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“Picasso e le sue passioni”, la mostra a Catania con biglietto a 5 euro per gli universitari

in Giovani & Opportunità di

C’è tempo fino al prossimo 28 giugno per visitare la mostra “Picasso e le sue passioni”, allestita al Castello Ursino, a Catania.

Per gli studenti universitari è stata prevista un’agevolazione con uno sconto del costo del biglietto d’ingresso, grazie ad una convenzione siglata dall’Università di Catania con la società organizzatrice della mostra.

Gli universitari potranno accedere con un biglietto di 5 euro anziché 9,50 euro, presentando al personale di cassa il tesserino o la copia della tassa che certifica l’appartenenza all’Ateneo catanese.

A scuola di “giornalismo, legalità e prevenzione”, l’iniziativa alla media “Sturzo” di Biancavilla

in Scuola di

Si è concluso il progetto “Promozione dello star bene, prevenzione delle dipendenze” promosso dalle associazioni “Diversamente Uguali” e “Il Cenacolo” di Biancavilla e destinato agli alunni della scuola media “Luigi Sturzo”.

I ragazzi, seguiti dai docenti interni, hanno avuto l’opportunità di partecipare tra aprile e maggio ad un ventaglio variegato di laboratori per esaltare le proprie inclinazioni personali, conoscere e approfondire alcuni temi e creare occasioni di confronto e di dibattito. Tra i vari laboratori quelli di Giornalismo, Legalità, Prevenzione dalle dipendenze, Sport, Informatica, Ceramica, Teatro e altro ancora che hanno visto impegnati gli studenti che, nei giorni scorsi, hanno presentato gli elaborati finali del progetto.

Per il progetto “giornalismo e prevenzione dalle dipendenze” sono intervenuti, insieme alla prof.ssa Anna Maria Petralia, l’educatore Tony Soffia della comunità di recupero per tossicodipendenti del “Cenacolo” di Biancavilla e il giornalista Vincenzo Ventura, direttore di “Symmachia”. I ragazzi della 3^ C hanno avuto, così, modo di conoscere le regole fondamentali del giornalismo, il confronto tra le diverse testate giornalistiche e sviluppare i concetti di libertà, di sviluppo della coscienza critica e l’importanza della comunicazione con gli altri.

Il prodotto finale è stata una grande prima pagina di un giornale, interamente costruita dai ragazzi ed in particolare Milena Chiara Carrà, Noemi Ventura, Delia Motta, Erica Lavenia e Susanna Navarria che hanno realizzato articoli e vignette. Ma il contributo è stato dell’intera classe che, nei lavori di gruppo, in classe ha partecipato con una certa curiosità ed interesse. Non a caso il nome del giornale è stato “Vitamina C”, “C”, come la sezione della classe coinvolta.

Interessante e assai significativo il lavoro svolto sui temi della legalità, con la realizzazione di cartelloni con immagini, articoli di giornale e scritte realizzate dai ragazzi seguiti dalle dott.sse Mariella Papotto e Antonella Distefano e dallo psicologo Alessio Leotta.

Non è mancato lo spazio per l’arte e la creatività con l’inaugurazione, peraltro, di un particolare prodotto che è stato collocato in uno dei corridoi della scuola. Così come per lo Sport, con il laboratorio di pallacanestro, curato da Giuseppe Corsaro e dalla prof.ssa Laura Dovì.

Nella foto – gli studenti della 3 C del Laboratorio di “Giornalismo e Prevenzione”

“Roaming heart”, in uscita il nuovo disco di Dino Rubino, il biancavillese con il jazz nel sangue

in Cultura di

di Maria Agata Salamone e Samuela Mannino

Oggi giorno, epoca in cui i nostri piccoli paesi locali vengono visti solo come aridi e improduttivi, abbiamo il piacere di farvi conoscere uno dei nostri orgogli siculi. Si tratta di Dino Rubino giovane musicista nato proprio a Biancavilla. Si appassiona subito alla musica iniziando a studiare pianoforte al conservatorio V. Bellini di Catania, per poi abbandonarlo per dedicarsi allo studio della tromba. Si lascia coinvolgere dal genere jazz  rimanendo comunque legato al pianoforte, col passare del tempo decide di alternare i due strumenti creando qualcosa di originale. Oltre al suo talento vogliamo riconoscergli la grande disponibilità che ha mostrato verso di noi per questa intervista.

  • Sei una delle poche persone che è riuscita a riscuotere successo nell’ambito musicale partendo da un piccolo paese come Biancavilla. Raccontaci in breve la tua storia partendo dagli albori.

Intanto vorrei ringraziare voi tutti per l’attenzione che mi avete rivolto, ne sono molto contento. Ho avuto la fortuna di crescere in un ambiente dove la musica era una compagnia di tutti i giorni.

Mio padre, oltre ad essere stato uno dei primi batteristi jazz della provincia di Catania e aver gestito per quattro anni un piccolo e fortunato club a Biancavilla in cui si sono esibiti i più importanti jazzisti Italiani e non, ha sempre amato l’arte e soprattutto la musica, un amore che evidentemente in qualche modo mi è stato trasferito.

Non saprei dire il momento esatto in cui ho scelto di fare il musicista perché le prime immagini di vita incominciano con dei suoni; ricordo bene che a tre anni sognavo di diventare un musicista, dunque successivamente i primi gruppi coi compagni locali, le prime esibizioni live dalle suore, l’iscrizione al Conservatorio di Catania, la banda del paese diretta da Padre Chisari, le novene durante il periodo natalizio! Insomma la musica è da sempre stata la compagnia più intima.

  • Il tuo primo disco, “mi sono innamorato di te”, è stato registrato dall’etichetta Venus. Perché proprio in Giappone?

Nel 2008 presi parte alla registrazione di un disco di Francesco Cafiso per un’etichetta giapponese. Durante la recording in studio conobbi il produttore, Tetsuo Hara, e qualche mese dopo fui contattò dallo stesso per registrare un disco da leader.

Ricordo che andai in studio assieme altri musicisti con cui non avevo mai suonato e in due giorni registrammo “ Mi sono innamorato di Te”.

La session recording si è svolta in Italia ma il disco è stato pubblicato in Giappone.

Qualche tempo dopo ricevetti una telefonata da parte di una mia amica che si trovava in Giappone la quale mi raccontava di aver visto un manifesto per strada con una foto che mi ritraeva. Fu molto buffo sapere ciò!

  • Sei un po’ un’eccezione: hai la caratteristica di suonare due strumenti così diversi, il piano e la tromba. Come mai questa scelta?

Questa è una domanda che mi hanno fatto e che continuano a farmi molte persone e che di tanto in tanto, ancora oggi, mi pongo anch’io. Ho avuto un rapporto molto difficile con la tromba.

All’età di ventidue anni, nonostante avessi l’appoggio e la stima di numerosi musicisti validi, decisi di non suonarla più. Ripresi così a studiare pianoforte e solo cinque anni dopo sentii il bisogno di riprendere nuovamente l’ottone abbandonato tra le braccia.

Dal 2008 ho iniziato a suonare entrambi gli strumenti con regolarità imparando a convivere con i vantaggi e svantaggi che questa situazione bizzarra delle volte mi comporta.

  • Il tuo secondo album, “Zenzi”, è dedicato a Miriam Makeba, conosciuta anche come Mama Africa. Sappiamo che fu un’attivista politica contro il regime di apartheid in Sudafrica e che si spense poco tempo dopo la fine di un concerto contro il razzismo e la camorra, che era stato tenuto in Italia stessa per Roberto Saviano. Perché la scelta di dedicare l’album proprio a lei?

Ci sono persone che sfidano la vita con tanto coraggio riuscendo a realizzare molte cose.

Poi ce ne sono delle altre che vengono sfidate dalla vita; penso che sia soprattutto nel secondo caso in cui la vera forza e nobiltà d’animo di una persona si manifesta pienamente.

Miriam Makeba ha dimostrato di avere un coraggio e una dignità che noi tutti dovremo prendere come esempio; è stata una grande donna che ha fatto del bene all’umanità.

  • Spesso un’artista è costretto a fare una vita da nomade spostandosi per le varie città. Avverti, a volte, il bisogno di ritornare nel tuo paese, alle tue origini?

L’amore per la musica e soprattutto per tutto quello che c’è dietro la stessa mi ha portato a fare delle scelte.

Da circa un anno vivo a Parigi e passo molto tempo in viaggio tra una città e l’altra, aeroporti, stazioni, hotel, ecc ecc…

Delle volte mi manca la Sicilia con i suoi odori, il Mediterraneo, l’Etna, ma il bisogno di fare musica è più forte di qualsiasi altra cosa e non assecondarlo significherebbe soffocare una delle parti più autentiche di quello che sono.

  • Molti non seguono il proprio sogno per paura di non riuscire. Tu come sei riuscito a fare carriera? Cosa credi debba fare chi vuole intraprendere questa strada?

Chi non segue i propri sogni spesso lo fa perché li sconosce.

Quando una persona comprende che guardare la luna provoca in lei un forte senso di benessere, la sera, naturalmente, inizierà a cercarla tra le stelle.

Certo, ci saranno delle volte in cui non riuscirà a vederla per via delle nubi o forse per una leggera foschia ma continuerà comunque a cercarla perché sente che la sua anima ne ha un profondo bisogno.

Herman Hesse diceva che il primo passo per realizzare un sogno è scoprire quale sia.

Più un sogno è autentico più sarà la forza interiore che ci spingerà verso lo stesso.

  • Parlaci un po’ del tuo prossimo disco.

Vorrei raccontare una storia che riguarda la registrazione di “Roaming Heart.”

La mattina del 16 Dicembre, dopo aver preso svariati treni, arrivai in uno studio di registrazione immerso nella campagna poco fuori da Parigi.  A farmi compagnia, l’unica visto che si trattava di una session in piano solo, c’era il  quaderno su cui avevo annotato tutte le idee e musiche che intendevo registrare durante quei due giorni.

Rientrato la sera a casa, ricevetti una mail da Paolo Fresu, splendida persona e artista che da quattro anni produce i miei lavori, la quale mi chiedeva di poter ascoltare il materiale registrato durante quella prima giornata.

La mattina successiva, una volta arrivato in studio, mandai a Paolo tutta la musica registrata e intorno alle 16.00 ricevetti una sua telefonata la quale mi diceva che tutto quello che aveva ascoltato andava bene ma che gli sarebbe piaciuto se nelle ultime poche ore rimanenti, avevo tempo fino alle 20.00, avessi potuto suonare della musica improvvisata sul momento.

Finita la conversazione ricordo che non avevo nessuna voglia di suonare, sentivo soltanto il bisogno di uscire da quella stanza per schiarirmi le idee. Dietro lo studio c’era un grande parco e anche se fuori piovigginava e faceva molto freddo uscii e camminai per circa un’ora. Rientrato un po’ umidiccio iniziai a suonare per due ore di fila.

Morale della favola, la maggior parte della musica contenuta in “Roaming Heart” è stata improvvisata in quelle due ultime ore. Il disco uscirà il 16 Giugno in Italia e Francia con una coproduzione che vede la Tùk Music di Fresu e la Bonsai Music di Pierre Darmon.

 

Riportiamo qui le sue parole “Chi non segue i propri sogni spesso lo fa perché li sconosce”  è vero che troppo spesso ci viene dato tutto e dimentichiamo di rincorrere un sogno come invece ha fatto Dico riscendo ad eccellere nel suo campo.

Lotta al tumore al seno per ricominciare. Distefano: “in un anno tante adesioni di donne”

in Iniziative di

Proseguono le iniziative dell’associazione “Ricominciare Onlus”, una realtà che si è affacciata nel panorama territoriale, ed in particolare a Biancavilla, ormai da un anno, per creare un punto di riferimento per la prevenzione del tumore al seno e per fornire tutte le informazioni utili alle donne operate per riprendere in mano la vita e la quotidianità. E la risposta a questa idea c’è stata, al di là delle aspettative degli stessi promotori. Così come racconta Rossella Distefano, attivista della realtà associativa.

“Quando un fa io, Ada Vasta e il prof. Santi Gangi abbiamo pensato di creare una sezione di “Ricominciare” a Biancavilla non ci saremmo mai aspettati di avere un così grande adesione di donne – dice Distefano – in questi mesi di attività siamo riusciti a creare molte iniziative, grazie anche all’aiuto della dottoressa Rosi Monforte, ma siamo consapevoli che c’è molto da fare”.

Intanto, i risultati sono visibili con la partecipazione agli incontri culturali o a quelli incentrati prevalentemente alla prevenzione. Tra questi, l’ultimo è stato intitolato “L’arte di ricominciare”, un appuntamento di lettura al femminile, a Villa delle Favare, con la lettura di alcune frasi del libro di Marina, autrice del libro “E tornerò bellissima”. La voce narrante è stata la biancavillese Antonella Minissale della Compagnia “Città Teatro”, seguita dalla voce di Valeria Verzì.

Durante la manifestazione, è stata inaugurata anche una mostra fotografica con pregiati scatti realizzati dal biancavillese Antonio Bruno. La mostra è visitabile fino al prossimo 6 giugno.

L’Associazione può contare su una sede stabile, all’interno di Villa delle Favare, concessa dall’Amministrazione comunale. Un luogo in cui poter svolgere alcune attività importanti sotto molteplici punti di vista, illustrati da Ada Vasta anche nel corso dell’iniziativa “Storie di donne”, l’iniziativa dell’Associazione Culturale Symmachia promossa nell’ambito della scorsa Giornata Internazionale della Donna, al teatro “La Fenice”.

“Continueremo a curare le iniziative settimanali – dice ancora Rossella Distefano di “Ricominciare” – possiamo anche già anticipare che stiamo lavorando all’appuntamento di ottobre con la prevenzione”.

* Nella foto di copertina di Antonio Bruno, in primo piano, le promotrici di “Ricominciare Biancavilla” Rossella Distefano e Ada Vasta.

 

Monumento ai Caduti nel degrado: lo ripuliscono i giovani di “Alleanza Nazionale” di Biancavilla

in Iniziative di

E’ un oltraggio alla memoria senza fine, quello che, puntualmente, si ripete nei pressi del Monumento ai Caduti in guerra di piazza Armando Diaz ad Adrano. Ormai è risaputo. Symmachia ne avevamo parlato appena il 12 maggio scorso, pubblicando diverse immagini eloquenti, pubblicate dall’insegnante Cettina Marcellino (Oltraggio alla memoria: ridotto a pattumiera il Monumento dei Caduti di Adrano – leggi il post). Ma nulla è cambiato: i ragazzi che frequentano quegli spazi non hanno gettato altrove i loro rifiuti, negli appositi contenitori superstiti nella piazza, e l’Amministrazione Comunale non ha disposto una bonifica dell’area e non ha aumentato il numero di cestini pubblici.

Così, a prendere scope e palette, guanti e sacchetti sono stati i giovani della fondazione “Alleanza Nazionale” di Biancavilla che hanno ripulito l’intera area, in occasione del centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915, per il primo evento bellico mondiale.

Anche in questo le immagini – inviateci dal consigliere comunale di Biancavilla Marco Cantarella – sono eloquenti: i giovani di AN hanno tolto decine di lattine e bottiglie in vetro dei loro coetanei che, al contrario, non hanno dimostrato alcun rispetto dei luoghi.

Ma gli sforzi dei ragazzi sono andati in parte sprecati: il giorno seguente agli interventi di ripulitura, la piazza presentava altri rifiuti. Chiaramente, non bisogna demordere rispetto ad una minoranza di incivili.

La fondazione “AN” ha promosso tre giorni di conferenze e momenti commemorativi per ricordare anche i valorosi uomini del nostro Paese, morti nella “grande guerra”.

Non è mancato il tradizionale omaggio floreale, con piante che hanno richiamato i colori della bandiera italiana, e il “silenzio”, alla presenza delle associazioni nazionali Carabinieri e Finanzieri e ai volontari della Protezione Civile.

Ma le piante hanno avuto poca durata: “dopo appena trenta minuti dall’omaggio – ci scrive il consigliere Cantarella di Fratelli d’Italia-AN – mancava già qualche piante, l’indomani ve ne era solo una. Insomma, una vergogna.”

Analoga iniziativa a Biancavilla, dove anche in questo caso proprio a ridosso del Monumento dei Caduti, in piazza Annunziata, vi erano alcuni bicchieri di plastica della sera precedente, oltre ai sacchi dell’immondizia depositati a ridosso della piazza, rimasti lì, con ogni probabilità, per via dei disagi legati all’ennesima agitazione dei netturbini. Ma un pizzico di attenzione in più, di certo, non guasterebbe.

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“Il fresco profumo di libertà”, grande emozione e partecipazione nel ricordo della strage di Capaci
Foto e Video dell’iniziativa di Symmachia

in Iniziative di

Iniziativa dell’Associazione Culturale Symmachia per ricordare i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, gli agenti delle scorte e tutte le vittime di mafia.

Ha dato una carica di speranza e di emozione, l’iniziativa “Il fresco profumo di libertà” che si è svolta, ieri, sabato 23 maggio, a Villa delle Favare, a Biancavilla per ricordare il coraggio, la dedizione e il sacrificio del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo, degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, rimasti uccisi nella strage di Capaci, 23 anni fa.

Non una commemorazione – è stato detto – ma un impegno morale nei confronti di tutti coloro che, nelle diversi vesti di giudici, magistrati, poliziotti, carabinieri, giornalisti, sacerdoti e semplici cittadini hanno lottato contro la mafia, al punto da essere stati assassinati.

Promossa dall’Associazione Culturale Symmachia, in collaborazione con il Comune, la manifestazione ha visto una considerevole partecipazione di pubblico, prevalentemente fatto di giovani. Tra questi anche il gruppo giovanile Yvii e gli scout “Biancavilla 1”, l’Associazione Diversamente Uguali, una rappresentanza dei laboratori “Giornalismo-Prevenzione-Legalità” della scuola media “Luigi Sturzo”, guidati dal preside prof. Mario Amato e dalla pro.fssa Marianna Savio.

La manifestazione è stata caratterizzata dalla visione del film “La mafia uccide solo d’estate” di Pif, un racconto irriverente, dissacrante, visto per buona parte dagli occhi di un bambino, Arturo, nel fallimentare tentativo di corteggiamento di una compagna di classe, Flora, attraverso gli indiretti “suggerimenti” dell’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti.

L’iniziativa, condotta da Pamela Farinato di Symmachia, ha visto gli interventi del giornalista Vincenzo Ventura, del sindaco Pippo Glorioso, del comandante della stazione dei Carabinieri di Biancavilla, il maresciallo Roberto Rapisarda, del prof. Antonio Cacioppo, docente di Storia e Filosofia al Liceo “Verga” di Adrano che ha coordinato un interesse dibattito animato da alcuni interessanti contributi di giovani, alcuni anche visibilmente commossi, come Calogero Rapisarda (leggi l’editorale – clicca qui), Andrea Mammoliti, Paola Leocata, Alfredo Fiore, mentre Chiara Carrà ha letto alcuni interventi di Borsellino e Falcone.

E’ stato Vincenzo Ventura a dare una bella notizia per la comunità di Biancavilla: è stata accolta la proposta di Symmachia di intitolare una piazza a Don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia nel 1993, nel quartiere di Brancaccio, a Palermo. La proposta – lanciata già da qualche tempo – era stata formulata nello scorso mese di aprile.

“Abbiamo indicato anche la piazza da intitolare, quella del Belvedere, una scelta non a caso, perchè bisogna riqualificare quella zona e farla vivere specialmente ai ragazzi”, ha detto Ventura che ha anche mostrato la determina sindacale, firmata proprio qualche giorno fa.

Per il maresciallo Rapisarda “occorre ripartire dall’esempio di Falcone e di Borsellino e concretizzarlo nella vita di tutti i giorni”, per il sindaco Glorioso “come in quegli anni, c’è il serio pericolo che la mafia possa assicurare “lavoro” criminale, sfruttando la disperazione di tanta gente che non riesce più a fare i conti con la crisi economica e occupazionale”.

Il prof. Cacioppo ha evidenziato come, oggi, vi siano analoghe condizioni di isolamento e di pericolo per un magistrato, vero erede di Falcone e Borsellino: Nino Di Matteo. Cacioppo ha anche parlato di quanto sia attuale il messaggio di Falcone nell’Italia di oggi, un’Italia incompatibile con Falcone, fatta di rapporti più o meno noti tra esponenti dei Governi e soggetti indagati o arrestati per reati di un certo peso.

Da qui, l’impegno poi di Symmachia di procedere nelle immediatezze all’inaugurazione della piazza “Don Pino Puglisi” e agli appuntamenti di luglio, per ricordare il giudice Paolo Borsellino.

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“Il fresco profumo di libertà”, pomeriggio a Villa delle Favare si ricorda Giovanni Falcone

in Biancavilla/News di

Si svolgerà pomeriggio, alle 18, a Villa delle Favare, a Biancavilla, l’iniziativa culturale “Il fresco “Il fresco profumo di libertà”, promossa dall’Associazione Culturale Symmachia, in collaborazione con il Comune, per ricordare Giovanni Falcone e gli agenti della scorta, nell’anniversario della strage di Capaci.

Moderata da Pamela Farinato di Symmachia, l’iniziativa vedrà gli interventi del giornalista Vincenzo Ventura, del sindaco Pippo Glorioso, del comandante della Stazione dei Carabinieri di Biancavilla Roberto Rapisarda e del prof. Antonio Cacioppo, docente di Storia e Filosofia al Liceo “Verga” di Adrano che coordinerà il dibattito.

Sarà Vincenzo Ventura ad annunciare una significativa notizia per la comunità biancavillese.

La manifestazione prevede le riflessioni sulla figura del giudice Falcone e il ricordo della moglie e degli agenti della scorta, con la visione de “La mafia uccide solo d’estate” di Pif.

“Il fresco profumo di libertà”, domani iniziativa di Symmachia a Villa delle Favare alle ore 18

in News di

Si chiama “Il fresco profumo di libertà”, l’iniziativa culturale che si svolgerà domani, sabato 23 maggio, alle ore 18 a Villa delle Favare, a Biancavilla per ricordare Giovanni Falcone e gli agenti della scorta, nell’anniversario della strage di Capaci.

La manifestazione è promossa dall’Associazione Culturale Symmachia, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, e vedrà un dibattito sulla figura di Falcone e la visione de “La mafia uccide solo d’estate” di Pif.

Coordinata dal giornalista Vincenzo Ventura di Symmachia, l’iniziativa vedrà la partecipazione del sindaco Pippo Glorioso, dei militari dell’Arma dei Carabinieri, del prof. Antonio Cacioppo, docente di Storia e Filosofia al Liceo “Verga” di Adrano, e di alcune scolaresche, fra cui gli alunni del progetto “Legalità” della media “Sturzo”.

Rifugio “Casa Mirio” di Biancavilla, il “gioiello” sull’Etna calpestato e abbandonato

in Ambiente/News di

Rischia di rimanere condannata al degrado e all’abbandono “Casa Mirio”, il rifugio del Comune di Biancavilla, nel cuore del Parco dell’Etna. Si tratta di un vero e proprio “gioiello” incastonato in un paesaggio mozzafiato, tra il fascino della natura e i secolari alberi della pineta biancavillese. Almeno, così dovrebbe essere. In realtà, purtroppo, lo scenario è assai diverso: “Casa Mirio” continua ad essere facile bersaglio dei vandali che hanno smantellato porte e finestre, danneggiato gli interni, distrutto le pareti in cui hanno lasciato la loro traccia con scritte e “disegni” di pessimo gusto. Insomma, a “Casa Mirio” veri e propri balordi hanno rovesciato tutto il loro profondo disagio di vivere in modo civile, decoroso, nel rispetto dei luoghi, delle regole e dell’ambiente.

Ristrutturato interamente nel 2001 dall’Amministrazione Comunale, il rifugio è stato poi affidato ad altri Enti per facilitarne la salvaguardia, ma così non è stato. Anzi, negli anni, la casermetta è stata proprio dimenticata e rimane tuttora in un inspiegabile stato di abbandono da parte di chi potrebbe fare qualcosa.

Da qui, il nostro appello ad agire e ad intercettare quei finanziamenti utili che, come avvenuto in altri contesti, potrebbero consentire di restituire alla comunità un punto di riferimento alle falde dell’Etna per escursioni, gite scolastiche e molto altro ancora. Un sito che andrebbe valorizzato e, soprattutto, tutelato. Come? E’ sicuramente difficile, ma si potrebbe cominciare ad interfacciarsi con un comitato spontaneo, oggi divenuto associazione denominata proprio “Casa Mirio” che, con l’impegno e l’entusiasmo di amanti della natura di Biancavilla, ha già visto avviare numerose iniziative volte a ripulire l’intero rifugio e a trasformarlo a centro di aggregazione e di socializzazione, oltre che a far conoscere questi luoghi, soprattutto ai più piccoli. Immaginiamo quante attività potrebbero realizzarsi, molte delle quali a costo zero. Basterebbe soltanto mettere in campo delle idee e dimostrare un pizzico di sensibilità in più.

L’impegno dei cittadini andrebbe ancor più sostenuto e apprezzato, soprattutto dalle Istituzioni che dovrebbero garantire gli strumenti utili affinché “Casa Mirio” possa essere un valore aggiunto per apprezzare le nostre bellezze naturali, affinché possa essere il “gioiello” ritrovato.

La foto di copertina, pubblicata su Facebook, è di Marco Borzì.

Oltraggio alla memoria: ridotto a pattumiera il Monumento dei Caduti di Adrano

in Bacheca di

E’ desolante lo stato in cui si trova il Monumento dei Caduti di piazza Armando Diaz, ad Adrano, a pochi passi dalla chiesa Maria SS. degli Angeli dei frati Cappuccini.

Le foto -diffuse sui social network e lanciate dal profilo Facebook di Symmachia – sono eloquenti: decine di bottiglie di birra, bottiglie di plastica, lattina, erbacce e quant’altro ricoprono, quasi come un tappetto, le fatiscenti aiuole che costeggiano l’antico monumento.

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