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Presentato il romanzo di Sergio Mangiameli: un amore con l’Etna protagonista

in Cultura di

È stato presentato a Biancavilla, giovedì 11 febbraio, presso Villa delle Favare, “Come la terra” il quarto romanzo di Sergio Mangiameli, interamente ambientato sull’Etna. Parte della storia si dipana nel versante occidentale dell’Etna, in quell’area montana compresa fra la Milia e la Pineta di Biancavilla. Insieme all’autore erano presenti il giornalista Pietro Nicosia (di Yvii24 e curatore del portale Etnalife) e il vulcanologo del Parco dell’Etna Salvo Caffo. Ha coordinato il giornalista Vincenzo Ventura. Presenti anche Salvo La Porta (di Villaggio Maori Edizioni che ha pubblicato il libro) e l’editor Natasha Puglisi.

Il libro, che parteciperà alla Rassegna Internazionale dell’Editoria di Montagna di Trento, racconta la storia di Monica, guida dell’Etna, e di Andrea, settentrionale agente di commercio.Fra loro è amore, strano e con lunghe pause, ma forte come il basalto che li accompagna per quasi trent’anni. Una storia in cui emerge il tormento che Monica porta con sé per tutta la vita nella quale l’unica certezza è l’Etna.

“Come la terra – dice l’autore – è una storia d’Amore nata sull’Etna, che cresce e si sviluppa dal 1988 fino ai giorni nostri e alla fine sfuma in un modo che soltanto l’Etna può dettare. Si capisce alla fine che quel finale non potrà esserci in nessun’altra parte del mondo e probabilmente in nessun altro vulcano della terra”.

Ai microfoni di Yvii24 anche il vulcanologo del Parco dell’Etna Salvo Caffo che spiega come l’ente si è mosso per raggiungere l’obiettivo Etna Patrimonio Unesco.

“Il Parco dell’Etna ha spinto la candidatura, ha costituito al suo interno uno staff; tutto questo è stato fatto nella normale attività di istituto e senza alcun costo aggiuntivo. Bisogna continuare a proteggere il Vulcano, a salvaguardarlo, anche attraverso uno sviluppo che sia quanto più armonico rispetto alle esigenze del territorio.”

Luca Crispi – Yvii24

Una maschera per l’Amministrazione Ferrante: Carnevale di Adrano a… S. Maria di Licodia

in Bacheca di

No, non è uno scherzo di Carnevale. E’ tutto vero: il Carnevale di Adrano – definiamolo così – si farà, almeno in parte, ma non in piazza Umberto o in una struttura (gratuita!!!) del Comune. Si sposterà a… Santa Maria di Licodia. A dieci chilometri da Adrano si danzerà e si mangerà, in un locale della zona. La manifestazione sarà aperta soltanto agli anziani (massimo 300) che potranno gustare – come si legge nella determina del Comune – un aperitivo, antipasto, due primi, due secondi, più contorno, frutta, dolce, amaro-caffè. Costo per il Comune: 3 mila 300 euro, più mille euro per il noleggio di un bus-navetta. Anche per gli anziani è prevista una quota di partecipazione di ulteriori 11 euro a persona.

Non è la prima volta che l’Amministrazione comunale di Pippo Ferrante scelga di fare una serata del genere a  Santa Maria di Licodia – probabilmente dopo una indagine di mercato – aperta soltanto agli anziani, al chiuso di un locale.

Innumerevoli le soluzioni alternative, per allargare la platea di beneficiari: piuttosto che servire due primi e due secondi, ad esempio, si poteva risparmiare qualcosa e magari destinare qualche spicciolo all’affitto di un locale per i giovani che chiedono soltanto un pò di divertimento e allegria. Niente abbuffata, per intenderci. Oppure, e sarebbe stata la soluzione più immediata, piuttosto che costringere i ragazzi a mettersi in auto, fare strada e andare altrove per cercare qualche coriandolo, si poteva benissimo pensare alla Tensostruttura, magari sistemata per l’occasione e ben preservata, o ancora Palazzo San Domenico finanché una delle ampie palestre delle scuole della città. Nulla di tutto ciò. Incredibile. Un’Amministrazione comunale che non si confronta con le tante associazioni culturali e giovanili che operano nel territorio.

I bambini avranno una sola opportunità di vestirsi in maschera: la consueta iniziativa di TVA “Mascherina 2016” con giochi e premi, per la cui manifestazione la Giunta comunale ha impegnato la somma di 4270 euro.

ECCO LA DETERMINA DELL’INIZIATIVA ANZIANI A S. MARIA DI LICODIA

Per leggere la determina – clicca qui

La “Sangiorgio Gualtieri” chiusa: il nulla della Giunta Ferrante e lo sdegno dei cittadini sul web

in Battaglie di

E’ stato cliccato e condiviso da centinaia di utenti l’ultimo articolo pubblicato da Symmachia.it sulla Casa dei bambini “Sangiorgio Gualtieri” di Adrano che è rimasta ancora chiusa, anche quest’anno, in occasione della festa di san Giovanni Bosco che, per oltre cinquantanni, ha ispirato giovani, bambini e famiglie di Adrano grazie alla straordinaria opera sociale delle suore Figlie di Maria Ausiliatrice.

Rimane chiusa, vergognosamente, una delle migliori strutture della città. Tutto ciò nel disinteresse della politica e dell’Amministrazione comunale del sindaco Pippo Ferrante che, come è evidente, non è riuscita a sbloccare la situazione. E dire che l’Associazione Symmachia aveva promosso una raccolta di firme, un incontro con l’arcivescovo mons. Salvatore Gristina con cui si era pure trovata una intesa per l’individuazione di un ordine religioso. Ma il disinteresse della classe politica ha prevalso. Almeno fino ad oggi. Non bisogna gettare la spugna. E non la gettano i tantissimi cittadini, utenti di Facebook, che proprio in queste ore, hanno condiviso e commentato il nostro articolo, manifestando tutto il loro sdegno per la drammatica fine di uno dei “gioielli” di Adrano.

Queste le maggiori reazioni raccolte sui gruppi Facebook “Adrano Dreamers” e “AdranoNews”, oltre che nei nostri canali social.

Quanti ricordi quante emozioni passate li dentro, resteranno sempre nel mio cuore, solo le persone che hanno frequentato la Sangiorgio Gualtieri potranno capire”, scrive Roberta Scannicchio. Le fa eco anche Carmy Greco sul profilo di Symmachia: “La casa “Sangiorgio Gualtieri” e’ un ricordo indelebile. Mi sono commossa leggendo questo post, “la mia casa” la casa di tanti miei amici. Le suore, le “nostre suore” i bambini con i pattini e noi che dedicavamo i nostri anni più belli a quei bambini che erano la nostra gioia, la nostra vita”.

Su “Adrano Dreamers”, la community che riunisce oltre diecimila utenti Fb, è chiaro lo sdegno. Scrive Fina Amoroso: “Ce da vergognarsi che ad Adrano quando c’è qualcosa che funziona si fa di tutto per rovinarla grazie a chi e responsabile grazie e ancora grazie”. E poi: “Io frequentavo quel posto, ci sono cresciuta,ho tanti ricordi che restano li,senza piu’ una piccola speranza. L’amministrazione mi ha delusa da quando c’è questo sindaco. Grazie amministrazione avete dato solo il ben servito a questo paese“, sottolinea Maria Castiglione. “Io all’epoca ero un interna che dormivo nel collegio, era una scoperta ogni giorno. Ripeto bellissimo.”, scrive Antonella Tuccio.

Ancora più incisivo Delfo Bulla: “la casa pullulava di giovani e di famiglie che non perdevano occasione di stare assieme.Le suore erano una guida per tanta gente, dalle più umile, ai più agiati. Nello sport, abbiamo primeggiato a livello nazionale, col pattinaggio artistico, ed il nome di Adrano e della PGS Splendor era conosciuto ovunque. Oggi di tutto ciò, non è rimasto nulla,e tanti giovani che avevano un punto di riferimento sono allo sbando.”

Stesso tenore su “AdranoNews”: Era ed è un posto dove i bambini possono stare in compagnia e giocare e studiare. Con le suore salesiane era un ottimo posto”, scrive Tina Lo Cicero. Più rassegnata Mariella  Distefano: ” Quante cose stiamo perdendo ad Adrano peccato”.

Turnover al femminile nella lista “Volare”: esce Francesca Grigorio, entra Rosanna Neri

in Politica di

Si conclude oggi, a Biancavilla, l’annunciato turn-over in seno alla Giunta municipale del sindaco Pippo Glorioso. Dopo le dimissioni dell’avvocato Francesca Grigorio, formalizzate nella giornata di ieri (1 febbraio), pomeriggio alle 17 all’interno dell’Aula Consiliare presterà giuramento il nuovo assessore Rosanna Neri.

Si tratta di un passaggio, tutto al femminile, è interno al gruppo “Volare per Biancavilla”, l’ex Mpa per intenderci.

Neri, 34 anni, è stata candidata alle elezioni amministrative 2013 nella lista “Volare per Biancavilla” e fa riferimento alla parte politica di Pippo Calaciura.

Nelle prossime ore verranno rimescolate le deleghe.

Poi si procederà all’ultimo cambiamento alla guida della Presidenza del Consiglio: due i nomi più gettonati, Vincenzo Chisari del gruppo consiliare “CittAttiva” e Vincenzo Cantarella del PD. E’ ormai certo che questo passaggio avverrà in concomitanza del passaggio del testimone all’interno di “CittAttiva” che attualmente in Giunta esprime il consigliere comunale Grazia Ventura. Qui la partita sarà ad incrocio: se l’assessorato andrà a Mignemi o Chisari di CittAttiva, pare certa la presidenza del Consiglio a Vincenzo Cantarella. In caso contrario, Cantarella potrebbe esprimere il nuovo assessore PD che potrebbe essere Nicola Tomasello.

Senza Suore e senza bambini: niente festa per Don Bosco alla Casa Sangiorgio-Gualtieri

in Battaglie di

 Il 31 gennaio è la festa del “Santo della Gioventù” e fondatore della Famiglia Salesiana. Per Adrano, anche quest’anno, un clima surreale nella storica Casa dei bambini voluta dai fondatori Sangiorgio-Gualtieri. Vi proponiamo un articolo che avevano scritto un anno fa: la situazione non è cambiata. Purtroppo.

Il portone della Casa dei bambini “Sangiorgio Gualtieri” rimarrà chiuso, anche quest’anno. Non si sentiranno i canti degli animatori, non si vedranno scorrazzare i tanti ragazzi sui pattini, con le loro magliette colorate. Anche quest’anno non ci saranno quelle energiche donne in abito grigio, con la croce al petto e il velo in testa, che, per oltre mezzo secolo, hanno rappresentato un solido punto di riferimento per la formazione e la crescita di tante generazioni di Adraniti.

Di tutto ciò, purtroppo, rimane un ricordo che, nonostante l’avanzare del tempo, rimane scalfito nel cuore di molti. E non solo per la presenza religiosa garantita dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, ma anche per il presidio di solidarietà e di legalità in una città martoriata dal dilagante disagio giovanile, da episodi di criminalità diffusa che, come riportano i fatti di cronaca, quasi quotidianamente, trova facile manovalanza soprattutto fra i ragazzi. Probabilmente, Adrano non è messa peggio di tante altre realtà difficili siciliane, ma la perdita di un così importante luogo di aggregazione, di socializzazione, di crescita rappresenta un duro, durissimo colpo, specialmente in un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo.

Per Adrano ed in particolare per il popoloso quartiere Monterosso, la “mission” delle Suore andava oltre la semplice presenza nel territorio di una congregazione cristiana, significava qualcosa di più. Rappresentava una determinata controrisposta allo sfilacciamento del tessuto sociale: all’Istituto si pregava, si insegnava ad essere “buoni cristiani ed onesti cittadini”, ma si forniva anche un valido supporto alle famiglie per la formazione dei loro figli. Ciò avveniva attraverso l’insegnamento di discipline, delle attività di doposcuola gratuito. Oppure attraverso lo sport: la pista di pattinaggio fu voluta proprio dalle Suore, così come sono state proprio le Suore a chiedere la realizzazione di ulteriori strutture sportive. O ancora con gli appuntamenti settimanali per la conoscenza della musica, dell’arte, della creatività e – perché no – anche di semplici lavoretti di ricamo. Tutto, poi, si concludeva in estate, con il Grest che contava centinaia di ragazzini, una “stazione di servizio” dove rinfrancarsi per poi riprendere a settembre. Coloro che hanno avuto la fortuna di vivere questi momenti – come chi vi scrive – hanno avuto modo di sperimentare l’amore per il prossimo, l’impegno genuino e volontario per gli altri.

A trasmetterlo non erano soltanto le Suore, ma anche le decine di ragazze e di ragazzi, di madri e padri di famiglia che dedicavano parte del loro tempo libero all’interno della struttura salesiana, con spirito di altruismo e di servizio.

Era questo ciò che Marietta Sidoti e Giovanni Sangiorgio Gualtieri pensavano di realizzare nei terreni di loro proprietà. E lo hanno scritto, in punto di morte, nel loro testamento che l’Associazione Culturale Symmachia ha voluto far conoscere a tutta la città nel 2011.

Chi vi scrive ricorda perfettamente come Symmachia è riuscita a procurarsi, a proprie spese, quel prezioso documento: si era già diffusa la notizia della partenza delle Suore con versioni contrastanti e, in una calda mattina d’estate, con la presidente di Symmachia Angela Anzalone, il prof. Antonio Cacioppo e la prof.ssa Nella Anzalone ci siamo recati presso l’Archivio Notarile di Catania. Dopo un’attenta ricerca tra le carte, è venuto fuori il testamento dei Sangiorgio Gualtieri, in cui, tra le altre cose, viene scritto:

Istituisco e nomino erede universale di tutti i miei beni il Comune di Adrano, all’unico scopo e con l’obbligo categorico d’istituire in Adrano la “Casa dei bambini Sangiorgio Gualtieri”.
Voglio che il mio patrimonio immobiliare resti perpetuamente inalienabile: dovendosi il solo reddito dedicare al mantenimento della Casa. Ripeto: faccio espresso e categorico divieto al mio erede d’alienare, per qualsiasi ragione, anche un solo metro quadrato delle mie proprietà.
Voglio che l’educazione e l’istruzione di tutti i bambini venga affidata ai Salesiani di Sicilia.
La porta della Casa dovrà essere sempre aperta a tutti i bambini poveri ed abbandonati, primi fra tutti quelli del mio amato paese di Adrano.

Un vero e proprio atto d’amore nei confronti degli Adraniti che, però, non sembra essere stato rispettato a pieno. Al di là della fisiologica carenza di vocazioni, che tocca un pò tutti gli ordini religiosi, non possono essere negati oggettivi contrasti con la Fondazione Sangiorgio Gualtieri. Emblematica fu un debito che le Suore avevano con l’Ato “Simeto Ambiente” di svariate migliaia di euro. Una matassa che, incredibilmente, non si riuscì a sbrogliare. Non si seppe mediare, trovare un punto di incontro, ricercare una soluzione.

La città si mobilitò, Symmachia e gli Animatori fecero pure una raccolta firme (oltre 2500 cittadini firmarono) che venne consegnata nelle mani dell’arcivescovo di Catania mons. Salvatore Gristina, in occasione di un incontro privato che fu concesso ad una delegazione di Symmachia e degli Animatori. Ma non è bastato.

Ad oggi, tutto rimane fermo, spaventosamente fermo. La Casa è stata devastata da balordi. Così, mentre la famiglia salesiana si appresta, domani, a ricordare don Bosco, ad Adrano si avvertirà con maggiore dolore la mancanza delle suore.

Nel cuore, però, bisogna conservare la speranza. La felice ricorrenza del bicentenario della nascita del padre, amico ed educatore della gioventù possa essere l’occasione utile per riaprire le porte della Casa, attraverso una nuova e responsabile collaborazione tra la Fondazione “Sangiorgio Gualtieri” e le Figlie di Maria Ausiliatrice che, a loro volta, troveranno la certa ed immediata cooperazione degli Animatori.

Solo così si renderà giustizia alle volontà testamentarie dei benefattori per il loro “amato paese di Adrano”.

Video di Symmachia. Appello per la presenza delle Suore ad Adrano

Nuove minacce al sindaco Glorioso, telefonata-choc ai familiari: “tuo figlio finirà male”

in News/Politica di

Nuove minacce al sindaco di Biancavilla Pippo Glorioso. Per i suoi genitori, è stato un risveglio traumatico, questa mattina, quando, intorno alle 8, hanno ricevuto una telefonata dal chiaro tono intimidatorio. Sono bastati pochi istanti di conversazione per rivolgere pesanti minacce, quasi “avvertimenti”, chiaramente ascoltate dai genitori del Sindaco. “Tuo figlio finirà male”, avrebbe scandito una voce maschile che non sembrerebbe camuffata. Non è assolutamente chiaro quali collegamenti possano esserci con l’impegno politico-amministrativo di Glorioso.

Un atto ignobile che, ovviamente, suscita le preoccupazione dei familiari. Da lì a breve è stato contattato lo stesso Glorioso. Poi la segnalazione ai Carabinieri della stazione di Biancavilla che hanno immediatamente disposto le indagini.

Dal canto suo, il sindaco Glorioso non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, almeno per il momento. Già questa mattina si è presentato regolarmente al Comune dove si è svolta una riunione di Giunta.

Rimane il fatto che, ancora una volta, i Sindaci, vero front-office dei cittadini, sono esposti a simili atti intimidatori. Sarebbe auspicabile un intervento, più concreto e deciso, da parte del Governo nazionale affinché si possano tutelare meglio le Istituzioni locali e alleggerire il pesante clima di disagio sociale.

Al sindaco Glorioso e alla sua famiglia la solidarietà e la vicinanza dell’Associazione Symmachia. 

 

Divano e materasso nella “trazzera” che porta allo Stadio: i soldi ci sono, ma non viene sistemata

in Battaglie/News di

Per l’Amministrazione comunale di Adrano si chiama “opera pubblica”, per le centinaia di automobilisti, camionisti, motociclisti e quant’altro è, più semplicemente, una trazzera. La strada che porta allo Stadio “Dell’Etna”, di contrada Difesa Luna, e allo svincolo per la strada statale 284 si presenta così: stretta, con le buche, erbacce, cassonetti in un angolo, e pure un divano due posti e un materasso semi-nuovi, utilissimi per i momenti di stress e di stanchezza quando si è costretti a fare lunghe file, quando bisogna aspettare la littorina (come si può lasciare un passaggio al livello in una strada strategica!), code a cui devono sottostare, per ragioni evidenti, anche i mezzi di soccorso. Come accaduto, ieri, con un’autoambulanza. E dire che la strada conduce alla pista dell’elisoccorso…

Troppo facile, per l’Amministrazione comunale, trincerarsi dietro il solito squallido e banale motto “non ci sono soldi”. I soldi invece ci sono, per lo meno si cercano. Basterebbe farsi una passeggiata a Palermo e recarsi al Dipartimento della Protezione Civile: diverse strade sono state finanziate attraverso i soldi destinati per le “vie di fuga” dei centri abitati. E la “trazzera dello Stadio di Adrano” è a tutti gli effetti una via di fuga. Basti pensare che l’allargamento e la messa in sicurezza del viale Dei Fiori, a Biancavilla, sono stati finanziati proprio dal Dipartimento della Protezione Civile. Ma al Comune di Adrano non lo sanno. O, forse, lo sanno e non intervengono? E perchè? Qual è il problema? Parliamone, noi come Associazione Culturale siamo pronti a fare la nostra parte.

*Foto di Federico Floresta

Rifiuti, in Sicilia arriveranno due mega-inceneritori. E la Regione pensa pure ad nuova tassa

in Ambiente/News/Politica di

E’ un infinito “anno zero”, quello che la Sicilia vive sul fronte dei rifiuti. Non si riesce (o forse non si vuole?) a sbrogliare la matassa su un problema centrale per decine di Comuni costretti a investire più sulla monnezza che su opere pubbliche e servizi alla gente. Una drammatica realtà per quei siciliani onesti e rispettosi dell’ambiente che non riescono a pagare bollette alle stelle, spesso illegittime, per coprire i “buchi” del passato. Tutto ciò, alla faccia delle pseudo “rivoluzioni”, dei proclami e dell’antimafia urlata e non praticata.

Adesso, la “svolta” sarebbe rappresentata dalla realizzazione di due mega-inceneritori, in siti che sarebbero ancora da individuare. E pensare che il Governo Crocetta aveva pensato di realizzarne ben sei, però – tengono a sottolineare da Palermo – più piccoli e in territori non distanti dai centri di raccolta per “abbattere i ‘viaggi’ dei rifiuti sui camion”, sottolinea l’assessore Vania Contraffatto.

A distanza di pochi anni, si torna a parlare dei contestati termovalorizzatori, sulla stessa linea politica di Cuffaro prima e di Lombardo dopo. Quei termovalorizzatori su cui ha pesato il pesante sospetto dell’interesse della mafia.

Un ritorno al passato, quando anche il nostro territorio venne minacciato dalla costruzione di un impianto in contrada Cannizzola, a Paternò, nel bel mezzo della Valle del Simeto.

Ma l’indiscrezione degli inceneritori non sarebbe l’unica ad essere trapelata da Roma dove, oggi, si è svolta la Conferenza Stato-Regioni in cui, per l’ultima volta, sono state esaminate le proposte delle varie Regioni. Proprio per rimanere in tema di “proposte” c’è da raccontare la strabiliante idea del Governo Crocetta di inserire, già nella prossima finanziaria, una nuova “eco-tassa” che andrà a colpire quei Comuni sventurati che non riusciranno a raggiungere alcuni significativi livelli di raccolta differenziata.

C’è da chiedersi: come può una Regione scaricare le proprie responsabilità sui Comuni e, quindi, sui cittadini? Una Regione che è stata inadempiente in materia di discariche e più in generale di sistema di gestione dei rifiuti. Perché non vengono liberalizzate le discariche? Perchè non si mette in atto una politica seria per consentire agli Enti locali, davvero virtuosi, di poter realizzare una reale raccolta differenziata?

Per ottenere risposta a queste domane, bisognerà attendere l’arrivo di un funzionario romano che, con ogni probabilità, verrà inviato dal Governo Renzi in Sicilia per tentare di vederci chiaro su un settore, come quello dei rifiuti, pronto ad esplodere in qualsiasi momento. Non si tratta di un commissariamento di natura politica, in termini di scelte e strategie, ma è un commissariamento sostanziale. Del resto, una bozza di Piano Rifiuti è approdata in Giunta Regionale soltanto ieri sera e già Roma pensa a bocciarlo perché verrebbe ritenuto non adeguato.

Con buona pace della “rivoluzione”.

Risveglio con la neve, le foto più belle tra Adrano e Biancavilla. Vedi la Gallery

in Bacheca di

Colonnina di mercurio sotto lo zero di qualche grado: la neve è arrivata anche ad Adrano e Biancavilla. Era stata abbondantemente annunciata dagli esperti: i freddi venti settentrionali hanno portato la prima vera ondata di freddo della stagione, dopo le temperature piuttosto miti, quasi primaverili, dei giorni scorsi. Da domani dovrebbe tornare il sole (con isolati rovesci, specialmente nelle ore notturne) ma le temperature rimarranno rigide, almeno per il resto della settimana.

meteo.it

Anche nel nostro comprensorio, tra Adrano e Biancavilla, è stato un week-end gelido, con i fiocchi di neve che hanno imbiancato strade, terrazze e tetti, soprattutto tra la serata di domenica e la primissima mattina di lunedì. Un’immagine insolita che è stata immortalata da centinaia di scatti fotografici, rigorosamente postati sui social network.

Vi proponiamo una carrellata di fotografie, segnalate, inviate e catturate in particolar modo su Facebook: le vostre foto verranno pubblicate anche sul nostro canale Instagram. E’ stato lanciato pure l’hashtag: #biancabiancavilla e #adranosnow per consentire una rapida visione di immagini del risveglio con la neve.

Se vi va, potete inviare le vostre foto a Symmachia.it basta un tag su Facebook o utilizzando l’hashtag su Instragram o inviarle per mail associazionesimmachia@virgilio.it mettendo il vostro nome e cognome e il luogo in cui è stata scattata.

VEDI LA GALLERY.

(su Facebook è in continuo aggiornamento)

 

Etna a pagamento? Un biglietto d’ingresso di 4 euro per una passeggiata tra i sentieri del Vulcano

in Ambiente/Blog/News di

Saltati i tappi per festeggiare l’arrivo del nuovo anno, il 2016 reca con sé, per aree e parchi siciliani, la sorpresa del ticket d’ingresso.  È il Decreto 20 ottobre 2015 dell’Assessorato del Territorio e dellʼAmbienteIstituzione di biglietti e servizi a pagamento nelle aree naturali protette”, pubblicato il 31 dicembre 2015 sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, a regolamentare la natura a pagamento nell’isola, dando attuazione a quanto già previsto dalla Legge Regionale 9/2015 (Legge di stabilità regionale). Sia ben chiaro, non è scandalosa l’idea di mettere a reddito il patrimonio naturalistico siciliano, sia per creare nuove opportunità occupazionali, sia per il reperimento di fondi necessari a migliorare la gestione, ma diversi aspetti del decreto meritano attenzione per capire chi, cosa e quando, e mettiamoci pure dove e perché completando il must delle 5W, sono sottoposti a sbigliettamento.

Andiamo a leggere quel che c’è scritto sul Decreto che, intanto, richiama la Legge 10/99: “le somme derivanti dalla vendita dei biglietti sono acquisite dagli enti parco, dai gestori delle riserve, delle oasi naturali e delle aree attrezzate e sono destinate alla manutenzione delle aree protette e all’incremento delle dotazioni dei servizi”, che lascia già intendere come il ticket sia un modo di destinare fondi agli enti parco ed alle riserve, ai quali la Regione Siciliana non è in grado di assicurare adeguati stanziamenti economici. Per cui, già dalla premessa, il rischio di scaricare il costo dei parchi sugli amanti della natura è concreto.
Nell’Articolo 1 del decreto si legge: “è istituito il biglietto di ingresso a pagamento per l’accesso in zone o lungo peculiari itinerari di visita dei parchi e delle riserve naturali ricadenti in aree appartenenti al demanio regionale, nonché in aree a qualsiasi titolo nella disponibilità degli enti gestori.” Cosa significa? È l’intero territorio a pagamento o solo alcune aree ben individuate? E, dunque, una domanda sorge spontanea: per una passeggiata lungo un sentiero bisognerà pagare il biglietto?

L’Articolo 3 entra nel merito delle tariffe:
biglietto intero € 4,00
biglietto ridotto € 2,00
biglietto gratuito € 0,00
abbonamento settimanale € 20,00
abbonamento settimanale ridotto € 10,00
Il biglietto ridotto viene riservato, fra gli altri, ai “cittadini residenti nei comuni in cui ricade l’area protetta”. Insomma, un residente a Catania dovrà pagare per intero; un nicolosita la metà.

L’Articolo 4 prevede che l’ente gestore può prevedere anche altri servizi aggiuntivi a pagamento quali: itinerari di visita in particolari zone, visite guidate, utilizzo di rifugi, noleggi, etc. Proprio questo articolo è quello che suscita le maggiori preoccupazioni per il provvedimento in generale. Sarebbe, infatti, logico prevedere che a pagamento siano solo certi servizi, fino ad oggi non offerti. Specificare, invece, che possono essere messi a reddito i servizi aggiuntivi, fa sorgere il timore è proprio l’ingresso nell’area protetta che si dovrà pagare.
Qualcuno cita, a sproposito, il Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise; leggendo il Regolamento dei diritti e delle tariffe del Parco d’Abruzzo, si capisce, invece, che nel maggior parco italiano si pagano soltanto alcuni servizi (campeggio, rifugi, immagini, musei, centri visita etc.).

Saranno, adesso, gli enti gestori a dover dare piena attuazione al decreto e, dunque, attendiamo con ansia di scoprire per cosa dovremo uscire del denaro.
Da quel che il decreto lascia intuire, dovrebbero esserci delle aree per le quali si dovrà sborsare unbiglietto d’ingresso e lo dovranno fare anche i residenti (ridotto) e, comunque, i cittadini dell’area etnea che storicamente sono legati al loro vulcano.
Ma cosa verrà effettivamente sottoposto a ticket? Il solo pensiero di arrivare alla Pista Altomontana e vedere un box a Serra la Nave e un altro al Brunek (senza considerare che comunque si può accedere da tanti altri luoghi) fa venire i brividi, che aumentano se i box si ipotizzano all’inizio dei sentieri: Schiena dell’Asino, Zoccolaro, Serracozzo etc. E ancora, le piste da sci di fondo saranno soggette al ticket? E gli itinerari dello sci alpinismo?
Sono in tanti che, con regolarità, si recano sull’Etna, non solo i patiti del trekking, ma anche le famiglie. Ipotizzando un ticket per l’Altomontana, quattro persone che dal cancello forestale Filiciusa-Milia raggiungono il Rifugio Giacomini (meno di due chilometri) pagherebbero 16 euro per una giornata: più di quanto costa un ingresso al lido!

E il paradosso che compare all’orizzonte è quello di un’isola impotente dinanzi agli incivili che utilizzano i boschi dell’Etna come una discarica anche di materiale pericoloso come l’eternit, ma pronta a sbattere in faccia ad una famiglia di 4 persone un ticket da 16 euro.
Ci auguriamo che il buonsenso prevalga e che consigli di prevedere un biglietto soltanto per servizi mai erogati fino ad oggi; che si approntino aree attrezzate nelle quali affittare tavoli, sedie e barbecue; che si paghino i parcheggi; che si mettano in piedi centri visite e musei; si affittino rifugi e attrezzature; si conceda a pagamento l’emblema del parco. Ma che mai, e poi mai, si debba imporre un balzello per poter continuare a vivere in libertà la nostra “muntagna”. Pensateci bene: il rischio è quello di un boomerang che abbia l’effetto di una valanga e che, alla fine, travolga tutto e tutti.

Pietro Nicosia – Etnalife.it
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