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L’aggressione a Victor e l’idiozia del legista-salviniano di Adrano. #noviolenza

in Adrano/Bacheca/News/Politica di

La storia di Victor, giovane nigeriano, aggredito questa mattina ad Adrano, all’incrocio con via Catania, è l’ennesima dimostrazione del degrado morale e sociale che la città sta vivendo. Oltre che di uno spaventoso grado di ignoranza.
Victor è stato aiutato da alcuni automobilisti in transito e da commercianti della zona che, ormai, conoscono il giovane nigeriano: “è un ragazzo tranquillo, si rivolge con tanta umiltà e chiede spiccioli per mangiare”. E’ stato colpito al volto e ferito ad una gamba.
E’ l’odio che genera odio, fomentato anche da imbecilli sciacalli, anche adraniti, che lo fanno per loro interessi egoistici e politici.
Un’altra Adrano è possibile, si costruisce con la volontà e l’impegno di tutti.

Ecco cosa scrive il salviniano ex candidato sindaco

alberio

Per fortuna, il post è stato commentato da decine di utenti di Facebook che hanno condannato le parole del leghista di Adrano.

Ripulite le piazzole di sosta della superstrada 284 e subito sporcate: tolleranza zero

in Ambiente di

Sono state finalmente bonificate le piazzole di sosta della strada statale 284, nel tratto Adrano-Bronte. A svolgere il servizio, per conto del Comune di Adrano, è stata la ditta che si occupa in città della raccolta dei rifiuti. Le montagne di rifiuti, specialmente nei giorni del mercato settimanale, avevano da tempo invaso gli slarghi, impraticabili dagli automobilisti anche in caso di emergenza.

Ma da lì a breve, molte zone ripulite sono state nuovamente sporcate con sacchetti di spazzatura. Da qui, la scelta del sindaco Pippo Ferrante e dei Vigili Urbani di aprire i sacchetti di immondizia abbandonati e ispezionare il contenuto per individuare gli sporcaccioni. Una pratica già attuata, nel centro abitato, a Biancavilla, che, però, non portò a sostanziali miglioramenti. Le zone maggiormente utilizzate per liberarsi dei rifiuti sono via Eduardo De Filippo e contrada Pietra Bianca: è qui che i Vigili hanno individuato alcuni trasgressori che rischiano 500 euro di sanzione.

 

Si torna a sparare. Attentato fallito o avvertimento? Giallo a Biancavilla

in Bacheca/News di

L’orologio segna le 12 del 2 novembre. A scandire il mezzogiorno della ricorrenza dei defunti sono sei colpi di pistola calibro 7.65 sparati davanti ad un panificio di viale Europa, a Biancavilla. Obiettivo è Giuseppe Mancari, 67 anni, che attendeva la moglie, al ritorno proprio dal panificio. Mancari, noto come “Pippu ‘u pipi”, ne esce illeso: ha la prontezza di ripararsi dietro la sua automobile, una Fiat Stilo. Ad aprire il fuoco sono stati in due, con caschi integrali, fuggiti da lì a breve su uno scooter Honda SH 300. Sembrerebbe che Mancari avesse tentato di inseguire i due.

L’interrogativo è uno: mano inesperta dei sicari o avvertimento di chiaro stampo mafioso? A ciò lavorano i Carabinieri che hanno sentito Mancari, la cui storia personale rimanda agli anni Ottanta, quando “U pipi” sarebbe stato reggente del clan biancavillese, con Giuseppe Longhitano “‘U zizzu”, ucciso a Paternò. Mancari ha scontato il carcere anche in regime di 41 bis per essere poi, da qualche anno, un sorvegliato speciale.  Pare che l’uomo vivesse a Siena fino a poco tempo fa, quando poi ha scelto di tornare a Biancavilla per ragioni personali.

Rimane il fatto che il giallo di Biancavilla ha fatto ripiombare nella paura il centro abitato che, proprio lo scorso anno, ha assistito a due delitti a distanza di 48: prima Agatino Bivona e poi Nicola Gioco, senza contare almeno un altro omicidio sventato, così come emergerebbe dall’operazione “Garden”.

Una scia di sangue che è non sembra, quindi, fermarsi, dall’omicidio del boss Giuseppe Mazzaglia “Fifiddu” a bordo della sua mini-car nei pressi di via Stati Uniti d’America.

C’è da dire che Mancari, proprio all’indomani del fallito attentato, ha svolto la sua giornata in modo assolutamente normale: non si è fatto mancare neppure il caffè al chiosco.

* Foto “Biancavilla Oggi”

Un defibrillatore installato in piazza Roma. Symmachia: “battaglia vinta”

in Video News di

E’ stato installato un defibrillatore semi-automatico, salva vita, in piazza Roma a Biancavilla (nella foto di Video Star). L’iniziativa è dell’Amministrazione Comunale che ha partecipato, negli scorsi anni, al progetto avviato dal Seus e dall’assessorato regionale alla Salute.

Per l’Associazione Symmachia: “è una battaglia vinta, dopo i tanti appelli lanciati negli ultimi anni affinché strutture pubbliche e piazze venissero dotate di questi apparecchi”.

Il servizio di Alice Vaccaro della redazione di “Star News”

Crollano calcinacci dallo storico Monastero “Santa Lucia” di Adrano

in Adrano/Cultura di

Ai muri scrostati, ai tubi che attraversano le sculture, si aggiunge adesso il crollo di calcinacci dalla parte iniziale del monastero Santa Lucia, nel tratto compreso tra la sede dei Socialisti e alcuni bar. Per fortuna si è scongiurato il peggio, dal momento che al momento del crollo non transitavano passanti. Si è reso necessario l’intervento di tre mezzi dei Vigili del Fuoco che, con una lunga scala, hanno raggiunto la parte in cui si è registrato il crollo e, per precauzione, sono stati fatti crollare alcuni pezzi pericolanti. L’area è stata transennata. Ma il problema rimane ed è triste vedere uno dei monumenti storici della città cadere a pezzi: non a caso vi sono muri scrostati nella artistica facciata del Monastero.

Il prospetto di “Santa Lucia” da su via Roma, una delle arterie nevralgiche non solo per il traffico veicolare ma anche e soprattutto per la numerosa presenza di passanti, per via dei bar e dei circoli ricreativi, senza trascurare che nei pressi vi è un Istituto scolastico.

Insomma, serve un intervento serio e non più procrastinabile, sia per tutelare l’incolumità della gente, sia per preservare e valorizzare uno dei complessi monumentali più belli della provincia.

 

Il Fiume chiama, i simetini rispondono. Al Ponte dei Saraceni Symmachia celebra la bellezza

in Adrano/Battaglie/Cultura/Iniziative/symmachia di

E’ stata una grande festa, quella che si è svolta domenica scorsa, 5 luglio, al Ponte dei Saraceni in territorio di Adrano, promossa dall’Associazione Culturale Symmachia di Adrano e Biancavilla. Una festa in cui la gente si è riappropriata del suo territorio, per riscoprire le proprie origini, per coltivare il contatto con la natura, per rinnovare un legame millenario con il Simeto. Con quel Fiume poco valorizzato, spesso da noi stessi bistrattato e ridotto in pattumiera, un luogo, come quello del Ponte dei Saraceni, che autorevoli testate giornalistiche lo consacrano uno dei Ponti più belli d’Italia.

Protagonista della manifestazione anche l'”Aurora dell’Etna”, la meravigliosa farfalla dai colori raggianti.

Il successo è stato al di là delle aspettative: decine di giovani, tantissime famiglie giunte da diverse parti della Sicilia hanno risposto alla “chiamata del Simeto, ideata dai giovani di Symmachia ed in particolare da Gisella Torrisi, Sara Ricca e Noemi Bisicchia, insieme alla presidente prof.ssa Angela Anzalone.

Non solo natura e scoperta dei luoghi, ma anche cultura e arte allo stato puro.

Il primo momento è stato dedicato alla pulizia dei luoghi: armati di guanti e sacchi neri, i più giovani hanno ripulito l’intera area nei pressi del Ponte dei Saraceni, in cui, indisturbati, si trovavano rifiuti di ogni genere che sono stati differenziati, secondo le diverse tipologie. A fine giornata sono stati contati 15 grandi sacchi pieni di spazzatura (bottiglie, plastica, lattine…) destinati all’Isola ecologica.

Poi, spazio alla musica con le chitarre di alcuni escursionisti e alla estemporanea di pittura con diversi artisti che hanno rappresentato, secondo il loro punto di vista, il territorio in alcune tele che verranno successivamente esposte e valutate con un premio simbolico, curato dall’artista Sara Ricca di Symmachia.

Un nutrito gruppo di fotografi e appassionati di fotografia, guidata dal prof. Maurizio Zignale del Laboratorio fotografico “Sikanie” di Catania, ha poi realizzato centinaia di scatti straordinari, alcuni dei quali verranno proposti nella pagina social di Facebook di Symmachia.

Così, è stata lanciata una sfida anche al caldo, brillantemente superata grazie anche al Consorzio Euroagrumi di Biancavilla che ha dissetato tutti con spremute di arance, realizzate sul momento, grazie al referente del Consorzio, guidato dal dottor Salvatore Rapisarda, il dottor Francesco Batticane.

La conclusione della giornata è stata affidata al “Poetarum Circus”, uno dei maggiori collettivi di poeti siciliani che ha deliziato tutti con un significativo recital nella spiaggetta del Simeto. Uno spettacolo profondo ed emozionante.

Tra le altre realtà associative presenti: associazione artistico-culturale Agazì con la presidente Maria Grazia Agati, il gruppo scout “Biancavilla 1”.

“Mentre nella piazza di Adrano impazza una indecente polemica tra due falsi contendenti, noi ripartiamo dal territorio, dalla gioia dello stare insieme, facciamo cultura, facciamo arte, facciamo promozione del territorio, grazie alla sinergia con tante associazioni siciliane”, ha detto Antonio Cacioppo di Symmachia.

Sul posto anche le emittenti televisive locali Video Star e Tva, insieme alla web tv di Biancavilla “Yvii”.

GALLERY

Foto di Maurizio Zignale

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Domenica 5 luglio al Ponte dei Saraceni per tutelare e promuovere la bellezza

in Adrano/Cultura/Iniziative di

Metti un pomeriggio d’estate diverso dal solito, in compagnia  degli amici, della famiglia per tutelare e promuovere la bellezza che, solo il nostro territorio, riesce ad offrire. E’ questo l’obiettivo dell’Associazione Culturale Symmachia che ha promosso per domenica 5 luglio, a partire dalle ore 15, un momento creativo al Ponte dei Saraceni, in territorio di Adrano.

Ideata da energiche ragazze, a cominciare da Gisella Torrisi, insieme a Sara Ricca, Noemi Bisicchia e alla presidente di Symmachia Angela Anzalone, l’iniziativa vede coinvolte tantissime realtà della Sicilia, a cominciare dei poeti del collettivo “Poetarum Circus”.

Sarà un intero pomeriggio ricco di sorprese per grandi e piccoli. Ci sarà spazio per l’arte, la fotografia, lo sport.

Il via è previsto intorno alle ore 15 con un raduno in piazza Sant’Agostino, poi la prima tappa riguarderà la pulizia dei luoghi, spesso degradati da una inciviltà dilagante e bistrattati da chi dovrebbe controllare.

Diverse le associazioni che hanno già confermato la presenza, tra cui gli scout del gruppo “Biancavilla 1” e l’Associazione artistico-culturale “Agazì”.

Ma la giornata, come detto, è incentrata sulla bellezza: per questo il laboratorio fotografico “Sikanie” di Catania insieme a tutti gli appassionati che vorranno aderire potranno immortalare le bellezze di questa porzione di territorio etneo. Come anche i pittori daranno vita ad una estemporanea di pittura. E poi la poesia e lo sport, con le passeggiate in bici e a piedi. A rifocillare tutti ci penserà il Consorzio Euroagrumi di Biancavilla che proporrà le prelibatezze e i prodotti tipici dell’Etna.

Ecco il link diretto all’evento Facebook – clicca qui

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Maturità 2015, scopri chi sono i tuoi commissari esterni

in Giovani & Opportunità di

Il Miur ha divulgato, già da qualche tempo, gli elenchi completi delle Commissioni per l’esame di Stato.

Clicca sul link e conosci la tua commissione. Puoi seguire ulteriori aggiornamenti sul profilo Facebook della Uil Giovani Catania, la nuova realtà giovanile del mondo sindacale vicina ai ragazzi.

ECCO I NOMI DEI TUOI COMMISSARI

“Lo Stato e la mafia sono due poteri che occupano lo stesso posto. O si fanno la guerra, o si mettono d’accordo”

in Antonio Cacioppo/Bacheca di

di Antonio Cacioppo

Ho avuto, in questi giorni, la malaugurata idea di commentare su Facebook il post di un mio caro ex alunno che si esprimeva sulle tesi del prof. Fiandaca che, in un recente saggio, “La mafia non ha vinto”, sostiene la liceità della trattativa Stato-mafia. Questo ha innescato un dibattito tra coloro i quali sono pro e contro le tesi del Fiandaca.

Devo ammettere che i favorevoli alle tesi del professore palermitano hanno avuto la meglio perchè si sono dimostrati immediatamente più realisti, più moderati, più preparati e perché, depositari, come sono, della verità, hanno marchiato, nei fatti, gli “avversari” di moralismo e giustizialismo.

D’altro canto si tratta di giovani intellettuali ed esperti di diritto e prossimi a diventare classe dirigente… terrorizzante, vero? Per farla breve il dibattito finisce quando uno dei”giustizialisti” getta la spugna con questo commento: “forse voi avete la stoffa per fare gli statisti… io no, io sono un povero ragazzo stufo di vivere in un luogo dove la mafia ha più potere dello Stato… A questo punto Falcone e Borsellino sono dei coglioni: si sono fatti ammazzare per liberare dalla schiavitù mafiosa un popolo che crede legittima la trattativa”. Parole terribili, vere e pesanti come pietre che mi hanno amareggiato e indotto a delle riflessioni sulla condizione culturale dei giovani che, a mio avviso, è diventata una vera emergenza. Non voglio cadere nelle solite banalità, per cui i giovani di una volta erano migliori. Non è così.

La differenza sta, invece, nelle diverse opportunità e nei modelli di riferimento tra i giovani di ieri e di oggi. Non tutti ma una elite di ragazzi di ieri aveva buone opportunità per il proprio futuro, forti di una società che garantiva loro diritti e riferimenti e modelli valoriali come: Nietzsche, Mao, Maritain, Primo de Rivera, Che Guevara, Codreanu, Celine, Del Noce, Pasolini, Marx, Evola, De Benoist, a seconda se si militava a destra, a sinistra o al centro.

A prescindere dall’identità e dell’appartenenza (parole ormai desuete) tutti sognavano un mondo migliore da conquistare con una rivoluzione figlia di una carica utopica che caratterizzava quegli anni “incendiari”. Oggi i giovani hanno nuovi e più attuali modelli, cresciuti come sono a pane e “grande fratello”, ispirano la loro azione a degli intellettuali del calibro della De Filippi e a rivoluzionari come Giletti e si commuovono davanti alla televisione “del dolore” dell’eroina contemporanea Barbara D’Urso. Ma sembrerebbe, per fortuna, che non tutti siano così, i migliori tra i ragazzi di oggi sembra abbiano scelto nuovi riferimenti valoriali, eroi, maestri di pensiero e portatori del nuovo “Verbo anti-antimafia”: il prof. Fiandaca. Si!, avete capito bene da Falcone e Borsellino a Fiandaca. Ma chi è questo nuovo Maitre a penser per questi giovani?

E’ l’estensore di alcuni saggi dove l’autore sostiene che la trattativa Stato-mafia, se mai ci fosse stata, fu lecita anche perché, sostiene il giurista siciliano, servì a salvare molte vite dei cittadini oltre a quelle di alcuni politici. Peccato, però, che non salvo’ uno strenuo oppositore della trattativa: Borsellino.

Vorremmo tranquillizzare l’illustre studioso, in realtà non ci fu nessuna trattativa perché lo Stato aveva concesso in “comodato d’uso” la Sicilia a Cosa nostra in cambio di voti e protezione.

Incredibile l’eventuale trattativa Stato – mafia sarebbe, per questi giovani, lecita. E lo stato di diritto? E i morti ammazzati? Non importa. Ma la cosa più incredibile non è tutto questo, cioè che un candidato trombato alle elezioni europee come Fiandaca che si avvale, nella stesura dei suoi libri, dell’avvocato Enzo Musco, difensore di Mori, sostenga le tesi sopraddette ma che alcuni giovani stiano dalla sua parte. Questi giovani – dispiace dirlo – sono la prova provata di un decadimento intellettuale morale e culturale.

Viene da pensare che questi ragazzi fanno delle scelte simili per non pensare, sembrano vivere nell’attesa, in uno stato di sospensione. Non reagiscono al disfacimento morale e sociale, si adeguano al conformismo e all’egoismo, al pensiero unico e diventano “complici”dei loro carnefici, proprio così “complici dei loro carnefici o ancora meglio complici dei nostri carnefici.

In una realtà come quella italiana fatta di macerie morali, in assenza di conflitti e di reazioni alle iniquità e alla precarizzazione delle loro vite, questi giovani, terrorizzati dal loro stesso conformismo cercano una fuga, cercano di inventarsi nuovi “eroi” per allontanare le paure provenienti dall’incapacità di progettare il futuro. I giovani stanno male, sono fragili, il loro male, però, non è esistenziale il loro male è la mancanza di valori: il Nichilismo.

Il nichilismo provoca loro disorientamento, incertezza per l’avvenire, depressione. Non hanno sogni né speranze, né fiducia in sé stessi, appartengono ad un tempo che Miguel Benasayag ha definito “L’epoca delle passioni tristi”.

Ecco, forse, la loro caratterizzazione più specifica è la tristezza. Ma fino a quando ci saranno ragazzi ancora capaci di indignarsi, (“sono stufo di vivere in un luogo dove la mafia ha più potere dello Stato”), di stupirsi del fatto che altri giovani siano in preda al nichilismo, vale la pena impegnarsi per aiutare le nuove generazioni ad uscire dalle secche etiche in cui è precipitata la società. Fino a quando il salone di Villa delle Favare si riempirà di giovani per ricordare Falcone (leggi il post dell’iniziativa di Symmachia) e si percepirà forte, fortissima l’emozione, che alla fine della manifestazione si è trasformata in pianto di commozione e di rabbia, allora per quelle lacrime varrà la pena lavorare per creare le condizioni per una vera e rivoluzione culturale e generazionale. Io amo questi ragazzi. Io amo Falcone e Borsellino.

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