 

Le dimissioni del presidente del consiglio. Una famelica schiera di eletti che al concetto di partecipazione democratica ha sostituito quella della spartizione delle poltrone

in Adrano/Antonio Cacioppo/Politica di

di Antonio Cacioppo

Al signor Sindaco, al segretario generale, al vicepresidente del consiglio comunale: …. Il sottoscritto con la presente comunica le immediate ed irrevocabili …. sapete cosa c’è scritto – dalla carica di Presidente Comunale … Siccome assieme a me questo percorso l’hanno fatto tanti amici miei … io ritengo che questa lettera (n.d.r. lettera di dimissione) la debbono avere gli amici … Solo che non li vedo in aula …. Non è un problema”. Sorvoliamo sulla forma , il neopresidente si confonde per l’emozione e si dimette , ma quello che impressiona di più è lo spregio alle istituzioni che dovrebbe rappresentare nel rimettere nelle mani dei suoi amici di cui ,come comica finale , fa nomi e cognomi , il mandato di Presidente del Consiglio di Adrano. Roba da non credere le istituzioni considerate come se si trattasse di “cosa loro” Ma questa è storia vecchia ,veniamo al presente. Dopo l’elezione del Presidente del Consiglio , la luna di miele con Ferrante dura poco, i rumors provenienti dal Palazzo narrano di un Zignale con i suoi amici ostile nei confronti del sindaco perché quest’ultimo non cambierebbe “passo” . La crisi scoppia il con l’uscita dei consiglieri comunali di Azione Civica dalla maggioranza. Le motivazioni addotte dagli “amici”, riguardano soprattutto i problemi della raccolta dei rifiuti. La verità, a nostro avviso, pensiamo stia altrove: il tanto auspicato “cambio di passo” non altro sia che l’alibi che servirebbe a nascondere l’esigenza di occupare altre POLTRONE. Il teatrino della politica si caratterizzerebbe come azione di certe congreghe di amici da bar che si aggregherebbero in base all’ottenimento di eventuali presidenze, posti nelle municipalizzate, delibere da esitare con molti zeri, esperti da nominare per saziare la fame di certi onorevoli di Catania. Siccome sembra che alcune di queste richieste non siano state, almeno finora, soddisfatte, si sarebbe aperta la crisi, ma siccome non è possibile ammettere pubblicamente il vero motivo ammanterebbero la loro azione con nobili motivi: “per il bene del paese”. Ma quello che colpisce di più è il silenzio del sindaco che non risponde, almeno pubblicamente, agli “amici” e non informa la città se risponde a verità, la tesi di Azione Civica e cioè che l’Amministrazione è incapace di affrontare il problema della raccolta dei rifiuti o piuttosto che l’altra possibile verità che non si riesce a placare la famelicità dei questuanti. Non spiegando e informando la città, il Sindaco si assume una grande responsabilità: tratta le istituzioni come se si trattassero di “cosa sua”.
Sembra di essere alle solite una muta di questuanti che circonda le istituzioni alla ricerca disperata di “posti”. Il Sindaco sotto assedio, resisterebbe disperatamente, perché forse si renderebbe conto che se li accontentasse, loro, i cacciatori compulsivi di poltrone sono come la lupa di Dante Alighieri nel primo canto dell’ Inferno : e ha natura sì malvagia e ria, ed ha una natura così malvagia e cattiva, che mai non empie la bramosa voglia, che mai non sazia la sua smodata avidità, e dopo ‘l pasto ha più fame che pria. e dopo il pasto ha più fame di prima. Solidarietà al Sindaco, verrebbe da dire, salviamo il soldato Ryan, se anch’egli non fosse “complice” di detta situazione. Le trattative segrete, ma note a tutti sembrerebbero riavviate, con da una parte Ferrante assediato nel suo fortino di palazzo Bianchi e dall’altra le truppe cammellate degli “amici” che forti della politica del ricatto (fare mancare la maggioranza in consiglio) contrattano dopo le dimissioni da una posizione di forza. Al di là dell’ilarità che questa storia potrebbe ingenerare o dei giudizi morali che in questa sede non ci interessano, questo mercimonio dovrebbe essere visto per quello che sembra essere : l’utilizzo del potere per il proprio tornaconto personale e di gruppo. Ma disgraziatamente sullo sfondo c’è una Adrano disperata (pericolo di dissesto finanziario, buche nelle strade, quartieri al buio, allarme criminalità, insicurezza nelle strade, uffici comunali fuori controllo) vale la pena affrontare seriamente il problema attraverso l’analisi di due momenti politici che servono a dare una visione più chiara della situazione: Il familismo amorale – clientelismo La mediocritas Familismo amorale – clientelismo Norberto Bobbio “ Familismo e clientelismo non sono retaggi di una società arcaica, anzi si reinventano continuamente”.
Antonio Gramsci “ Al partito politico e al sindacato moderni si preferiscono le cricche”. Quello che una volta veniva chiamato da Edward Banfield “ familismo amorale” che si caratterizzava nel perseguire “ unicamente i vantaggi materiali di breve termine della propria famiglia nucleare “ , si è oggi trasformato in becero clientelismo. Al grido di “tengo famiglia”(Leo Longanesi) e ”bisogna avere i santi in paradiso” che significa esaltare una mentalità di vassallaggio nei confronti di chi detiene il potere, gruppi di amici, consorteria danno vita a strutture opache che hanno la missione di mediare sempre posizioni. Si diceva che il giudizio morale non ci interessa, ma una riflessione va fatta. La politica si può fare o privilegiando la sua componente valoriale e ideale o al contrario sottolineando la politica volta all’interesse personale o dei propri amici. A questo proposito il gruppo di “amici” in esame si comporta “legittimamente” quando riduce al minimo la componente ideale della politica. Cioè è legittimo che gli “amici” diano il consenso, per esempio al sindaco per assicurargli una maggioranza in consiglio comunale in cambio di promesse concrete. Ma sembra altrettanto chiaro che potrebbe essere anche nell’assoluta legittimità, per esempio, nello sbloccare una delibera di pagamento, nominare assessori piuttosto che esperti per conto di politici catanesi o aspirare alla presidenza, sempre per esempio, del nucleo di valutazione, tutto ciò al posto dell’opzione valoriale. A nostro avviso tra una politica dello scambio e una dei valori è preferibile quest’ultima perché garantirebbe, nella peggiore delle ipotesi un bene inalienabile: la libertà. Ma allora perché questo comportamento non libero continua ad essere la costante per certi politici? Per rispondere a questa domanda non si può non partire dall’attuale crisi della politica, che non è una crisi in senso tradizionale ma qualcosa di più profondo. Si tratta di un crollo di sistema, dove tutti i presupposti che caratterizzavano la società sono venuti meno. E’ in crisi lo stesso concetto di democrazia. Democrazia come sistema di regole, appartenenza ad una idea di governo, lealtà nei confronti di un patto, ispirazione a valori condivisi. Questa crisi ci costringe a formulare altre domande, forse quelle giuste: come e perché certi personaggi vengono selezionati come classe dirigente? E questi personaggi hanno “colpe” personali? Secondo noi no, perché essi stessi sono le prime vittime di un clima politico nato dalla crisi della rappresentanza democratica che si è trasformata in un SISTEMA: La MEDIOCRITAS La mediocrità non nel senso latino di aurea mediocritas ,perché in quel caso Orazio esprimeva una condizione umana che si rifaceva alla filosofia epicurea: trovare la giusta misura in tutte le cose. Il termine è qui usato in riferimento ad un clima, ad un sistema e a delle persone che occupano posti di responsabilità pur non avendone le competenze. Così funziona il sistema oggi, infatti chi è al vertice sceglie la classe dirigente in base al sistema della “mediocritas”. Non potrebbe fare diversamente per la semplice ragione che il sistema funziona così perché, per esempio, un gruppo di ladri non può governare con gli onesti. Le istituzioni che dovrebbero indurre al cambiamento e al rinnovamento invece appiattiscono tutto verso il basso, per non alterare lo status quo, per mantenere in stato di coma vegetativo la comunità. E’ evidente che in una situazione del genere la politica e la burocrazia si arricchiscono di “maggiordomi”, ”vassalli” e “parvenu” che legano il loro destino al “feudatario” di turno. Più saranno obbedienti e più avranno possibilità di far “carriera”. La ricerca del potere per il potere genera mediocrità, perché favorisce la selezione della classe dirigente per cooptazione, per servilismo. Combattiamoli finche siamo in tempo, se non lo faremo diventeremo come loro. Questa è una guerra senza esclusioni di colpi, chi sta al potere ha creato un meccanismo di “persecuzione” per far tacere il” nemico”, per far cadere su di esso il silenzio, perché quello che i potenti odiano di più è la Meritocrazia e linciare i meritevoli è tipico dei mediocri. La rappresentanza, quella vera, è morta e con essa sta morendo Adrano che sprofonda sempre più. Di fronte a questo scempio non è possibile restare inerti. Reagire ad un sistema in decomposizione è un imperativo categorico, e bisogna farlo attraverso una rifondazione delle basi culturali e sociali di Adrano, attraverso il coinvolgimento di quella parte della città rimasta per troppo tempo esclusa. La reazione deve, però, avvenire dopo aver individuato chi veramente governa la città. Carl Scmitt ha scritto nel suo capolavoro “Le categorie del politico”: ”Sovrano è colui che decide nel caso di eccezione”. Purtroppo oggi la sovranità non sta più nei luoghi deputati dalle regole democratiche. Gli eletti vengono scelti in segrete stanze fuori Adrano e quelli che detengono il potere reale appartengono a conventicole extraistituzionali. Sono costoro che decidono che indirizzo devono prendere le risorse degli uffici, chi deve essere beneficiato. Nell’immediato il primo compito dovrebbe essere quello di restituire ai legali rappresentanti la possibilità di decidere in piena libertà. Meditate gente, meditate.

“Il fresco profumo di libertà”, pomeriggio a Villa delle Favare si ricorda Giovanni Falcone

in Biancavilla/News di

Si svolgerà pomeriggio, alle 18, a Villa delle Favare, a Biancavilla, l’iniziativa culturale “Il fresco “Il fresco profumo di libertà”, promossa dall’Associazione Culturale Symmachia, in collaborazione con il Comune, per ricordare Giovanni Falcone e gli agenti della scorta, nell’anniversario della strage di Capaci.

Moderata da Pamela Farinato di Symmachia, l’iniziativa vedrà gli interventi del giornalista Vincenzo Ventura, del sindaco Pippo Glorioso, del comandante della Stazione dei Carabinieri di Biancavilla Roberto Rapisarda e del prof. Antonio Cacioppo, docente di Storia e Filosofia al Liceo “Verga” di Adrano che coordinerà il dibattito.

Sarà Vincenzo Ventura ad annunciare una significativa notizia per la comunità biancavillese.

La manifestazione prevede le riflessioni sulla figura del giudice Falcone e il ricordo della moglie e degli agenti della scorta, con la visione de “La mafia uccide solo d’estate” di Pif.

Go to Top