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Bacheca - page 8

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Svolta per la depurazione, “entro febbraio saranno esaminati reclami dei cittadini per il mancato allaccio al depuratore”

in Bacheca/Battaglie/Comunicati Stampa di

Si fa finalmente chiarezza sui servizi di fognatura e di depurazione effettivamente resi dall’Acoset nel territorio di Adrano. Il vicesindaco Angela Anzalone ha ricevuto una relazione dettagliata dal presidente dell’Acoset Giuseppe Rizzo sull’attività di accertamento e di verifica delle istanze presentate negli ultimi anni dai cittadini di Adrano, specialmente per quel che riguarda il mancato allaccio all’impianto di depurazione.

Per questa ragione, la prof.ssa Anzalone si è fatta portavoce delle legittime richieste dei cittadini già durante un incontro a cui hanno preso parte, oltre al Presidente, i tecnici dell’Acoset e il funzionario del Comune, l’ing. Salvatore Coco.

L’Acoset sta procedendo alla verifica dei reclami presentati, attraverso accertamenti sui servizi effettivamente resi ed evitare così pagamenti non dovuti.

Il presidente dell’Acoset, Rizzo, ha assicurato al vicesindaco Anzalone che l’iter si concluderà entro febbraio 2014 quando l’azienda avrà a disposizione tutti i dati necessari per definire con rapidità le singole pratiche, mediante anche la rilevazione delle coordinate GPS di ciascuna utenza.

Particolarmente soddisfatta la prof.ssa Anzalone che, in questi anni, a capo dell’Associazione Symmachia, ha sollevato il problema e ha chiesto la restituzione delle somme per quegli utenti non allacciati al depuratore, secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 335/2008.

“Finalmente si mette fine a questa annosa problematica – spiega il vicesindaco Angela Anzalone – dopo anni di battaglie siamo riusciti a dare le giuste risposte ai nostri concittadini, grazie alla sensibilità del presidente dell’Acoset Rizzo. E’ questo lo spirito con cui abbiamo scelto di impegnarci nell’attività amministrativa in un momento particolarmente difficile, per sforzarci di tradurre in atti concreti le iniziative condivise con i cittadini”.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Associazione Culturale Symmachia.

“E’ il coronamento di una lunga battaglia cominciata nel 2009 – spiega Vincenzo Ventura di Symmachia – in soli pochi mesi si è giunti ad una svolta importante per la gestione del servizio di fognatura e di depurazione, segno che la strada intrapresa dall’Amministrazione comunale è quella giusta. Al vicesindaco Angela Anzalone rinnoviamo il nostro apprezzamento per l’impegno e la passione che sta mettendo nell’intensa attività politico-amministrativa al servizio della collettività di Adrano”.

Biancavilla e la fluoroedenite. Symmachia propone: fondo per famiglie vittime e docufilm nelle scuole”

in Bacheca/Iniziative/News di
Servizio TVA 15/10/2013

A Biancavilla l’ultimo caso di morte sospetta per fluoro-edenite, il minerale killer che generale il mesotelioma alla pleura, riaccende i riflettori su un problema che la città si trascina ormai da sedici anni.

Fra gli interventi da attuare, l’Associazione Symmachia chiede di garantire aiuti economici alle famiglie delle vittime.

“Occorre procedere ad una vera equiparazione normativa delle vittime di fluoro-edenite con quelle d’amianto – spiega Vincenzo Ventura di Symmachia – chiederemo direttamente al Governo nazionale e alla Regione Siciliana di istituire un fondo per concedere un aiuto economico alle famiglie che condividono questo dramma, sebbene nulla potrà far tornare in vita i loro cari”.

Viene posta anche la questione della bonifica degli edifici privati.

“Tanto è stato fatto per la bonifica degli edifici pubblici – prosegue Ventura – adesso bisogna pensare alle aree private, attraverso una strategia concreta ed economicamente realizzabile”.

Symmachia ritiene utile anche una efficace campagna di informazione e di sensibilizzazione, specialmente nelle scuole.

“Bisogna mantenere viva l’attenzione su questi temi – sottolinea Ventura – con diversi giovani stiamo pensando alla realizzazione di un docu-film perché possa essere diffuso nelle scuole affinché i giovani possano prendere coscienza del problema”.

Il docu-film di Symmachia sul lavoro nero

in Bacheca/Battaglie/Iniziative di

Pubblichiamo il docu-film “Il frutto oscuro” sul fenomeno del lavoro nero in agricoltura ideato dall’Associazione Culturale Symmachia e dalla Uila di Adrano e diretto dal filmmaker Francesco Giangreco. 
Hanno collaborato: Pamela Farinato, Sara Ricca, Calogero Rapisarda, Nino Lombardo, Antonio Cacioppo, Vincenzo Ventura.
Il breve filmato è stato presentato lo scorso 25 settembre, a Palazzo San Domenico, ad Adrano, in occasione della manifestazione provinciale dalla Uila sul lavoro nero, alla presenza del segretario nazionale Uila Stefano Mantegazzi e dei vertici regionali e provinciali della Uil, oltre che delle autorità militari e dei rappresentanti istituzionali del Comune di Adrano, il vicesindaco e assessore allo Sviluppo economico Angela Anzalone e l’assessore Maurizio Zignale.

Emergenza rifiuti, la rivoluzione-farsa di Crocetta e i Comuni al collasso

in Bacheca di

“Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”. Non vi è applicazione migliore della celebre locuzione della letteratura latina alla spaventosa condizione in cui sono ridotti gli Enti locali siciliani. Mentre a Roma, come a Palermo, si discute, si litiga, si urla, si fa a gara per un titolo sui giornali, i Comuni vengono espugnati da uno spietato nemico che sta divorando il tessuto sociale.

Gli Amministratori comunali sono costretti a fronteggiare situazioni spaventose che affondano le radici in un sistema malato e agonizzante che, negli anni, la classe politica ha costruito. Non è demagogia, non è populismo: purtroppo, è realtà pura e cruda che finisce per essere oggetto di slogan e annunci strumentali di “cambiamenti”, compresi quelli a “cinque stelle”, e di “rivoluzione”.

Qui, in Sicilia, più che di “rivoluzione” c’è tanto bisogno di “normalità”. Quella normalità che, ad esempio, ci consenta di vedere, finalmente, le nostre città ordinate e pulite, mettendo fine allo scenario desolante delle montagne di rifiuti in ogni angolo della città, dal centro alle periferie, negli spazi adibiti al mercato, davanti alle scuole. 

A quasi un anno dal suo insediamento, Rosario Crocetta può dire ampiamente fallita la sua annunciata “rivoluzione”. Ciò che rimane di quest’anno di non-governo targato Partito Democratico, Megafono, Udc e Movimento 5 Stelle è una lunga scia di insuccessi, di magre figure, di dietrofront clamorosi. Il Presidente si è preoccupato più delle sue comparsate nei salotti televisivi che delle numerose grane della Sicilia. Ma questo è il fallimento non solo di quel che rimane della Maggioranza, ma anche dell’Opposizione incapace, a cominciare dai suoi principali protagonisti, ad incalzare il Governo su temi concreti.

Loro, gli “Onorevoli”, hanno dimostrato di appassionarsi più delle beghe interne, delle spartizioni di poltrone, dei rimpasti in Giunta, serviti quotidianamente ai Siciliani a colpi di comunicati stampa, scandalosi nella forma ed inutili nella sostenza.

Per favore, non dicano che è “rivoluzionario” da parte di questo Governo aver cancellato gli ATO: di fronte allo scempio ambientale e alla vessazione dei cittadini con le bollette salate e, in alcuni casi, illegittime, la soppressione degli ATO è un atto politico-amministrativo ovvio, scontato, anzi, fin troppo tardivo.

Se vogliamo dirla tutta, la fine delle società d’ambito è stata segnata dalla legge regionale n. 9/2010 che ha previsto, nel nostro caso, la sostituzione della “Simeto Ambiente” con altre farraginose strutture, le S.R.R., le Società per la Regolamentazione del Servizio di Gestione dei Rifiuti. Si tratta di nuovi ambiti territoriali che hanno visto la luce soltanto a luglio di quest’anno, ma che, ad oggi, non hanno ancora fissato le linee guida per il loro funzionamento. Così, i Comuni siciliani si sono ritrovati impreparati di fronte alla perentoria cessazione dell’ATO avvenuta lo scorso 30 settembre 2013, così come previsto dalla legge.

Nel prendere in mano il servizio, i nostri Sindaci sono stati costretti a prorogare, attraverso “ordinanze sindacali”, il contratto al Consorzio di ditte che, dal 2006, si occupa della gestione dei rifiuti. Una scelta sofferta ma necessaria per scongiurare l’interruzione di un pubblico servizio, così come, peraltro, ha disposto lo stesso Crocetta con l’Ordinanza n. 8 del 27 settembre 2013. Si sono dovuti adeguare anche quei Comuni, come Adrano, la cui Amministrazione comunale, ad agosto, aveva già approvato l’ARO (Ambito di Raccolta Ottimale), un Piano d’intervento per far gestire il servizio direttamente al Comune. Solo il 7 ottobre scorso, la Regione Siciliana ha dato il via libera all’ambizioso progetto della Giunta Ferrante: adesso, occorre espletare la gara d’appalto per affidare il servizio per i prossimi 7 anni. Per i funzionari del Comune, in questo modo, il costo della gestione dei rifiuti sarà di circa 3 milioni di euro, due in meno rispetto quello dell’ATO.

(Nella foto di Tva, i mezzi Dusty del cantiere di Adrano, fermi e pieni di immondizia)

Prima che si possa giungere ad un nuovo contratto e all’affidamento del servizio occorre attendere ancora alcuni mesi e i tempi sono destinati ad allungarsi qualora vi siano ricorsi. Per questa ragione, i Sindaci – come ha anche ammonito l’assessore regionale Marino – dovranno procedere a garantire il servizio in qualche modo. 

La soluzione più immediata è stata la proroga alla Dusty, la ditta che si è occupata del servizio nel nostro territorio. 

A Biancavilla, l’Amministrazione comunale sta ultimando la definizione del suo ARO che, per il sindaco Pippo Glorioso, verrà sottoposto alle valutazioni della Regione Siciliana entro novembre. Frattanto, la Dusty continuera a gestire il servizio fino a gennaio 2014: attualmente, la raccolta avviene regolarmente, senza alcuna difficoltà di sorta.

I principali problemi si sono verificati invece ad Adrano dove, nonostante l’ordinanza del Sindaco, il servizio non è stato espletato, con una lunga ed estenuante querelle fra la Dusty, il commissario liquidatore dell’Ato “Simeto Ambiente”, l’adranita Angelo Liggeri, e il funzionario comunale, l’ing. Salvatore Coco. Un botta e risposta che rischia, adesso, di finire nelle Aule giudiziarie per via di possibili querele incrociate fra le parti. Nello stesso tempo, la spazzatura ha invaso nuovamente le strade di Adrano. 

Così, il sindaco Pippo Ferrante, con una certa determinazione, ha disposto di revocare la proroga del contratto alla Dusty e di affidare il servizio ad una nuova ditta che dovrebbe entrare a pieno regime a partire dalla prossima settimana. La nuova ditta è la Eco Burgus di Palermo.

C’è anche da aggiungere che, con la fine dell’ATO, su questa spinosa materia si separano i destini di alcuni Comuni, anche limitrofi, come Adrano e Biancavilla che fanno parte – quasi incredibilmente – di due S.R.R. diverse: Biancavilla fa parte della S.R.R. “Citta Metropolitana”, con il Comune di Paternò capofila, e Adrano rientra nella S.R.R. “Catania Provincia Nord”, con il Comune di Acireale capofila.

In ultimo, per dovere di cronaca, va evidenziato come l’emergenza rifiuti di Adrano ha rischiato di creare un rilevante danno economico a tanti lavoratori, specialmente del settore alimentare, del mercato settimanale. Un problema che è stato fortunatamente risolto grazie alla puntuale mediazione del vicesindaco e assessore allo Sviluppo economico Angela Anzalone che, in un incontro improvvisato, ha voluto ascoltare le istanze dei commercianti.

Visti i diversi sacchetti d’immondizia nell’area tradizionalmente adibita al mercato, in via San Leo e nel quartiere San Paolo, il Sindaco ha giustamente disposto la sospensione del mercato. Per venire incontro ai commercianti, sia il sindaco Ferrante che il Vicesindaco Anzalone hanno compiuto con i Vigili urbani un sopralluogo per modificare temporaneamente l’area mercatale per i generi alimentari al fine di scongiurare un disagio economico per i commercianti. Così, alle sei del mattino di venerdì 11 ottobre, l’assessore Anzalone ha coordinato la sistemazione degli ambulanti che, in questo modo, hanno potuto vendere i loro prodotti. 

Tutto questo mentre Crocetta si preparava per partecipare all’ennesimo talk su Rai Due…

 

 

Ecco la documentazione relativa ai provvedimenti adottati dalle Amministrazioni comunali di Biancavilla.

 

Comune di Biancavilla

Ordinanza Sindacale n. 77 del 30 settembre 2013 (proroga servizio Dusty) – clicca qui

 

Comune di Adrano

Ordinanza sindacale n. 154 del 11 ottobre 2013 (conferimento servizio a ditta Eco Burgus) – clicca qui

Ordinanza sindacale n. 153 del 11 ottobre 2013 (revoca proroga servizio Dusty) – clicca qui

Ordinanza sindacale n. 146 del 1 ottobre 2013 (proroga servizio Dusty) – clicca qui

A Biancavilla si muore d’amianto. Symmachia: “istituire fondo per aiuto alle famiglie”

in Bacheca/Battaglie/Biancavilla/Iniziative di

Si continua a morire d’amianto a Biancavilla. Sale a quota 46 il numero delle vittime per mesotelioma alla pleura originato dall’esposizione alla fluoro-edenite, il minerale killer che è stato rinvenuto, unico caso al mondo, nella cava di Monte Calvario, a Biancavilla, nel 1997.

E’ Giovanni Galvagno, 45 anni, l’ultima vittima, soffocato da quel male incurabile che ha voluto combattere fino all’ultimo. La sua è stata una battaglia portata avanti con grande dignità e con una forza d’animo incredibile.

Lo ha fatto fino all’ultimo istante, l’ha fatto principalmente per la sua famiglia, l’ha fatto attraverso la sua testimonianza di vita affinché si possa arrestare la lista di morti per amianto, troppo lunga in una realtà di poco più di 23 mila abitanti. 

Sapeva del suo destino e lo ha scritto nella sua pagina Facebook: “(…) l’unica cosa che mi fa paura non è la malattia e nè la morte, ma dover lasciare la mia famiglia, i miei cuccioli, specialmente il più piccolo che ha solo 4 anni. Ma ne sono sicuro che, quando me ne andrò, ne troverò uno speciale che mi sta aspettando, il suo nome è Gabriele”. Per Giovanni, il piccolo Gabriele è stato il suo “angelo custode”, un figlio scomparso prematuramente per una malattia che non si è riusciti a diagnosticare. 

Ha sposato in prima persona la battaglia dell’Associazione Symmachia per i defibrillatori nelle scuole di ogni ordine e grado, promuovendo la nostra proposta in alcuni Istituti scolastici. 

Sono trascorsi oramai 16 anni da quando è stata riscontrata l’altissima incidenza di tumore in un paese in cui non vi è alcun insediamento industriale: a Biancavilla, infatti, come in molti Comuni della provincia di Catania si vive principalmente di agricoltura. Ciò ha insospettito l’Istituto Superiore di Sanità che ha compiuto le prime indagini scientifiche sulle rocce laviche di Monte Calvario, una collina alla periferia del paese che, per oltre 60 anni, è stata sfruttata come cava per l’estrazione di materiali lapidei per l’edilizia.

Diverse sono state le case e gli edifici pubblici costruiti proprio con quel materiale inquinato. Per questo Biancavilla è tenuta sotto controllo costante dal Ministero dell’Ambiente, come Sito di Interesse Nazionale al pari di Priolo, Milazzo, Augusta. Ma Biancavilla rimane un caso atipico e bisogna fare i conti anche con il vuoto normativo: per Biancavilla non ci si poteva avvalere delle norme esistenti perché la fibra scoperta rappresentava un caso assolutamente nuovo.

Di recente, nuovi studi sono stati compiuti sulla qualità dell’acqua ma i campionamenti hanno sgomberato il campo dalla presenza del minerale i cui “valori di concentrazione sono nulli o comunque ben al di sotto dei valori di legge”. 

E’ da dire che – secondo gli studi anche a livello internazionale – è stato accertato come allo stato “naturale” la fluoro-edenite non comporta rischi per la salute. La pericolosità è legata alla dispersione delle fibre nell’aria, con l’introduzione nell’organismo attraverso la respirazione. Per questa ragione è decisivo l’arco temporale di esposizione alla fibra. Il periodo di incubazione è lungo e può essere compreso tra i 10 e 40 anni.

Ad oggi sono oltre 10 i milioni stanziati e già spesi per compiere un’intesa attività di bonifica che non si è ancora completata. Tutte le strade a fondo naturale sono state bitumate e gli intonaci di tutte le scuole e degli edifici pubblici (Municipio, Civico Cimitero, Campo sportivo) sono stati messi in sicurezza, attraverso forme di incapsulamento della fibra. 

Adesso, rimane da completare la bonifica di Monte Calvario che dovrà trasformarsi da luogo di morte a polmone verde di speranza e di vita. 

LA PROPOSTA. Come Symmachia, siamo convinti che sia giunto il momento che il Ministero dell’Ambiente istituisca un fondo per assicurare un sostegno economico alle famiglie che vivono e condividono, in silenzio, questo dramma. Così come sarebbe opportuno che lo Stato, in sinergia con la Regione Siciliana, possa studiare le soluzioni migliori per avviare una bonifica degli intonaci delle abitazioni private

A Giovanni Galvagno che, personalmente, ho avuto l’onore e il piacere di conoscere e di apprezzare per la sua tenacia, la sua discrezione e la sua discrezione, rivolgiamo come Symmachia un caro pensiero e ci stringiamo attorno alla famiglia alla quale esprimiamo profondo cordoglio.

 

Il Comune di Adrano aderisce al “Patto dei Sindaci”. Quali vantaggi? Intervista al prof. Maurizio Zignale

in Bacheca di

“Esprimiamo profondo apprezzamento per l’adesione del Comune di Adrano al “Patto dei Sindaci” che sarà un’occasione importante sia sotto il profilo di tutela ambientale sia per i risvolti in termini di sviluppo economico per la città”.

E’ la posizione dell’Associazione Culturale Symmachia che, da tempo, è impegnata in una fase di studio del progetto di miglioramento dell’efficienza energetica e sull’utilizzo di fonti rinnovabili, grazie alle attività di informazione e di ricerca compiute dal prof. Maurizio Zignale, già prima del suo incarico istituzionale in seno alla Giunta municipale di Adrano.

Ma cosa è questo strumento? Quali vantaggi porterà alla comunità adranita? Abbiamo girato questi quesiti proprio al prof. Zignale che è peraltro intervenuto, nei giorni scorsi, insieme all’esperto in progetti europei, dott. Andrea Brogna, in quarta commissione, presieduta dal consigliere Tina Di Primo. 

Durante il dibattito in Consiglio comunale, ieri sera, è intervenuto anche il consigliere di Symmachia Agnese Alberio che ha sottolineato “la valenza europea dell’adesione al Patto per essere in piena sintonia con l’Europa e per assolvere ad un impegno civile, sociale e ambientale”.

Proponiamo – a seguire – ai nostri lettori l’intervista all’assessore Zignale sul “Patto dei Sindaci” realizzata dal direttore di “Symmachia”, Vincenzo Ventura.

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Già nella conferenza del 17 luglio scorso, al Palazzo dell’Esa, a Catania l’equipe che si sta occupando per conto della Regione Siciliana ha evidenziato i diversi vantaggi che potrebbero derivare dall’adesione a questa “rete europea”, anche in termini economici, per gli Enti locali dell’Isola.

E’ di ieri sera la notizia che il Consiglio comunale ha approvato con venti voti favorevoli la proposta di adesione al “Patto dei Sindaci” sul quale si era già espressa la Quarta Commissione consiliare, presieduta dal consigliere Tina Di Primo.

 

Prof. Zignale, cos’è il Patto dei Sindaci?

Si tratta del più grande movimento europeo che coinvolge gli Enti locali e regionali sul miglioramento dell’efficienza energetica e sull’utilizzo di fonti rinnovabili.

Far parte della rete significa anche usufruire del PAES (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile), il quale rappresenta uno strumento strategico con cui l’Amministrazione locale può valorizzare queste opportunità, attraverso piani di investimento con fondi europei a tassi agevolati e con il supporto di team di esperti per le realizzazione progettuali.

 

Come si tutela l’ambiente?

L’adesione a quest’iniziativa costituirebbe un’opportunità importante, in particolar modo sotto il profilo ambientale, per la riduzione delle emissioni di Co2 e, quindi, avvicinandosi all’obiettivo 20-20-20 (riduzione del 20% dei gas a effetto serra, aumento del 20% dell’efficienza energetica, produzione del 20% di energia da fonti rinnovabili).

Non solo, si aprirebbero delle concrete prospettive di sviluppo economico e infrastrutturale.

 

In che modo?

Attraverso il Piano di Azione Coesione (PAC), intervento firmato dal presidente del Consiglio con il presidente della Commissione europea nel 2011 per accelerare l’attuazione dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013, la Regione Siciliana si è impegnata a rilanciare i programmi in grave ritardo.

Per incentivare i Comuni ad aderire al “Patto dei Sindaci”, la Regione sta stanziando delle risorse per creare delle “baseline”, sui consumi energetici, e delle schede tecniche degli edifici pubblici. Ci saranno anche opportunità di inserimento al lavoro per giovani e la possibilità di creazioni di aziende nel campo energetico e gestionale.

 

Quali sono i vantaggi per un’Amministrazione comunale?

Le opportunità sarebbero molte tra cui il risparmio effettivo dei costi di energia elettrica e la produzione della stessa alimentando non solo gli edifici di proprietà, ma anche il parco auto. La Commissione Europea ha, infatti, autorizzato l’installazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche direttamente in loco. Ciò significa che, in un’ottica di miglioramento dell’efficienza energetica, l’Amministrazione potrebbe incentivare l’acquisto di auto elettriche da far ricaricare presso le proprie colonnine a costo zero o a costi agevolati.

Sembra utopia…

A molti lettori potrebbe sembrare una possibilità lontana e di difficile attuazione, ma ho avuto il piacere di conoscere chi ha già realizzato questo impianto presso la propria azienda, fornendo gratuitamente energia alle auto dei propri dipendenti. Adrano è un Comune con molte risorse e potenzialità di sviluppo che passano, anche e soprattutto, attraverso l’efficienza energetica e ambientale.

 

Come commentiamo allora l’adesione del Comune di Adrano?

E’ un grande passo in avanti. E’ doveroso dire che l’Amministrazione Ferrante da tempo si è espressa favorevolmente e con l’assessore all’Ambiente Chiara Longo abbiamo seguito l’iter.

Del resto, secondo gli studi portati avanti, questa è un’occasione che non potevamo sprecare perché avremmo perso una concreta  possibilità di riscatto economico, sociale e culturale per la nostra cara città.

Symmachia: “istituire la Consulta giovanile di Adrano”

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“Favorire la partecipazione attiva dei giovani nelle scelte e nella vita della comunità”. E’ questo lo spirito con cui Symmachia chiede la istituzione della Consulta giovanile di Adrano, il primo organismo con un riconoscimento istituzionale che permetterà un pluralismo di idee fresche e di proposte  innovative che potranno tornare utili all’Amministrazione comunale.

L’iniziativa di Symmachia è già stata annunciata dal gruppo consiliare con in testa il capogruppo Salvo Coco.

“Con la prima Consulta giovanile di Adrano – spiega Coco – vogliamo che i giovani possano discutere e confrontarsi, avanzando proposte concrete per la crescita della nostra città. Tutti, oggi, dobbiamo occuparci della cosa pubblica e per noi di Symmachia e’ una priorità cominciare dai giovani perché vogliamo dare un contributo forte a nuove politiche giovanili”.

Negli ultimi giorni, i Consiglieri comunali di Symmachia hanno già avviato informalmente alcuni incontri con diversi giovani della città ed è già stato redatto lo schema di massima del regolamento che il capogruppo Coco porterà in commissione.

“Adesso, la prima Commissione esaminerà il regolamento – aggiunge Coco – il lavoro sarà celere per dare alla città, al più presto e per la prima volta, uno strumento vero di democrazia partecipata”.

 

Numero verde, certificato di “qualità etica”, da Adrano le proposte contro il lavoro nero

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“Le proposte avanzate dalla Uila ad Adrano possono diventare un laboratorio utile anche per la dimensione nazionale”. Così il segretario nazionale della Uila, Stefano Mantegazza, a Palazzo San Domenico, commenta le iniziative che la base provinciale del suo sindacato intende lanciare da Catania per tentare di arginare il lavoro nero e combattere così il fenomeno dei “nuovi schiavi” in agricoltura. 

Verrà istituito un numero verde per consentire qualsiasi forma di denuncia, anche anonima, in sinergia con l’Ispettorato del lavoro. “Attraverso il numero verde – ha detto il segretario provinciale Uila Nino Marino – il sindacato raccoglierà le segnalazioni, le verificherà e poi si farà portavoce della denuncia”.

Ma al numero verde dovrebbe accostarsi un’altra idea. Nelle rete informatica dell’Inps ci sono i dati delle aziende e dei lavoratori. “Finora – sottolinea Mantegazza – queste due entità fra di loro non comunicano. L’azienda chiama l’Inps per comunicare le assunzioni ma non c’è un contatto diretto. Se noi prendiamo queste due banche dati – prosegue il segretario – e attraverso la rete dell’Inps le mettiamo in comunicazione e usiamo la bilateralità per far sì che imprese e sindacati possano gestire la domanda e l’offerta di lavoro, abbiamo l’opportunità di mettere in piedi un sistema trasparente che non costa nulla”. 

 

Per la Uila c’è anche un’altra priorità, quella del bollino di “qualità etica” dei prodotti agricoli che dovranno essere “certificati” di essere stati realizzati con forme di lavoro regolare.

All’incontro è intervenuto anche il vicesindaco di Adrano, Angela Anzalone, che ha particolarmente apprezzato l’idea della certificazione della “qualità etica” dei prodotti agricoli, parlando proprio di “sviluppo economico umano”. Così, come ha annunciato la sua iniziativa per giungere ad un riconoscimento ufficiale di qualità di alcuni prodotti che vengono coltivati proprio nel territorio adranita da tanti onesti lavoratori. La Anzalone ha consegnato al segretario Mantegazza un libro sulla storia di Adrano, una storia particolarmente legata alle lotte bracciantili. 

Presenti anche le Forze dell’Ordine, Polizia di Stato e Carabinieri, ed altri rappresentanti istituzionali di Adrano, come l’assessore Maurizio Zignale, i consiglieri comunali Carmelo Salanitro, Salvo Coco e Agnese Alberio. 

Numeroso il pubblico presente, fatto prevalentemente di lavoratori agricoli. “Chiediamo soltanto lavoro e diritti – hanno raccontato alcuni braccianti – per questo apprezziamo le iniziative della Uila che già Nino Lombardo ci aveva presentato. Speriamo che ci possa essere un futuro più confortevole, specialmente per le nostre condizioni lavorative e per le nostre famiglie”. 

Come detto, in prima linea nella fase di organizzazione del convegno il segretario comunale della Uila, Nino Lombardo, da anni attento conoscitore dei problemi dei braccianti agricoli.

“Bisogna scongiurare anche una “guerra fratricida” – ha detto Lombardo – cioè quella fra lavoratori italiani e stranieri. Per questo occorre avviare un monitoraggio costante delle aziende per evitare forme di sfruttamento”. 

All’iniziativa ha aderito anche l’Associazione Culturale Symmachia che ha presentato un breve docu-film con una ricostruzione puntuale della giornata di un lavoratore in nero, sfruttato, mal pagato e senza tutela. Le altre immagini sono tutte ambientate nelle campagne di Adrano e nel centro storico, all’alba, quando decine di uomini si radunano davanti a qualche bar per partire alla volta dei campi. Diretto dal filmmaker Francesco Giangreco, il docu-film è stato ideato direttamente dai giovani di Symmachia.

“Spesso di lavoro nero si muore e per questa ragione occorre contrastare questo dilagante fenomeno – spiega Calogero Rapisarda, vicepresidente di Symmachia – nel docu-film abbiamo voluto lanciare un messaggio diretto per sensibilizzare tutti come è possibile finire per pochi spiccioli nelle mani di speculatori e sfruttatori”. 

A breve sarà possibile visionare on line, su questo sito

il docu-film “Il frutto oscuro”

L’assessore Maurizio Zignale: “gli alberi al Cimitero? Non saranno abbattuti e nuovi verranno piantati”

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E’ entrato a pieno regime il nuovo Piano cimiteriale, predisposto dal Comune di Adrano, che prevede la realizzazione di nuove tombe attraverso la realizzazione delle cappelle cimiteriali che sorgeranno in un lungo ed ampio viale della zona vecchia del Cimitero, dove, attualmente, si trovano 15 alberi.

Per scongiurare il taglio e l’abbattimento di tutti gli alberi, si è immediatamente attivato l’assessore ai Servizi cimiteriali, Maurizio Zignale che ha compiuto, già all’indomani del conferimento della delega, diversi sopralluoghi per verificare lo stato dei luoghi del civico Cimitero, individuare alcune carenze e trovare una soluzione per gli arbusti.

 

Così, avendo appreso che già nelle scorse settimane un albero era stato tagliato, così come previsto dal Piano, Zignale ha voluto prendere in mano la situazione. L’assessore ha già dato disposizione agli Uffici di non abbattere alcun albero ma di trasferirli laddove le radici non potranno arrecare alcun danno alle tombe. Infatti, questa tipologia di albero non è adatta al camposanto perchè le radici di notevoli dimensioni potrebbero comportare il sollevamento della pavimentazione e, quindi, occorre collocarli in luoghi più idonei.

Per questa ragione, gli alberi del civico Cimitero verranno semplicemente spostati, vicino alle mura di cinta del camposanto.

“Gli alberi sono un bene pubblico, è un segno di vita che va tutelato e protetto – spiega l’assessore Maurizio Zignale – non verrà abbattuto alcun albero, ma verranno attuate tutte quelle azioni necessarie per lo spostamento, così come ho già chiesto agli Uffici compententi. Occorre dotare il Cimitero di alberi maggiormente idonei, come il pioppo o il cipresso. Per questo – aggiunge Zignale – avvieremo un piano per l’inserimento di nuovi alberi all’interno del camposanto”.

Zignale annuncia anche alcuni interventi che ha già segnalato all’Ufficio Tecnico, come la sistemazione di un canale di scolo dell’acqua piovana e di due muri che si trovano in fondo al Cimitero che, pur non costituendo un pericolo, vanno comunque messi in sicurezza. 

Per consentire i lavori di realizzazione delle cappelle, in questi giorni, è stata sospesa l’erogazione dell’acqua nelle fontane perchè occorre trasferire la condotta idrica. 

(Foto: Sidoti, La Sicilia – particolare degli alberi al Cimitero)

A Palermo per respirare il “fresco profumo di libertà” – alcuni scatti da Via D’Amelio

in Bacheca/Iniziative di

“La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione. Ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni le più adatte a sentire, subito, la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e, quindi, della complicità”.

Paolo Borsellino

(19 luglio 1992 – 19 luglio 2013)

 

 

 

 

 

         

 

 

 

 

 

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